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La macrofotografia e il Close-Up

Per fare delle belle foto di oggetti piccoli bisogna applicare degli accorgimenti e alcune semplici tecniche che permettono di ottenere con facilità ottimi risultati. Anche l'attrezzatura è importante, vediamo dunque come attrezzarsi e come fare per stupire chi guarda le nostre foto.

Macrofotografia significa fotografare un oggetto ingrandendo la sua immagine sul fotogramma, proiettando quindi dall'obiettivo sul sensore un'immagine tale e quale a quella che si potrebbe osservare servendosi di una lente di ingrandimento. Con attrezzature particolari si possono ottenere delle immagini con un rapporto di ingrandimento tale da apparire come riprese addirittura da un piccolo microscopio. Nella pratica comune si indica come "macrofotografia" anche un'immagine di un piccolo oggetto, come un fiore, oppure di un particolare del volto di una persona, anche se in questo caso si dovrebbe parlare solamente di fotografia a distanza ravvicinata, definita spesso con il termine inglese "close-up". Sia il close-up che la macro vera e propria sono in grado di dare delle soddisfazioni, ripagando l'autore con foto che mostrano il soggetto in un modo inconsueto quanto spettacolare.

L'obiettivo è solo l'inizio

Iniziamo dall'obiettivo, che rimane sempre lo strumento più importante per la qualità della fotografia. Quelli normalmente montati sulle fotocamere compatte sono degli zoom con escursione compresa fra il medio grandangolare e il medio teleobiettivo. Sono studiati per dare i migliori risultati nella fotografia di tutti i giorni, come quella di paesaggio o di ritratto. La loro escursione di messa a fuoco è generalmente regolata in modo da permettere all'autofocus di rendere nitido un soggetto compreso fra qualche decina di centimetri e l'infinito fotografico, che consiste nella distanza verso l'orizzonte di un paesaggio. Quando si vuole focheggiare un soggetto posto più vicino alla macchina, solitamente si deve attivare il programma denominato "Macro" e spesso rappresentato dall'icona di un fiore. Questa modalità di scatto, oltre a impostare il diaframma e il tempo di posa, fa in modo che le lenti interne dello zoom si pongano in una precisa posizione che permette di mettere a fuoco oggetti a breve distanza, perdendo la messa a fuoco a distanze maggiori e all'infinito. Alcune fotocamere hanno obiettivi zoom dotati di schema ottico tale da permettere la messa a fuoco senza soluzione di continuità da pochi centimetri all'infinito. Sono sicuramente una scelta ideale per gli appassionati di questo genere di fotografia.

Il mondo delle reflex

Mentre la foto dell'intero modellino rappresenta il massimo generalmente ottenibile con la messa a fuoco normale di una fotocamera compatta, questo è un esempio del massimo ingrandimento ottenibile con la modalità macro.

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Alcune fotocamere compatte hanno una modalità di macro spinta, che permette di arrivare a mettere a fuoco a pochi centimetri dal soggetto, con un effetto davvero spettacolare.

La posizione macro degli obiettivi zoom venduti a corredo della macchina, che in generale corrisponde a una foto close-up, è adatta per iniziare e "farsi le ossa": quando si sarà acquisita la necessaria pratica si potrà pensare a qualcosa di più specifico. Le fotocamere reflex hanno corredi ottici con obiettivi specifici per macrofotografia, in grado di arrivare al rapporto di ingrandimento 1:1, quello in cui il soggetto della foto appare sul fotogramma proprio nelle sue dimensioni reali. Questi obiettivi sono progettati specificatamente solo per questo genere di foto e hanno una qualità di immagine elevatissima. Sono generalmente degli obiettivi a focale fissa. Permettono di mettere a fuoco senza soluzione di continuità dal massimo rapporto di ingrandimento all'infinito. L'alternativa più comune all'acquisto di un'ottica dedicata è quella di utilizzare un normale obiettivo e dotarlo di un accessorio come un filtro close-up, un tubo di prolunga o un soffietto per macrofotografia, in modo da aumentare il rapporto di ingrandimento e quindi diminuire di conseguenza il fuoco minimo.

Un anello di luce

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Il flash anulare è costruito con un tubo rotondo che genera la luce tutt'attorno all'obiettivo. In questo modo vengono evitate le ombre, in quanto la sorgente di luce è perfettamente coassiale all'asse ottico. Non tutti i fotografi però lo amano, in quanto appiattisce molto il soggetto. L'alternativa è usare due piccoli flash collegati in automatismo ai lati dell'obiettivo, usandone uno come luce principale e l'altro come luce di schiarita. Le principali case produttrici offrono entrambe le soluzioni, da prendere in considerazione se il numero di scatti macro da realizzare è ingente.

La luce è importante

La luce dall'alto su questo particolare di tronco d'albero mette in evidenza le venature del legno e permette di apprezzare la struttura della sua superficie. Da scegliere se si vogliono evidenziare le rugosità da fotografare.

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Per fotografare un soggetto difficile come la stoffa di un abito è necessario usare una luce radente leggermente diffusa, in modo da mettere in evidenza la trama del tessuto, senza nascondere alcun particolare.

La luce è sempre molto importante nella fotografia, ma lo è ancora di più in macro. Quando il soggetto è piccolo è molto importante saper creare una foto che lo valorizzi, scegliendo fra uno schema laterale, con ombre nette e forti contrasti, e una luce frontale diffusa priva di ombre e con minor rilievo tridimensionale. Non vi è una regola precisa, anche se solitamente le fotografie di documentazione tecnica, scientifica e medica vengono preferite quando sono prive di ombre riproducendo tutte le parti del soggetto senza perdere alcun particolare. Nella macrofotografia più creativa si preferiscono immagini più contrastate, a costo di sacrificare alcuni dettagli, ma esaltando l'effetto di tridimensionalità del soggetto. Quando si desidera eseguire uno schema di luce laterale si deve avere l'accortezza di dosare la luce di schiarita con un pannello posto dalla parte opposta alla luce principale. Avvicinandolo o allontanandolo si può dosare il suo effetto, ottenendo quindi una maggiore o minore esaltazione della tridimensionalità del soggetto.

Nitido è meglio

La macrofotografia spesso appare migliore quando si seleziona sulla fotocamera digitale la modalità di ripresa con elevata nitidezza (sharpness). Si esaltano i piccoli dettagli sfruttando l'applicazione di una maschera di contrasto al momento della ripresa da parte della fotocamera. La motocicletta ripresa, ovviamente, è un modellino.

La macrofotografia viene percepita di qualità estetica migliore quando appare molto nitida, con una ricchezza di dettaglio elevata capace di rendere molto bene anche i piccoli particolari del soggetto. Per ottenere buoni risultati bisogna avere l'accortezza di regolare la sensibilità minore possibile in base alle condizioni di luce, per impedire l'insorgere del "rumore" generato dall'elettronica della macchina. In qualche situazione ottenere un'elevata nitidezza può anche risultare controproducente, molto dipende dal soggetto: fotografando, ad esempio, un viso verrebbero esaltati anche i piccoli difetti della pelle. Queste nozioni base devono essere applicate adattandole di volta in volta al tipo di soggetto. Con il tempo e la necessaria pratica si acquisisce la giusta sensibilità anche in questa tecnica.

Le regole d'oro del bravo macro-fotografo

Attenzione al flash

Quando si fotografano oggetti riflettenti è bene utilizzare una luce diffusa, per evitare ombre nette che possono nascondere alcune zone del soggetto. In questo esempio è stata scelta una luce diffusa che evita riflessi "sparati" e lascia ombre morbide.

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Usare il flash incorporato nella fotocamera per foto macro genera ombre nette e fastidiose dietro al soggetto. Inoltre, poiché la luce arriva quasi parallela all'obiettivo, il soggetto appare poco tridimensionale. Da notare anche i forti riflessi del lampo sulle superfici riflettenti, come sui parafanghi.

Utilizzando una luce diffusa e direzionale si esalta la tridimensionalità del soggetto. La foto è priva di fastidiosi riflessi e ombre nette, apparendo più naturale.

Le fotocamere automatiche regolano l'esposizione in modo automatico, qualsiasi obiettivo o aggiuntivo ottico venga utilizzato. Non ci si dovrebbe quindi preoccupare di nulla: il programma automatico dovrebbe risolvere ogni problema. Però il flash incorporato nella fotocamera solitamente è calibrato per dare la giusta luce a soggetti posti a media distanza. Quando ci si avvicina molto al soggetto la sua luce può essere troppa e il circuito di controllo della fotocamera può non essere in grado di ridurla; inoltre la differenza di posizione tra obiettivo e flash a distanze così ravvicinate si fa sentire e crea ombre decisamente marcate dietro al soggetto. Per evitare ogni problema sarà obbligatorio utilizzare un flash apposito per la macrofotografia, come un flash anulare. Quando invece si utilizzano filtri e lenti addizionali, tubi o soffietti di prolunga è possibile che sia necessario eseguire una compensazione, in quanto l'esposimetro interno potrebbe ritenere il soggetto più lontano di quanto non sia in realtà, sovradimensionando di conseguenza la potenza di un eventuale scatto del flash.

Curare la profondità di campo

In macrofotografia la messa a fuoco è critica. Questa immagine ha il punto di fuoco sul fanale anteriore del modellino, mentre la parte posteriore della moto appare sfuocata. Si dice in questo caso che vi è poca profondità di campo. Quando è possibile è bene utilizzare la modalità di scatto a priorità di diaframma, usando un diaframma chiuso (valore numerico f/16 o f/22).

È bene utilizzare una forte sorgente di luce, regolando la fotocamera sulla modalità a priorità di diaframma, in modo da controllare la nitidezza. Usare un diaframma chiuso aumenta la profondità di campo, che è la zona nitida davanti e dietro al soggetto. Nella macrofotografia la profondità di campo si accorcia in proporzione alla ravvicinata distanza tra la fotocamera e il soggetto: è quindi molto importante usare un diaframma molto chiuso in modo da limitare la tendenza delle parti più estreme del soggetto di risultare sfuocate.

Col cavalletto è meglio

Il cavalletto è un accessorio quasi indispensabile in macrofotografia. La difficoltà di inquadrare un campo di ripresa molto piccolo impone di avere la maggiore stabilità possibile della fotocamera, in quanto ogni piccolo movimento viene amplificato dal forte rapporto di ingrandimento e l'utilizzo di diaframmi molto chiusi costringe a tempi di posa elevati. A un buon cavalletto si possono anche fissare i flash e i pannelli diffusori.

La soluzione economica: le lenti addizionali

Per ingrandire il soggetto senza essere costretti ad acquistare un obiettivo ad hoc si possono utilizzare, con le fotocamere compatibili, le lenti addizionali da avvitare davanti all'obiettivo. Sono il sistema più semplice ed economico anche se, modificando il progetto ottico degli obiettivi, non sempre i risultati sono apprezzati dai professionisti. In alternativa si possono utilizzare anche i tubi e i soffietti di prolunga che servono per allontanare l'ottica dal corpo macchina aumentando l'ingrandimento; si possono utilizzare solo con le fotocamere reflex.

I termini da sapere

Macrofotografia

Si definisce come la fotografia di un soggetto con rapporto di ingrandimento compreso da 1:2 a oltre il valore di 1:1, fino a valori maggiori e molto elevati, anche di qualche decina a uno..

Microfotografia

È la fotografia che viene ripresa con il microscopio, collegando la fotocamera all'oculare o a una presa specifica del microscopio, dove il sistema ottico dello strumento proietta un'immagine simile a quella che vede l'operatore. La fotocamera funge solamente da terminale di registrazione, mentre il rapporto di ingrandimento e la qualità dell'immagine viene determinata dal sistema ottico del microscopio..

Close-up

È un passo prima della macrofotografia, è una fotografia scattata focalizzandosi sul soggetto (il viso di una persona, il modellino di un'automobile, un fiore delle dimensioni di una rosa) mettendo a fuoco molto da vicino, ma in cui non si riproduce il soggetto con dimensioni pari all'originale o addirittura superiori. I produttori indicano come Macro anche obiettivi in realtà in grado di eseguire solo ottime foto close-up.

Focale fissa

Viene definito in questo modo un obiettivo non zoom che ha una sola lunghezza focale. In questo caso il suo angolo di campo è fisso.

Angolo di campo

È l'angolo inquadrato dall'obiettivo. Gli zoom hanno focale variabile e angolo di campo variabile. Non va confusa la variazione di focale e di angolo di campo dello zoom con l'ingrandimento dato dalla messa a fuoco di un soggetto vicino, tecnica in cui l'angolo di campo è costante e il soggetto appare grande solamente perché viene fotografato da vicino.

Rumore (noise)

È un effetto indesiderato dell'amplificazione del segnale elettrico, necessaria alla fotocamera digitale per fornire una sensibilità maggiore dei 100 ISO, che sono in genere lo standard di base del sensore.

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