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Lo stile e la tecnologia dei cristalli liquidi

LCD e gli altri

Nonostante la “cara e vecchia” televisione a tubo catodico sia ancora presente nella maggioranza delle case degli italiani, da ormai molti anni la concorrenza dei display al Plasma e di quelli basati su tecnologia a cristalli liquidi è in costante ascesa. Non si tratta di un fenomeno incentrato solo sull’evoluzione tecnologica, ma anche (e, sotto alcuni punti di vista, soprattutto) sul miglioramento estetico, che in questo settore si manifesta in termini di riduzione di peso, ingombro e, soprattutto, di spessore.

Le TV tradizionali, quelle a tubo catodico, sono inevitabilmente ingombranti, e più si sale con la dimensione dello schermo (data dalla misura della diagonale), più aumentano la profondità, l’ingombro complessivo e il peso. Per questo motivo i modelli di TV CRT (Cathode Ray Tube, TV a tubo catodico) più richiesti dagli appassionati di cinema in casa sono sempre stati quelli da 28’’ e da 32’’, rigorosamente in formato 16:9, poiché al di sopra erano estremamente pesanti e ingombranti.

Plasma ed LCD non soffrono invece di alcuna limitazione e possono superare tranquillamente i 60’’ di diagonale, imponendosi come scelta obbligata per i grandi appassionati di cinema in casa che non possono o non vogliono acquistare un videoproiettore. Visto che anche l’occhio vuole la sua parte, non c’è confronto tra un display CRT e uno a cristalli liquidi: lo spessore ridottissimo rende quest’ultimo un raffinato oggetto d’arredamento oltre che manifestazione di evoluta tecnologia, un oggetto bello da vedersi e che può addirittura essere appeso a muro, diventando un quadro di gran classe. Insomma, un display LCD può addirittura migliorare l’impatto estetico dell’ambiente in cui è installato, rendendolo moderno, hi-tech e raffinato al tempo stesso.

Molto spesso, parlando di display “sottili” e tecnologicamente evoluti, si commette un grossolano errore: i display LCD e quelli al Plasma sono molto diversi tra di loro, soprattutto a livello tecnologico, e il fatto di essere entrambi “sottili”, digitali e tecnicamente avanzati non è sufficiente per renderli così “simili” come potrebbe sembrare all’apparenza. E’ diversa la tecnologia, è diverso lo scopo: il Plasma offre solo ampie dimensioni di schermo (per esempio non esistono monitor al Plasma da 15’’), mentre gli LCD partono da dimensioni modeste, essendo anche ottimi monitor per PC, fino a raggiungere i 42, 50 o più pollici di diagonale, nel qual caso diventano ideali per il cinema in casa. Comune a entrambi i prodotti è invece il fatto di essere “ultra piatti”: per quanto concerne, infine, il loro costo medio, fino a poco tempo fa comprare uno schermo al Plasma o LCD di dimensioni “generose” era un’esclusiva di pochi e facoltosi appassionati, ma oggi la spietata concorrenza tra aziende, l’evoluzione tecnologica e la netta espansione di mercato fanno sì che il display “ultrapiatto” sia una strada percorribile da chiunque.

Come anticipato, i display LCD non sono nati per servire il “cinema in casa” o per essere collegati a un PC, ma semplicemente per superare i limiti di dimensione e peso degli strumenti tradizionali, ovvero i monitor CRT in casa e in ufficio e le televisioni a tubo (anch’esse, quindi, CRT) nel salotto di casa. Per questo motivo sono disponibili monitor LCD da 15, 17 e 19 pollici studiati per uso informatico, ma anche “generosi” display da 42’’ (e oltre) in formato 16:9, ideali per le presentazioni video e per il cinema in casa.