Il bilanciamento cromatico
La fotografia digitale ha aperto una possibilità: quella di intervenire facilmente sulla qualità del colore. I progettisti e i fotografi si sono subito adeguati.
Uno slogan, negli scorsi anni, proclamava che "il colore è un'opinione". Ebbene, è davvero così, al punto che in passato i grandi fabbricanti di pellicole hanno compiuto studi specifici e addirittura preparato emulsioni differenti per mercati diversi. Qualche esempio: sulle pellicole destinate ai paesi orientali hanno spesso calcato la mano favorendo una maggiore percentuale di rosa e un'alta vivacità dei toni verdi; in quelle per paesi latino-americani hanno accentuato la tendenza ai toni caldi; in quelle per i paesi europei i grigi neutri e la fedeltà nei toni azzurri. Oggi, nell'era della fotografia digitale, sta accadendo qualcosa per certi versi simile ma allo stesso tempo differente. Il bilanciamento dei sensori è, infatti, volto alla massima fedeltà possibile ma - ecco la novità - su alcune reflex digitali moderne viene spesso offerta la possibilità di impostare moderate, ma sensibili, personalizzazioni. Si tratta della scelta di condizioni di colore, studiato per favorire la vivacità delle tinte azzurre o verdi nelle foto di paesaggio, i toni caldi dell'incarnato se si eseguono fotografie di ritratto, e così via. È anche possibile mettere in memoria regolazioni personalizzate di colore, oltre che di contrasto, di nitidezza apparente o altro, guidando a piacere l'impronta di fondo dei colori registrati sulla fotocamera. C'è dell'altro. Quando si guarda al colore, specie nel mondo digitale, si deve infatti pensare che esistono anche altri promettenti parametri. Passiamoli in rassegna in queste pagine.
Il colore e la sua temperatura
Un albero di Natale in una piazza innevata. L'illuminazione è quella dei lampioni e delle vetrine dei negozi, con chiara prevalenza di toni caldi, rossicci.
Lo stesso albero di Natale fotografato regolando la fotocamera su Luce Tungsteno, ovvero compensando con un'opportuna filtratura azzurra l'eccesso di toni caldi.
La fotografia è fatta non soltanto dalla quantità ma anche dalla qualità della luce. Ad esempio, tutti noi sappiamo che le lampadine a tungsteno casalinghe hanno un'alta percentuale di giallo-rosso. Per eseguire un ritratto a luce ambiente, con una resa gradevolmente corretta, il fotografo che utilizza la pellicola compensa i gialli con un filtro azzurro posto davanti all'obiettivo. Il fotografo ‘digitale', invece, ha vita decisamente più facile: la filtratura azzurra è infatti elettronica ed è attivabile impostando, manualmente, una taratura Tungsteno; oppure, può avvenire automaticamente, qualora la fotocamera sia regolata su Auto WB, cioè su bilanciamento automatico del bianco. Questa possibilità di correzione orientata sulla cosiddetta ‘temperatura di colore' è tra le opzioni più interessanti della fotografia digitale: risulta, infatti, molto articolata, contempla regolazioni per la luce fluorescente, attenua l'eccesso di toni blu rimandati dalla volta azzurra del cielo quando si scatta all'aperto e con il soggetto in ombra, corregge il velo azzurrino di un paesaggio in una giornata nuvolosa. Con un po' di pratica, inoltre, un fotografo può servirsi di queste tarature con il proposito di modificare la scena secondo il proprio gusto: ad esempio, impostare l'opzione ‘Nuvoloso' anche se si scatta in una splendida giornata di sole può ridurre l'eccesso dei toni azzurro-verdi che compaiono quando si fotografa nell'ombrosa radura di un bosco. Anche impostare ‘Ombra scoperta' può limitare l'eccesso di azzurro in generale e si rivela spesso utile per le foto a luce ambiente eseguite al crepuscolo. Inoltre, alcune fotocamere reflex digitali permettono una regolazione più tecnica che si effettua impostando direttamente i gradi Kelvin, quelli che, scientificamente, descrivono la ‘temperatura di colore'.
Le dominanti riflesse
Inverno in Trentino, verso Passo Rolle. L'effetto di enrosadira, l'arrossarsi della cima Mulaz al tramonto, contrasta sui toni azzurri della neve illuminata dalla luce riflessa dal cielo azzurro.
Non vogliamo che in questo gioco l'aspetto scientifico-tecnologico ci prenda la mano. Però constatiamo che davanti al fotografo si aprono numerose e affascinanti possibilità. La prima è quella di poter adeguare facilmente la fotocamera alle caratteristiche della luce ambiente; ciò si rivela particolarmente utile nel periodo invernale: pensiamo, ad esempio, alla temperatura di colore di un albero di Natale in strada, che ci restituisce una fotografia con una resa di luce significativamente diversa. Attenzione, però, esistono anche i casi delle dominanti di colore. Sono slittamenti cromatici che l'occhio umano tende istintivamente a compensare, quindi a trascurare, e che la macchina fotografica invece registra puntualmente. Alcuni casi sono davvero da manuale, come quello, tipico, dei ritratti che risultano affetti da un velo di itterizia, cioè da toni verdastri, ad esempio quelli dovuti ai riflessi generati dalla presenza di una fitta siepe ricca di foglie, oppure da una radura, in questo caso soprattutto quando si scatta con il soggetto posto in zona d'ombra. Un altro caso curioso è quello che presenta un eccesso di toni freddi generati, ad esempio, dalla luce che si riflette sul pavimento azzurro di una palestra. I fotografi sportivi conoscono bene queste difficoltà.
L'intensificazione
Tramonto nella Pianura Padana, con esaltazione forzata del colore rosso. È stato adoperato un filtro rosso n. 25 la cui presenza non è percepibile sui particolari degli alberi ridotti a silhouette dall'effetto controluce.
Tramonto rosso, convertito in toni giallo-oro da un filtro colore arancio. Questo tipo di intervento può essere attuato, con facilità, non soltanto sulle fotocamere digitali ma anche sui modelli a pellicola.
La fotografia, dice qualche commentatore, è l'arte dell'illusione. Sa anche trasformare una scena, se il fotografo è bravo, nella situazione ideale in cui ci si sarebbe voluto imbattere. Così, la possibilità di togliere l'azzurro della foschia può aiutare un paesaggista: è un intervento non difficile, anche ricorrendo a un semplice ritocco a computer nella post-produzione digitale. Esistono però situazioni in cui può essere meglio non apportare alcuna correzione. Un caso tipico, a questo proposito, è quello delle riprese al tramonto. Il massimo, potrà dire un fotografo di montagna, è il fenomeno dell'enrosadira, l'attimo in cui le cime dolomitiche divengono fiammeggianti. In questo genere di scatti la neve, in ombra, si presenta spesso in toni molto azzurri e può sopraggiungere la tentazione di correggerla, cioè di attribuirle, con il software di fotoritocco, un punto di bianco. In questi casi, però, bisogna fare attenzione a non esagerare: non si deve schiarire innaturalmente l'inquadratura, piuttosto si deve essere coscienti che l'effetto più spettacolare si può ottenere quando i colori appaiono leggermente forzati, addirittura un poco esasperati, facendo risaltare i toni azzurri e quelli rossi. Alcuni fabbricanti di fotocamere hanno deciso di introdurre sulle macchine alcune funzioni ausiliarie: una è quella dei colori vividi, accentuati. Altri costruttori impegnati sul fronte delle stampanti a getto d'inchiostro, hanno fatto qualcosa di simile predisponendo la funzione Enhance, in pratica un comando di intensificazione. Si tratta di interventi che rinunciano ad inseguire la fedeltà scientifica dei colori ma che aumentano la saturazione e il contrasto delle tinte.
Falsare il colore
Uno scatto a una catasta di tronchi, all'aperto ma in zona d'ombra. Nonostante la scena sembri innaturale è invece perfettamente corrispondente alla realtà. La luce è riflessa dall'azzurro del cielo terso, il soggetto si presenta in un azzurro intenso. La fotografia può apparire sbagliata ma rispecchia la realtà.
Il file è stato portato sul computer e al programma di fotoritocco è stato fatto acquisire il colore della neve dicendo di correggerlo e assumerlo come punto di bianco. La trasformazione è stata istantanea, la fotografia appare gradevole e naturale ma in realtà è un falso.
La fotografia, si dice anche, è l'arte di trasmettere emozioni. È capace di raccontare anche qualcosa che non esiste? Possiamo dire di sì. Ma se questa affermazione è vera, alcuni fotografi pensano valga la pena portarla alle estreme conseguenze, esasperando la realtà. Sappiamo, ad esempio, che uno spettacolare tramonto emoziona perché si presenta in toni fiammeggianti. Ebbene, perché non esasperare ulteriormente la situazione? Perché non calcare la mano, rendere ancora più rosso e vibrante un tramonto che è solo leggermente rosato? La strada per un simile ‘effetto' è alla portata di tutti. È sufficiente aggiungere un filtro rosso, davanti all'obiettivo (ad esempio, un Wratten n. 25), oppure abbassare fortemente la taratura dei gradi Kelvin della fotocamera digitale. In questi casi, se si scatta mantenendosi in una situazione di controluce, cioè con le sagome ridotte a silhouette, ecco che nelle zone nere l'influenza del filtro non sarà percepibile. Intervenendo poi con accessori ottici, facendo attenzione, si potrà anche provare a variare il tipo di filtratura. Infatti, chi ha detto che un tramonto debba essere esclusivamente di colore rosso? Non potrebbe, più sorprendentemente, presentarsi in un caldo giallo-oro? Basta cambiare il filtro e il piccolo miracolo è compiuto. Lo stregone-fotografo ha compiuto la sua magia!
Il menù delle tarature di colore
Sulle moderne fotocamere digitali sono presenti diverse tarature preimpostate, che hanno influenza sulla resa dei colori..
Bilanciamento automatico DEL BIANCO (Auto WB):
la fotocamera seleziona automaticamente la taratura cromatica; è una soluzione comoda, soprattutto per le compatte.
Luce flash:
compensa l'eccesso di azzurro indotto dal lampo elettronico, specialmente se usato a brevi distanze.
Fluorescente:
compensa, con un velo di colore magenta, l'eccesso di verdastro causato dalla luce di lampade al neon.
Ombra scoperta:
aggiunge un tono caldo, per neutralizzare l'eccesso di blu riflesso su un soggetto ripreso in zona d'ombra, in esterni, e rischiarato dalla luce riflessa da un terso cielo azzurro.
Nuvoloso:
introduce una correzione gialla, calda, per compensare l'azzurrino delle riprese all'aperto, in giornate nuvolose.
Luce diurna:
è la taratura base, adatta a un'illuminazione ambiente che corrisponde a una giornata di sole con un cielo punteggiato da un po' di nuvole bianche. Corrisponde a una temperatura di colore di circa 5.600° Kelvin.
Luce tungsteno:
è una taratura che introduce una correzione azzurra piuttosto marcata. Compensa l'eccesso di giallo-rosso che presentano le lampadine al tungsteno (circa 2.800 gradi Kelvin).
Bianco/nero:
agisce sulle funzioni di tonalità colore portando a zero la saturazione. I colori vengono cancellati e la fotocamera restituisce una gradevole immagine bianco/nero. Ci possono essere delle varianti, come la tonalità seppia.
Taratura personalizzata:
è una possibilità presente sulle reflex digitali e qualche volta su alcune compatte; il fotografo punta l'obiettivo su un foglio bianco e lo fa memorizzare alla macchina come bianco di riferimento, rispetto al quale adeguare tutti i colori.
DUBBI SULLA TEMPERATURA DI COLORE
Sulle fotocamere digitali è possibile impostare diverse opzioni di bilanciamento del bianco. Ciò può suscitare alcuni dubbi:
1. È meglio lasciare che la macchina operi in automatico (Auto WB) oppure no?
Di solito è preferibile lasciarla in Auto WB se nella scena sono presenti luci con temperatura di colore molto differente, ad esempio alogene, fluorescenti o tungsteno; altrimenti, è meglio passare alle impostazioni predefinite nel menù.
2. Esiste sempre la possibilità di correggere il bilanciamento di colore in un secondo tempo, con il fotoritocco. È meglio fare così o pre-impostare la correzione in ripresa?
Se si scatta con fotocamere digitali compatte e in formato Jpeg, è meglio pre-impostare la correzione; le cose cambiano con le reflex, che offrono il formato Raw.
3. Se si lavora in formato Raw la scelta del bilanciamento colore può essere sistematicamente rimandata a un secondo momento?
Sì. La correzione in post-produzione può essere molto raffinata e precisa. Attenzione però: con il formato Raw i file sono più pesanti e normalmente la velocità di raffica è più lenta.
4. Vale la pena trasgredire le regole usando impostazioni in teoria non adatte?
Talvolta sì. Alcuni fotografi, ad esempio, sui campi di sci si servono di un bilanciamento del bianco impostato su nuvoloso anche quando c'è sole pieno. Ciò con il preciso scopo di "scaldare" volutamente gli scatti.