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Come anticipato, i software di editing video permettono di realizzare un DVD. Comodità ai massimi livelli: per vedere i filmati dell’estate con amici e parenti non è più necessario portare con sé la videocamera e avventurarsi in macchinosi collegamenti alla TV, poiché è sufficiente realizzare un DVD e trasportarlo ovunque per rivivere le emozioni della vacanza anche a distanza di tempo.
Nonostante ci siano delle logiche differenze (in alcuni casi anche abbastanza marcate) tra un programma e l’altro, la sostanza è molto simile: tutti i principali software offrono l’esportazione in formato DVD Video, dando all’utente la possibilità di regolare tutti i parametri principali all’interno delle specifiche del formato. Poi, cosa da non sottovalutare, molti prodotti – quelli di livello non professionale – dispongono anche del loro studio di authoring integrato, nel quale realizzare i menu e la struttura logica del DVD senza mai abbandonare il software stesso. La comodità è in questi casi insuperabile: si può pensare alla suddivisione in capitoli e titoli già durante la fase di montaggio, certi tra l’altro che la realizzazione dei menu (spesso basati su template preimpostati) sarà poco più che un gioco da ragazzi. Ma ovviamente questo caso non può andar bene ai professionisti, visto che le possibilità offerte dagli studi di authoring integrati sono decisamente più limitate rispetto ai programmi dedicati. Per questo motivo i software di livello prosumer e professionale non dispongono di queste funzionalità, ma si affidano a programmi esterni con i quali – magari – sono legati da un vincolo di parentela. La qualità del risultato finale può essere in questi casi decisamente brillante, come – o addirittura migliore – di un prodotto regolarmente acquistato in un punto vendita.
E poi c’è tutto il discorso dell’alta definizione, che dopo la morte di HD DVD è divenuta sinonimo di Blu-ray Disc. Qualora la ripresa sia stata effettuata in HD (magari con una videocamera HDV), l’obiettivo non può essere un DVD, che per sua stessa natura è vincolato ai limiti della risoluzione standard. Meglio, molto meglio rivolgersi a un Blu-ray: i principali strumenti software disponibili sul mercato (come Premiere CS3, che ora integra Adobe Encore, ovvero lo strumento di authoring prosumer) permettono l’esportazione in formato Blu-ray, con il vantaggio di preservare la risoluzione di partenza nonostante il possibile re-encoding. Ovviamente è necessario un masterizzatore e un disco registrabile o riscrivibile, strumenti che sono ancora piuttosto cari, ma l’evoluzione è tangibile e la discesa di prezzo anche. Al massimo, si tratta di pazientare ancora qualche mese.