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La luce e la corretta illuminazione

Corretta illuminazione nelle foto

FOTOGRAFARE è scrivere con la luce. Ecco un capitolo dedicato proprio alla luce, alle sue caratteristiche e alle semplici tecniche per trarre dalle condizioni di illuminazione i massimi risultati. Dalle fotografie in studio, a quelle all'aria aperta e anche quelle con il flash: in tutti i casi il buon fotografo deve mettersi nelle migliori condizioni di luce.

Scattare una fotografia è trasformare la realtà in immagini catturandone le luci e le ombre. Non a caso la parola stessa "fotografia" significa proprio "scrittura con la luce"; non c'è quindi da stupirsi se alla base della tecnica fotografica c'è proprio la capacità di conoscere, interpretare, controllare e modificare la luce. Proseguiamo quindi il nostro viaggio nella pratica fotografica con un capitolo interamente dedicato allo studio dell'illuminazione. La luce può essere ricondotta a cinque caratteristiche: la qualità, la direzione, il contrasto, l'uniformità e il colore. Conoscendo e controllando le caratteristiche della luce presente sul "set" prima dello scatto, difficilmente si sbaglia una foto e soprattutto si può riuscire a catturare immagini "da concorso".

La qualità della luce

La dolce luce della finestra

In questo scatto, l'esposimetro della fotocamera consigliava l'utilizzo del flash. Si è invece scelto di escludere manualmente il flash e di scattare con tempi un po' più lunghi con la sola luce proveniente dalla finestra. Il risultato è eccellente, con tutti e tre i volti esposti correttamente e con un'illuminazione, sia del primo piano che dello sfondo, assolutamente naturale, situazione che si sarebbe persa con l'utilizzo del flash.

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Il tramonto garbato

Nei cassetti si trovano fin troppe fotografie scattate al tramonto, prime fra tutte i classicissimi tramonti sul mare. Ma ci sono mille modi per riprendere un tramonto, ben diversi dal puntare l'obiettivo contro il sole. Infatti la luce rossa del tramonto si specchia e si riflette in tutto ciò che incontra. Questa foto sfrutta proprio questo aspetto e cattura il contrasto tra il cielo ancora azzurro e il vetro grezzo della lampada che si tinge di arancione. La fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto.

Una sorgente luminosa concentrata in un punto genera ombre nette e chiari-scuri molto marcati: si parla in questo caso di una luce "cruda", che esaspera la tridimensionalità del soggetto ma finisce anche per nasconderne alcuni lati in ombra; al contrario, una sorgente luminosa diffusa e quindi non concentrata in un solo punto, fornisce ombre molto più morbide, più garbate e in molti casi anche più naturali. Per esempio, un soggetto ripreso in pieno sole avrà ombre molto marcate e probabilmente non risulterà "leggibile" nella porzione in ombra; il medesimo soggetto ripreso con il cielo nuvoloso (che si comporta interamente da sorgente luminosa diffusa) avrà una leggibilità pressoché totale, anche se rischia di essere meno "seducente" perché non genera mistero. Quindi cosa bisogna preferire, una luce cruda o una diffusa? Non c'è una regola, bisogna solo sapere come cambia il risultato con un tipo di luce e con l'altro e cercare, soggetto per soggetto, le condizioni di illuminazione più adatte al raggiungimento dello scopo.

La direzione della luce

La direzione è una caratteristica fondamentale della luce, perché è in grado di cambiare completamente l'immagine. Un'illuminazione laterale enfatizza la tridimensionalità del soggetto ripreso; un'illuminazione frontale (come quella di un flash) tende invece ad appiattire; una luce che proviene da dietro il soggetto (il classico controluce) cancella le forme e lascia i contorni. Ma non finisce qui: l'uomo è abituato al fatto che la luce venga dal cielo, cioè dall'alto; una luce che invece proviene dal basso crea una situazione "drammatica", quasi da "oltretomba". Quando si scatta con illuminazione artificiale può essere possibile spostare le lampade per ottenere la direzione della luce più adatta alla foto che si vuole realizzare; nelle foto con luce ambiente, ovviamente non si può spostare il sole e quindi bisogna spostare il soggetto fino a che la luce incida sulla sua superficie con la corretta angolazione; ma nel caso di foto a soggetti di ragguardevoli dimensioni o a panorami, ovviamente fissi, non resta che spostare il punto di ripresa o, peggio ancora, aspettare l'ora del giorno più adatta.

Spesso le fotografie paesaggistiche scattate al medesimo soggetto appaiono meravigliose o assolutamente poco interessanti al solo variare dell'ora in cui sono realizzate.

Stessa spiaggia, stesso momento

Scegliere la direzione della luce
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Scegliere la direzione della luce

Ecco due foto scattate al mare. Ma chi direbbe che si tratta della stessa spiaggia ripresa nello stesso momento, ma in due direzioni diverse? Eppure è così: la prima immagine è scattata con il sole alle spalle, i colori appaiono pieni e i sassi in primo piano sembrano grigio chiaro; la seconda immagine è scattata invece in controluce: colori quasi assenti, il mare è grigio, come anche il cielo e i sassi diventano di colpo neri. Questa sequenza ci insegna quanto la fotografia sia condizionata dalla direzione della luce, l'unica cosa che cambia da uno scatto all'altro.

Il contrasto della luce

Scegliere il contrasto in fotografia
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Scegliere il contrasto in fotografia

Il nostro occhio è in grado di leggere correttamente dei chiari molto chiari e contemporaneamente degli scuri molto scuri. Il sensore della macchina fotografica è molto meno versatile e quindi richiede, perché la foto sia bella e leggibile, situazioni con contrasti più limitati rispetto a quelli che siamo abituati a vivere; in caso contrario si ottengono foto le cui ombre sono praticamente tutte nere o in cui le parti luminose tendono a bruciarsi diventando tutte indiscriminatamente bianche. Vanno quindi evitate (o compensate) le condizioni di luce troppo contrastate.

Troppo contrasto per una fotografia

La luce che dà spessore

Un sole molto basso in una giornata limpida basta a trasformare una strada lastricata in una seducente trama di inclinazioni e spessori, ai quali corrispondono ovviamente l'intera gamma dei riflessi oro del sole al tramonto e ombre leggermente differenti tra mattone e mattone. Eppure, fino a qualche ora prima quella strada sembrava solo un compatto lastricato grigio.

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Controluce ma con un soggetto

Il "vizietto" del fotografo medio è quello di scattare troppi tramonti in controluce. Il controluce va bene, ma che ci sia un soggetto: questo deve avere una forma riconoscibile e, se possibile, non compatta, in modo tale che la luce possa filtrare costruendo una trama seducente, proprio come nell'immagine qui sotto.

L'occhio è in grado di "leggere" correttamente la luce in una gamma di contrasto ampia; più ampia di quanto non riesca a fare una fotocamera, chimica o digitale che sia. Così capita che alcune situazioni riprese in pieno sole creino luci e ombre così marcate che la fotocamera non riesce a garantire la leggibilità di tutto il soggetto. In alcuni casi, soprattutto in presenza di cieli molto chiari che si affacciano su boschi compatti, la fotografia può risultare addirittura impossibile per eccesso di contrasto; è il caso delle due fotografie qui riportate, scattate in rapida sequenza: la prima in cui la parte bassa è una macchia nera indistinta e la seconda in cui, per dare un po' di visibilità al bosco e al lago, si è finito per bruciare cielo e montagne.

Uniformità della luce

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Occhio alla propria ombra

Capita di scegliere la posizione di scatto con il sole perfettamente dietro. In realtà è preferibile un'illuminazione leggermente laterale, altrimenti si rischia di riprendere anche la propria ombra. La foto sopra incappa proprio in quest'errore; è bastato spostarsi di un metro per cambiare leggermente l'angolatura ed evitare il problema.

Se la sorgente luminosa è molto vicina al soggetto fotografato, la sua uniformità sarà bassa: questo vuol dire che i soggetti via via più lontani dalla sorgente luminosa saranno marcatamente meno illuminati. Questa è la situazione che si crea con il flash: il primo piano è generalmente ben illuminato, ma i soggetti in secondo piano risultano molto più scuri; con l'illuminazione solare, invece, che proviene da lontanissimo, il problema non si pone: a meno di non avere nuvole e zone in ombra, l'illuminazione è assolutamente uniforme su tutta la fotografia, anche se il campo è lunghissimo. In alcuni casi serve una luce più uniforme possibile, in altri casi, invece, si gioca proprio sulla non uniformità delle luci vicine per creare stacchi tra il fondo e il soggetto in primo piano.

Il colore della luce

Né giorno né notte

Il giorno sta per spegnersi su questo vicolo e sono già state accese le lampade elettriche. Non c'è una migliore occasione per catturare uno scorcio pittoresco: le luci elettriche si vedono bene e se ne apprezza il tipico bagliore giallognolo, ma la luce solare residua basta per dare visibilità a tutto il vicolo, che non sarebbe stato fotografabile grazie alle sole lampade.

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Le luci della città

Per catturare le luci della notte in città è necessario utilizzare un tempo di posa di qualche secondo (su un appoggio stabile) per far sì che la luce dei lampioni e delle insegne risultino sufficienti. La fortuna ha voluto che si riuscisse a catturare anche una vettura di passaggio o, meglio, solo i suoi fari posteriori!

Il nostro cervello si abitua immediatamente alla luce del momento e tende a vederla sempre "neutra", cioè priva di un colore specifico. Ma in realtà non è così: la luce, anche quella che noi chiamiamo generalmente bianca, ha un suo colore specifico, che varia con le ore del giorno per la luce solare e con il tipo di lampada per quella artificiale; la fotocamera non sa "abituarsi" come l'uomo alle diverse dominanti cromatiche della luce e le cattura analiticamente. Per questo motivo le foto scattate in casa senza flash, per esempio, assumono una dominante rossa spiccatissima. Con le versatili fotocamere digitali è il sensore che, scatto per scatto, si adegua alle condizioni di illuminazione del momento (si tratta della procedura di autobilanciamento del bianco), ottenendo immagini generalmente bilanciate. L'unica situazione in cui è difficile ottenere risultati neutri è quando parte dell'illuminazione è di natura solare (per esempio arriva da un'ampia finestra) e parte è invece ottenuta da lampade elettriche: in questo caso una buona scelta può essere quella di integrare l'illuminazione presente con l'utilizzo del flash.

Giocare con la luce e costruirsi il proprio set

con il flash

Scattando con il flash, il contributo della luce ambiente va quasi completamente a perdersi. Il limone è ben illuminato, ma risulta un po' appiattito. Il fondo diventa scuro.

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solo la luce della finestra

L'unica fonte luminosa è la finestra a sinistra: i colori sono molto fedeli e il limone ha molta più tridimensionalità, anche se a destra è completamente scuro.

finestra più pannello bianco

L'aggiunta di un pannello bianco sulla destra permette a una certa quantità di luce riflessa di rendere visibile anche l'altra metà di limone.

pannello a 45 gradi

Spostando il pannello bianco in posizione un po' più frontale, il risultato migliora ancora: il limone è ora ben illuminato e decisamente tridimensionale.

finestra più lampada

Si è aggiunta anche una lampada proprio sopra il limone: ora diviene più scura la parte bassa del limone e l'ombra si fa più compatta. Sulla sinistra c'è ancora il contributo della finestra

solo lampada

La finestra viene oscurata e la lampada sopra il limone è l'unica fonte di luce: l'ombra diventa netta e, visto che il panno riflette poco la luce, la parte in ombra del limone è molto scura.

controluce

Ora si è scelto di spostare la fotocamera e il soggetto in posizione contrapposta alla finestra, lasciata come unica fonte di luce. Il risultato è il classico controluce, non soddisfacente e molto scuro.

controluce assistito

Poco sotto la fotocamera è stato infrapposto un piccolo pannello bianco: la luce riflessa aiuta a rendere più leggibile la parte in ombra.

I fotografi professionisti in studio impiegano molto tempo nella messa a punto delle luci; il fotoamatore, anche senza applicare la stessa cura maniacale, può con semplici accorgimenti controllare le caratteristiche della luce per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Per esempio, nello scattare un ritratto in pieno sole è meglio posizionarsi nei pressi di una parete chiara posta dal lato del viso in ombra: in questo modo si diminuisce il contrasto e si attenuano un po' le ombre. Se invece si scatta con illuminazione artificiale, è bene avere una sorgente luminosa principale ed eventualmente altre lampade secondarie più flebili posizionate in modo da ammorbidire le ombre. La cosa più semplice da fare, anche senza ricorrere a ulteriori fonti luminose, è utilizzare pannelli di polistirolo bianco, o fogli bianchi, come superfici riflettenti dalla parte delle ombre. In alcuni casi può essere utile una sorgente di luce diffusa, come una lampada con davanti un grosso foglio di carta da lucido: ne risulteranno ombre morbide e immagini rassicuranti. In questa sequenza abbiamo fatto un esperimento che chiunque può replicare: mutando anche di poco le condizioni di illuminazione la foto cambia completamente. I principi applicati valgono per qualsiasi soggetto in qualsiasi fotografia: provare per credere.

Il flash, amico e nemico

Il flash è uno strumento indispensabile e già integrato in qualsiasi fotocamera di ultima generazione: addirittura anche le migliori macchine usa e getta hanno piccoli flash. Ma è bene sapere che non tutti i flash sono uguali e permettono di ottenere i medesimi risultati.

Il numero guida–Il più importante parametro distintivo del flash è il "numero guida", un numero (normalmente compreso tra 10 e 60) che sintetizza la "potenza" del flash: più alto, più potente è il flash e quindi migliore può risultare la qualità d'immagine. Ad esempio, un flash con numero guida 24 permette di scattare a 3 metri di distanza dal soggetto con un'apertura di diaframma di 8 (3x8=24 appunto), ma se il soggetto è a 6 metri, il diaframma richiesto diventa 4 e quindi la profondità di campo diventa minima.

Flash integrato o esterno–I flash integrati generalmente non hanno numeri guida elevati e quindi sono adatti a fotografare soggetti non più lontani di tre metri; per immagini di buona e ottima qualità il più delle volte, se si dispone di una fotocamera che ne permette l'utilizzo, è meglio affidarsi a un flash esterno: una maggiore potenza è garanzia di "gittate" più estese, immagini più nitide e anche di una maggiore uniformità dell'illuminazione.

Gli occhi rossi–Se si riprendono delle persone frontalmente, il lampo improvviso del flash va ad illuminare la retina degli occhi prima che la pupilla riesca a contrarsi, con l'effetto di catturare un rosso innaturale al centro della pupilla stessa. Quasi tutti modelli di focamera dispongonono della modalità di scatto anti-occhi rossi: viene messo un piccolo lampo poco prima dello scatto, quanto basta per indurre la pupilla a chiudersi per tempo ed evitare così lo spiacevole effetto "occhi rossi" nella foto.

I riflessi indesiderati–C'è il rischio che la luce del flash si rispecchi in una superficie riflettente posta di fronte, compromettendo la qualità dell'immagine: per questo motivo risulta molto difficile fare foto con il flash attraverso un vetro, come accade per esempio nei classici scatti ai neonati nei reparti di maternità.

L'ombra ai lati–Meno fastidiosa ma comunque visibile è la sottile ombra dietro il soggetto in primo piano, che generalmente viene a crearsi su un lato, dovuta al leggero disassamento tra il flash e l'obiettivo; più il flash e l'obiettivo sono distanti tra loro e peggio è, soprattutto se il soggetto è molto vicino.

Non usare sempre il flash–Se la distanza del soggetto da riprendere è superiore a qualche metro il flash risulta praticamente ininfluente, anzi rende luminosissimi gli oggetti incidentalmente presenti nella vicinanza del punto di ripresa, lasciando completamente al buio il soggetto lontano: per questo tipo di foto è meglio non usare il flash e affidarsi alla luce ambiente. In un concerto, ad esempio, nulla è più sbagliato che fotografare con il flash: si vedranno le teste degli spettatori immediatamente davanti completamente illuminate e il palco apparirà buio; meglio forzare il flash a non scattare e rischiare eventualmente il "mosso".

Le modalità di funzionamento del flash

Flash automatico

Flash automatico

Il flash interviene automaticamente quando il sistema esposimetrico della fotocamera rileva la necessità di un apporto di luce aggiuntivo; in caso contrario il flash non interviene. è la modalità utilizzata più frequentemente.

Flash forzato

Flash manuale o forzato

Il flash viene forzato a intervenire, anche se la fotocamera ritiene la luce sufficiente. Utile, per esempio, per aggiungere un po' di luce frontale negli scatti in controluce per i quali si vuole garantire la leggibilità del soggetto in primo piano.

Flash escluso

In questa modalità il flash non interviene mai. Ideale per foto notturne nelle quali si vuole catturare la luce ambientale o in interni quando il flash crea riflessi molesti e quindi conviene usare la sola luce presente.

Flash anti-occhi rossi

Flash anti occhi rossi
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Un "lampo" di genio

Quando si deve fotografare un soggetto che si trova proprio in opposizione alla fonte di luce preponderante, è bene farsi aiutare dal flash per illuminare il primo piano. Questa tecnica, che prende il nome di fill-in, prevede che si forzi il flash a scattare, anche se le condizioni rilevate dall'esposimetro non lo richiederebbero. Nella foto in alto, senza il lampo del flash il viso del soggetto al tramonto sarebbe apparso totalmente scuro: in questo modo, anche se il risultato è un po' innaturale, si è garantita la leggibilità del volto. Nella foto qui sotto, il risultato è molto buono, tenuto conto che tutta la luce dell'ambiente proveniva proprio dalla vetrata sullo sfondo.

Il flash che cattura l'attimo

Matrimonio, all'uscita dalla chiesa: si è scelto di forzare il lampo del flash per illuminare anche il primissimo piano che altrimenti sarebbe finito in piena ombra e con la luce contrapposta; malgrado ciò si è lasciato un tempo di scatto sufficientemente lungo per ottenere un effetto di leggero mosso che rende la dinamicità del momento. L'utilizzo del flash, tra le altre cose, aiuta a far risaltare i chicchi di riso.

E se la luce non c'è?

Le fotocamere digitali in genere dispongono di una modalità di scatto che permette di catturare immagini fotografiche anche in pieno buio. Questa fotografia, per esempio, è stata ripresa in condizioni di profonda penombra in cui altrimenti non sarebbe stato possibile scattare una foto: il risultato è praticamente monocromatico, ma sicuramente meglio che il nero assoluto.

Il flash emette uno o più piccoli lampi qualche millisecondo prima dello scatto in modo da indurre la contrazione della pupilla ed eliminare, o almeno attenuare, il fastidioso effetto occhi-rossi.

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