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La sfida con i plasma è aperta: i display a cristalli liquidi partono in posizione di vantaggio se consideriamo l’ampiezza dell’offerta. Innanzi tutto questi sono disponibili sia in versione 4:3 che 16:9 (i plasma sono solo 16:9), partono senza problemi dai 15’’ e giungono fino a 80’’, sono leggermente più sottili e leggeri dei plasma. Al pari di questi ultimi troviamo un parco connettori molto nutrito (che si spinge anche a DVI e HDMI) e la compatibilità con l’alta risoluzione, anche se, come annunciato, la tecnologia LCD è arrivata per prima alla soglia dei 1.920 x 1.080 pixel e l’ha applicata anche a display di dimensioni non “enormi” (esistono, per esempio, schermi LCD da 1.920 x 1.080 punti con “solo” 37 pollici di diagonale), ottimizzando il rapporto qualità/prezzo.
Al pari dei modelli al plasma, anche gli LCD possono soffrire dello spiacevole fenomeno dei “pixel spenti”, conseguenza del malfunzionamento di qualche cella; esclusiva invece degli LCD è un possibile effetto di “trascinamento” dell’immagine conseguenza del più o meno rapido cambio di stato (e di colore) dei pixel: quanto più sono rapidi, meno è percepibile questo particolare effetto, anche se bisogna segnalare che, rispetto alle generazioni passate, qui sono stati compiuti passi da gigante.
Stesso discorso per quanto concerne l’angolo di visione: fino a qualche tempo fa per osservare “correttamente” l’immagine mostrata da un display LCD bisognava porsi esattamente di fronte al centro dello schermo, cercando di scartare il meno possibile dal punto ottimale, pena un crollo drastico di luminosità percepita e difficoltà di visione. Oggi, il problema può ancora presentarsi in termini di fedeltà cromatica, ma in quanto a “visibilità” nel suo complesso, è stato pressoché eliminato.