Il teleobiettivo
Proviamo a giocare al ‘Grande Fratello'? La fotocamera digitale scruta il mondo da lontano, offre un uper ingrandimento senza farsi scoprire. Ecco come
Un teleobiettivo moderato (per esempio un 135mm) è perfetto per i ritratti perché garantisce poche distorsioni geometriche al volto e soprattutto permette di avere uno sfondo ben sfuocato, mettendo il soggetto in evidenza.
Il teleobiettivo permette anche ritratti molto naturali perché, potendo scattare a una certa distanza, il soggetto non si mette "in posa" e spesso non si accorge neanche di essere fotografato. Bisogna però sempre ricordare che la profondità di campo dei tele è bassa: nella foto qui sopra il soggetto in secondo piano inizia già ad essere sfuocato.
Il teleobiettivo può essere utilizzato con successo anche per per ritratti a figura intera: questa foto è stata scattata a circa 100 metri di distanza dai soggetti per una posa assolutamente naturale, non condizionata dalla presenza del fotografo, cosa molto importante per avere atteggiamenti spontanei soprattutto con bambini o soggetti timidi.
Chi adopera un binocolo è spesso affascinato dall'osservazione del mondo con un considerevole effetto di ingrandimento, certamente insolito. Uno strumento di questo tipo è caratterizzato da dati tecnici specifici che ne precisano le prestazioni; sul corpo dell'attrezzo possono, ad esempio, comparire le cifre 8x20 che indicano due parametri chiave: dicono che l'ingrandimento è 8x, cioè vale otto volte rispetto alla normale osservazione, e poi che il diametro della lente frontale è pari a 20mm, un'indicazione che aiuta a valutare la capacità di osservare dettagli anche in luce scarsa. Tra fotografi, quando si parla di obiettivo dalla focale normale si sottintende, sul formato 24x36mm, un'ottica da 50mm. Ebbene, dato questo riferimento di base, è evidente allora che un binocolo 8x equivale a un notevole teleobiettivo da 400mm, proprio il tipo di attrezzo preferito per immortalare eventi sportivi. L'avvento della ripresa digitale ha aperto nuove strade, davvero affascinanti. Sono quelle della tele-fotografia spinta, con ottiche capaci di ingrandimenti estremi. Proviamo a immaginare quali opportunità potrebbe offrire un superteleobiettivo da 12x o da 18x, potenziato da un software capace di un'ulteriore zoomata digitale, ad esempio di 4x. La risposta sarebbe sorprendente perché ci troveremmo a maneggiare un cannone fotografico da oltre 2.500mm. Non avete mai provato a scattare, a mano libera, con un superteleobiettivo dalla focale che supera il metro? Vi assicuriamo che, davvero, c'è di che fare impallidire i binocoli. In effetti questa soluzione tecnologica è in grado di schiudere nuove e affascinanti occasioni fotografiche.
Non solo professionisti
Il particolare della croce situata sulla cupola della basilica di Caravaggio è davvero molto piccolo e lontano; sarebbe interessante poterlo ingrandire anche disponendo soltanto di una compatta digitale.
La basilica di Caravaggio, in uno scatto con una compatta digitale dotata di ottica grandangolare, da 28mm. è la veduta tradizionale, tipo cartolina.
Ecco che il piccolo miracolo si è avverato: alla massima zoomata ottica della fotocamera ne è stata aggiunta una digitale. è come se si fosse usato un superteleobiettivo da 1.260mm, in una ripresa senza treppiedi.
Le opportunità di scattare in un modo nuovo sono straordinarie e, aspetto di grande interesse, non sono riservate soltanto a professionisti dotati di attrezzature super costose. Infatti, l'effetto supertele è consentito anche, e diremmo soprattutto, ai fotoamatori equipaggiati con macchine digitali compatte, in particolare con quelle di ultima generazione, che infatti si distinguono proprio per il fatto di montare zoom 12x oppure, recentemente, anche 18x. A questo punto un osservatore attento potrebbe obiettare che tale innovazione tecnologica, pur essendo certamente affascinante, presenta però un inconveniente: un superteleobiettivo "da un metro o più" è troppo ingombrante e pesante per essere comodo da usare. Ma sbaglierebbe. Avrebbe infatti ragione soltanto se la dimensione del sensore della fotocamera digitale fosse piuttosto grande, ad esempio identica al pieno formato 24x36mm, ma questa condizione non è, per fortuna, quella che si riscontra sulla maggior parte delle fotocamere digitali. La loro compattezza infatti è legata soprattutto all'impiego di sensori fortemente miniaturizzati. Siamo giunti all'aspetto chiave, che rende possibile tutto il gioco. La particolarità di una superficie di sensore abbastanza contenuta ha infatti due vantaggi: in primo luogo limita i costi, che sono più bassi per i sensori più piccoli; in secondo luogo permette di adoperare obiettivi con lenti di diametro abbastanza contenuto. Anche questa seconda caratteristica è molto importante, perché favorisce l'economicità di fabbricazione e dunque la realizzazione di strumentazioni abbastanza leggere nonostante sappiano promettere prestazioni da record. A ben guardare, e per amore di completezza, si potrebbe annotare anche uno svantaggio: i sensori piccoli richiedono una maggiore amplificazione elettronica e dunque sono più esposti a disturbi indesiderati sull'immagine finale. Ma, anche se ciò è vero, i progressi fatti dai software interni alle fotocamere hanno portato a una tale efficacia nella capacità di riduzione del rumore che alla fotografia con effetto supertele si sono realmente aperte nuove, e notevoli, capacità operative.
Verifica sul campo
Da un lato all'altro della strada, nel centro di Osaka, si scatta con la focale ottica di 420mm. Si ottiene un'inquadratura paragonabile alla scena che si sarebbe osservata con un binocolo. Nel secondo scatto, un superteleobiettivo da record: senza cambiare punto di ripresa si passa a un ingrandimento digitale e si porta la focale a 1.260mm. Scatto a mano libera e con stabilizzatore, sensibilità 400 ISO, per un ritratto con inquadratura davvero stretta: si perde un po' di dettaglio, ma il risultato è da paparazzo.
Spesso con il teleobiettivo capita di inquadrare soggetti molto lontani, centinaia di metri, a volte chilometri. Nell'atmosfera umida dell'estate è facile che la foschia abbia la meglio e la foto finisca per sembrare "slavata", come nel caso di questo monastero a Meteora, in Grecia. Non c'è comunque da preoccuparsi: il decadimento del contrasto dovuto alla foschia può essere facilmente recuperato in fotoritocco una volta a casa.
Immaginiamo di trovarci in una grande città e di puntare la fotocamera digitale, dotata di uno zoom capace di un effetto supertele, verso un gruppo di persone sull'altro lato della strada. L'obiettivo offre, ad esempio, una focale ottica di 400mm. Il fotografo in questo caso ha l'impressione di osservare attraverso un binocolo e si rende conto di potere isolare, nell'inquadratura, anche soltanto due o tre persone, la prestazione supertele consente di scattare con sufficiente discrezione, senza farsi troppo notare. Ma si può fare molto di più. Si può, ad esempio, attivare la funzione di zoomata digitale, che offre una possibilità sorprendente: permette di ingrandire soltanto una parte della scena e, per mantenere l'impressione di nitidezza, ricostruisce artificialmente un grande numero di pixel, mancanti nell'attimo dello scatto, grazie a un software che li genera valutando intensità e colore dei pixel adiacenti. è un piccolo falso? Certamente sì, ma è molto difficile da smascherare perché non aggiunge particolari inventati ma semplicemente dilata, riempiendole con colori simili, le aree e i dettagli effettivamente ripresi. Dunque, soprattutto se ci si limita nella forzatura dell'ingrandimento, è un artificio accettabile.
L'importanza della mano ferma
Un buon teleobiettivo permette anche di realizzare foto sportive che sembrano "vere", malgrado siano state scattate dagli spalti e con una fotocamera amatoriale.
Il teleobiettivo permette anche delle visuali altrimenti impossibili: questa fotografia, realizzata da un balcone, ha un punto di vista rialzato impossibile da ottenere con focali più corte.
Il teleobiettivo può essere utilizzato anche per la sua capacità di schiacciare i piani: così la strada affollata diventa un serpentone infinito di persone che appare molto più fitto di quanto non sia in realtà. Per fare uno scatto di questo tipo, con un campo molto lungo, è necessario utilizzare un diaframma molto chiuso in modo da massimizzare la profondità di campo, punto debole dei teleobiettivi, in modo da avere la maggior parte delle persone a fuoco.
La vera difficoltà, come sanno bene i fotografi più esperti, si nasconde piuttosto dietro a un altro tipo di inconveniente. è rappresentato dal rischio di micromosso. Tutti sanno quanto sia difficile avere un polso sufficientemente fermo quando si impugna un binocolo e dunque facile immaginare quanto possa essere arduo mantenere un'elevata stabilità quando si scatta con un superteleobiettivo dalla potenza doppia o spesso anche tripla. I fotografi che vengono da una lunga e consolidata esperienza nel mondo delle riprese su pellicola tradizionale potranno suggerire di adoperare un treppiedi. Noi preferiamo andare controcorrente e avanziamo due diversi suggerimenti. Il primo è quello di impostare la macchina fotografica digitale su una sensibilità ISO più elevata del solito, ad esempio di preferire i 400 ISO ai tradizionali 100 ISO, che come si sa rappresentano la regolazione di base delle compatte. Attualmente, tra l'altro, esistono fotocamere compatte che possono salire anche a 800, 1.600, 3.200 ISO conservando una resa d'immagine ragionevolmente buona, anche se in corrispondenza di queste soglie di lavoro si riscontra sempre un aumento dei disturbi elettronici sulle immagini. Il secondo consiglio che ci sentiamo di sottolineare, è di preferire fotocamere dotate di dispositivo stabilizzatore. Questo, come si sa, è un sistema di neutralizzazione delle vibrazioni che può compensare l'instabilità della mano del fotografo, che consente di scattare fotografie con tempi di esposizione anche straordinariamente più lenti del solito. Più precisamente: non serve soltanto quando si fotografa in condizioni di luce ambiente molto scarsa e si vogliono adoperare esposizioni lunghe ma è molto efficace anche quando si utilizzano superteleobiettivi e la luce ambiente non è così abbondante da permettere di effettuare esposizioni brevissime, una situazione scomoda ma che si presenta molto frequentemente. Il risultato finale che si offre ai fotografi che si cimentano con gli obiettivi di focale estrema può essere spesso affascinante. In questi casi infatti si va incontro a una marcata compressione dei piani, a prospettive inconsuete, si assapora il gusto di una specie di safari fotografico in città che può essere svolto da grande distanza, senza farsi notare dai soggetti inquadrati. Le elevate distanze in gioco possono, naturalmente, presentare l'inconveniente di un considerevole spessore d'aria tra la fotocamera e il soggetto, con un conseguente calo del contrasto apparente. Ma si tratta di uno svantaggio al quale è facile porre rimedio ricorrendo, se proprio si vuole, alla funzione di esaltazione del contrasto che è presente in tutti i programmi di fotoritocco.