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L’alta definizione è finalmente una realtà anche italiana. Il caro e vecchio sistema televisivo PAL, che accompagna tutte le trasmissioni televisive, le VHS e i DVD, sta per cedere il passo all’alta definizione, che da fenomeno di estrema nicchia si sta trasformando in un vero e proprio successo planetario. Lo scarto qualitativo tra una trasmissione “standard” e una in alta definizione è talmente evidente, che nessuno ha mai nutrito dubbi sulla sua affermazione.
Anche in Italia, che è purtroppo molto indietro rispetto ad USA e Giappone, l’alta definizione inizia, gradualmente, a mostrare i suoi benefici agli utenti finali, suggerendo loro di operare il “grande salto” verso un display compatibile HD, ovvero HD Ready. C’è interesse da parte del pubblico, c’è un’industria che promuove a più non posso i nuovi display digitali, proponendoli come porta aperta verso il futuro, ci sono i primi canali satellitari HD, due nuovi formati di dischi ad alta definizione (Blu-ray Disc e HD DVD), e soprattutto c’è disponibilità di tutti i prodotti necessari per operare sin da subito la transizione dalla definizione standard (PAL) all’HD (High Definition). Molti display al plasma e a cristalli liquidi sono oggi HD Ready¸ in entrambe le sue varianti: i display con risoluzione di 720p (720 linee di risoluzione, equivalenti a 1.280 x 720 punti o affini) sono molto diffusi sia con tecnologia al plasma che LCD, costano relativamente poco e permettono di operare un salto qualitativo notevole rispetto alla definizione standard. Da qualche anno, inoltre, si stanno diffondendo i display (sempre plasma o LCD) e i proiettori con risoluzione Full HD, ovvero 1.920 x 1.080, il massimo che la tecnologia attuale permette per il mercato consumer. Qui l’alta definizione è ai massimi livelli, ma bisogna mettere in conto una spesa leggermente superiore.
Iniziano a diffondersi le prime sorgenti adatte a veicolare un segnale in alta definizione. Gli ultimi due anni sono stati centrali sotto questo profilo: fino al 2006 il formato DVD Video, vincolato al sistema PAL, era la massima manifestazione di qualità, mentre i sistemi di trasmissione digitale satellitare e terrestre (DVB-T) , che pur potevano essere efficacemente impiegati anche nel mondo del video ad alta definizione, non sembravano interessati a cogliere tale opportunità. Nel 2005, quattro produttori italiani (Medusa, Eagle Pictures, Cecchi Gori e 01 Distribution) si sono avventurati nell’impresa di svincolare il DVD dal sistema PAL, registrando al suo interno interi film in alta definizione; tutto ciò è stato possibile grazie a un evoluto algoritmo di compressione video, il Windows Media Video HD. I risultati, sebbene pochi in numero, confermarono appieno la qualità cui l’alta definizione può ambire, restando – per un paio d’anni – le migliori manifestazioni di qualità video disponibili sul mercato italiano.
Poi è arrivato Sky-HD, con il suo decoder dedicato e con la sua offerta che copre film, musica e sport, e poi sono arrivati i due successori del DVD, la cui guerra è tuttora in corso: Blu-ray Disc e HD DVD, entrambi capaci di mostrare al grande pubblico i benefici dell’alta definizione. Ad oggi in Italia sono disponibili una manciata di player per ogni formato (anche se Blu-ray gode di un’offerta hardware ben più ampia, grazie soprattutto a Playstation 3) e circa 200 film, a testimonianza di un’evoluzione che forse non sta facendo grandi numeri, ma che è destinata – di qui a poco – a rivoluzionare l’intero sistema dell’Home Entertainment.
Infine, bisogna ricordare che alta definizione non è solo video: Xbox 360, l’ultimo gioiellino tecnologico di casa Microsoft, estende la qualità HD al mondo dei videogame, offrendo – a chi è già “predisposto” – un realismo, un’immersione nelle vicende e un coinvolgimento mai visti prima. Stesso discorso per Playstation 3, che integra fin dalla nascita (per Xbox è necessario l’acquisto del drive HD DVD separato) un drive Blu-ray di ultima generazione. Il futuro è HD!