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Tubo catodico in pieno declino. Nonostante la maggioranza dei TV installati in Italia sia ancora vincolata al “caro e vecchio” sistema CRT (Cathode Ray Tube, tubo catodico), la rivoluzione digitale, che in materia di display si esprime con le tecnologie al plasma e cristalli liquidi, è destinata a rinnovare profondamente anche questo settore. D’altro canto il prezzo degli schermi “sottili” si è ridotto sensibilmente rispetto a qualche anno fa, la qualità è aumentata a dismisura e l’offerta dei vari produttori è letteralmente moltiplicata.
Passare a uno schermo digitale offre una serie infinta di vantaggi: sotto il profilo estetico il paragone è impietoso, visto che da prodotti ingombranti e voluminosi si passa a raffinati e sottili gioiellini tecnologici che fungono senza problemi anche da oggetti d’arredamento. Il vantaggio riguarda anche l’ingombro, la possibilità di affissione a muro (con piacevoli conseguenze estetiche e un marcato gusto hi-tech), il peso nettamente ridotto, la compatibilità con gli standard di connessione video digitale e la predisposizione per i segnali video in alta definizione (broadcasting HD, HD DVD e Blu-ray Disc), presente e futuro dell’intrattenimento audio/video domestico.
Queste caratteristiche accomunano i prodotti di entrambe le categorie “digitali”, plasma ed LCD: i modelli più evoluti offrono un parco connettori sconosciuto e irraggiungibile dai TV a tubo catodico, comprendente ingressi video (e audio) digitali quali il DVI e il più recente HDMI, quest’ultimo capace di trasportare sia il video che l’audio. I vantaggi della connessione video digitale sono evidenti: il flusso video del DVD, del decoder HD, dell’HD DVD e del Blu-ray passa “così com’è” al display, senza subire la doppia conversione (in analogico nel lettore, nuovamente in digitale nel display) che si rende necessaria utilizzando gli ingressi analogici, comunque presenti in entrambe le tipologie di display. L’altro fattore, ovvero la predisposizione per i segnali video HD (nei modelli HD Ready e FullHD), è un altro serio motivo per passare ai display digitali: a differenza dei modelli a tubo catodico, quelli al plasma ed LCD possono raggiungere risoluzioni ben superiori a quella standard PAL (720 x 576) che accomuna tutti i DVD in commercio. Tutto dipende dal numero di pixel di cui si compone il loro schermo: risoluzioni HD (High Definition) come 1.366 x 768, 1.280 x 720 o 1.920 x 1.080 (FullHD), sono abbastanza comuni nei display di ultima generazione e rappresentano un avanzamento tecnologico non indifferente.