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Se è vero che l’evoluzione della tecnologia è inarrestabile, è parimenti dimostrabile che in alcuni casi raggiunge livelli talmente evoluti da rendere lontani e difficilmente ipotizzabili i passaggi successivi. È il caso dei display al plasma, basati su una tecnologia all’avanguardia che supera tutti i limiti delle tradizionali televisioni a tubo catodico. Nonostante garantiscano una qualità d’immagine eccellente, i TV a tubo catodico (detti anche CRT, acronimo di Cathode Ray Tube) sono ingombranti, profondi (la profondità è direttamente proporzionale alle dimensioni dello schermo) e pesanti, oltre al fatto che non superano – salvo eccezioni - i 36 pollici di diagonale. Se si ha a disposizione una sala di dimensioni “generose” e si vuole allestire un buon cinema in casa, 36 pollici di schermo non sono sufficienti.
Per superare il limite si può considerare l’acquisto di un display al plasma, che raggiunge e supera senza problemi i 50 pollici assicurando un impatto estetico di tutto rispetto, profondità irrisoria e peso contenuto.
L’unico limite, ormai superato, era il prezzo: rispetto ai primi esemplari, comparsi sul mercato ormai molti anni fa, la diminuzione di costo è stata netta e tangibile, per quanto i modelli più evoluti rappresentino ancor oggi il “sogno nel cassetto” di molti appassionati.
I display al plasma sono spesso, ed erroneamente, confusi con quelli a cristalli liquidi: nonostante esistano display LCD di dimensioni ingenti, siano anch’essi leggeri e sottili, sono basati su un’altra tecnologia che li rende radicalmente diversi. Inoltre, ci sono importanti differenze in ambito di dimensioni del pannello: gli LCD, essendo anche ottimi monitor per computer, partono da 15’’ e superano senza problemi i 50’’, mentre i display al plasma partono da 28’’ per raggiungere (e superare) i 100’’, una vetta considerevole. Oltre queste dimensioni c’è solo una possibilità, la videoproiezione, moda del momento per gli appassionati di Home Theater, con tutti i pregi, i vantaggi e gli oneri che ciò comporta.