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Se ne parla dal 2002, ma solo da un paio d’anni è una realtà italiana. Blu-ray si pone come evoluzione diretta del DVD, il supporto che ormai tutti usiamo per vedere i film, registrare le trasmissioni TV e immagazzinare tonnellate di dati. La differenza col passato è di fatto la capienza del supporto, con tutte le conseguenze che ciò comporta: dagli 8.5 GB del DVD a doppio strato si passa ai 50 GB del Blu-ray, il che significa molto più spazio per le applicazioni e i dati informatici, ma anche (e soprattutto) la possibilità di immagazzinare video in alta risoluzione e audio multicanale non compresso, possibilità precluse al predecessore.
Blu-ray nasce come standard nel 2002 tramite lo sforzo congiunto di una cordata di aziende quali Sony, Panasonic, LG, Pioneer e molte altre: inizialmente venne definito come standard riscrivibile, da impiegare su Blu-ray recorder da tavolo per la registrazione HD nei paesi in cui era già una realtà (USA, Giappone). Successivamente venne definito e standardizzato il BD-ROM, ovvero la versione “pre-registrata” e il BD-R, il disco da 25 e 50 GB registrabile una volta sola. Nonostante nel 2003 siano stati introdotti sul mercato giapponese i primi BD Recorder, bisogna però attendere la metà del 2006 per il lancio di massa del formato, avvenuto (come prevedibile) negli Stati Uniti con la presentazione del primo player Blu-ray “da tavolo”, il Samsung BD-P1000, e dei primi film in alta definizione. Lo scarto temporale tra gli Stati Uniti e l’Italia, spesso consistente, è stato di appena 3 mesi: lo stesso BD-P1000 e i primi 5 titoli Sony Pictures sono arrivati ad ottobre, e a seguire sono intervenute, con un processo graduale che arriva fino ad oggi, tutte le altre aziende.
Fin dagli albori, Blu-ray ha avuto un solo grande nemico: HD DVD. Realizzato in seno al DVD Forum e supportato da nomi illustri quali Toshiba, Microsoft, Universal e Paramount, HD DVD ha fatto grandi promesse al gruppo degli appassionati: nonostante una capienza inferiore rispetto a quella di Blu-ray (max 30 GB), anche qui la promessa era l’alta definizione nel video, l’audio non compresso di altissima qualità e potenzialità interattive mai esplorate prima, grazie a una piattaforma di authoring evoluto e forti interazioni con il Web.
La battaglia Blu-ray / HD DVD è andata avanti per un paio d’anni, precisamente fino al 19 febbraio 2008: quel giorno Toshiba annunciò la fine della produzione di HD DVD, dichiarando di fatto la morte del formato. Sulla scelta di Toshiba ha influito moltissimo non solo il successo mondiale di PS3, che come è noto integra un drive Blu-ray, ma soprattutto la scelta di Warner Bros di produrre film solo in Blu-ray (per 2 anni la major ha prodotto film sia in HD DVD che in Blu-ray), cui è seguita la decisione di alcune catene americane di elettronica di consumo di non vendere più HD DVD.