I ritratti spontanei
Il volto, l'espressione, gli occhi: uno dei generi preferiti da fotografi professionisti, amatori e turisti. Ecco molti suggerimenti e qualche trucco per migliorare i propri ritratti
Alla base di un ritratto ben riuscito c'è soprattutto una cosa: la curiosità del fotografo. La curiosità nel cercare nelle espressioni, nelle posizioni, negli sguardi e anche nella luce e nella composizione del quadro oltre il volto, cioè l'anima. E così in qualche modo si avvera il timore atavico degli aborigeni, che temono che una fotografia "rubi" loro l'anima. Ovviamente non si tratta di "furto d'anima", ma solo di scavare nelle immagini con la curiosità del fotografo per stimolare altre e nuove curiosità in chi poi vedrà l'immagine.
Il ritratto amatoriale
Non ci interessa in questa fase occuparci di quel tipo di ritratti realizzati in studio con una serie enorme di lampade e accessori con ore e ore di pose e messe a punto. Quello che ci interessa sono i ritratti amatoriali, fatti per ricordo e per gusto estetico e artistico, per catturare l'immagine della persona e quello che sta dietro l'immagine, una storia, uno stato d'animo. Il ritrattista amatoriale deve accontentarsi della luce che c'è e dello scenario in cui si trova, cercando di cogliere l'attimo. Ci sono due grandi scuole di pensiero: quella della fotografia in posa e quella della fotografia spontanea. Ovviamente è da preferire quest'ultima: la posa viene bene – cioè naturale – solo a consumati attori. Per questo è bene ritrarre i propri soggetti con un teleobiettivo, che consente di mantenere una discreta distanza dal soggetto e quindi permette di non interferire troppo nè con i suoi movimenti nè con il suo stato d'animo.
La luce è parte dello stato d'animo
Quasi tutte le foto di questo servizio sono state realizzate con una fotocamera reflex digitale (Canon EOS 10-D) equipaggiata con un'ottica zoom 35-350 mm f/3,5-5,6, equivalente a un 55-550 mm in virtù del fatto che il sensore della fotocamera è leggermente più piccolo della pellicola tradizionale. Un'ottica come questa rappresenta il formato ideale per ogni tipo di ritratto, da quello scattato a un metro dal soggetto fino alla fotografia "rubata" da venti-trenta metri di distanza.
Una delle aberrazioni percettive della fotografia consiste proprio nel fatto che la luce con la quale è illuminato il soggetto finisce per diventarne parte integrante, per contribuire a definirne carattere e stato d'animo. Una luce intensa ma diffusa e morbida, come quella offerta da un cielo chiaro richiama sentimenti di serenità e affabilità, insomma fa sentire a proprio agio; una luce solare forte e contrastata è anch'essa rassicurante perchè "calda", ma dà un senso di maggiore dinamicità; una luce frontale (come il flash) crea una situazione banale, bidimensionale, in cui c'è poco da scoprire ed è quindi da evitare; un faretto che illumina solo da un lato o soprattutto da sotto, lasciando la maggior parte del volto in ombra, evoca sentimenti drammatici e profondi; una luce opposta alla fotocamera crea una silhouette e riduce tutto a un contorno misterioso. Insomma, la scelta della luce (e dell'esposizione) vale metà ritratto.
La finestra di fianco
La luce che entra da una finestra è dolce e rassicurante, ideale per i ritratti in cui si cerca una gamma estesissima di chiari e scuri. Una finestra esposta al sole tenderà a creare delle ombre più marcate, che possono essere modulate anche utilizzando una tenda (come nel caso della foto qui sopra). Una luce più regolare e con minore connotazione calda si ha nel caso di finestra rivolta a nord o comunque non battuta dai raggi solari diretti. Un buon esperimento è quello di fare dei ritratti di prova di fianco a una finestra con diverse impostazioni di scatto, sottoesponendo e sovraesponendo leggermente lo scatto fino a trovare l'inimitabile bilanciamento di chiari e scuri della luce delicata.
Il "decalogo" del buon ritratto
In fotografia non ci sono regole che devono sempre essere seguite: la creatività e la sensibilità artistica valgono più di ogni altra considerazione. Ma, almeno per i ritratti, è possibile identificare delle linee guida che, se seguite, dovrebbero portare a risultati più che soddisfacenti. Vediamole.
Il panorama non conta
Evitare, se non si ha in mente una composizione particolarmente evocativa, di porre enfasi sia sul soggetto che sul panorama. In un ritratto tutta l'attenzione deve cadere sulla persona, sul viso e infine sugli occhi. Il resto è solo di contorno.
Gli occhi, sono lo specchio dell'anima
Attenzione agli occhi chiusi (sempre che non siano voluti). Per evitare che il soggetto chiuda gli occhi proprio nel momento dello scatto è bene scattare subito dopo un battito di ciglia: è assai improbabile che una persona ne faccia due in rapida sequenza.
Non mischiare soggetto e sfondo
Se possibile, posizionare il soggetto di fronte a uno sfondo che "stacchi", cioè composto da tinte e toni diversi da quelli dei capelli e della pelle.
La calma di una luce morbida
Se si vuole realizzare un ritratto rassicurante e descrittivo è meglio optare per luci morbide, come tipicamente le luci indirette e riflesse, evitando i raggi diretti del sole che creano contrasti forti e parti difficilmente leggibili. Per un buon ritratto è normalmente ideale la luce filtrata da un cielo leggermente nuvoloso.
Il sole e la forza dei contrasti
Esponendo il viso ai raggi diretti del sole si possono ottenere giochi di luce molto piacevoli. è però necessario controllare le ombre ed evitare che creino sul viso linee di forza diverse da quelle dei lineamenti. Per garantire la leggibilità degli scuri è buona norma sovraesporre leggermente.
Usare una focale lunga
I teleobiettivi (intorno ai 135 mm e oltre) sono ideali per i ritratti poichè creano poche distorsioni geometriche, garantiscono una bassa profondità di campo (si sfuoca lo sfondo) e danno la possibilità di restare abbastanza distanti dal soggetto, che così assume pose più spontanee.
Scegliere diaframmi aperti
Un'apertura del diaframma generosa permette tempi più brevi (evitando il mosso) e contribuisce a creare uno stacco chiaro tra il soggetto e lo sfondo, che appare più sfuocato.
Parsimonia con il flash
Evitare di fare un ritratto in interni con il flash, luce che appiattisce; se c'è luce esterna, molto meglio posizionare il soggetto nei pressi di una finestra, meglio se non esposta a forti raggi solari diretti. Nel caso non ci sia luce naturale, se il flash di cui si dispone lo permette, meglio rivolgere la lampada verso l'alto, in modo da sfruttare la luce riflessa, più morbida e naturale.
A ogni faccia la giusta inquadratura
In linea di principio i visi tondeggianti andrebbero fotografati di tre quarti, mentre quelli lunghi e affilati frontalmente; per mascherare delle orecchie "a sventola", sempre meglio utilizzare un'inquadratura di tre quarti, mentre è meglio lo scatto frontale per i nasi pronunciati.
Meglio le pose spontanee
Le fotografie spontanee sono sempre le migliori ma anche le meno controllabili sotto il punto di vista della corretta esposizone, del fuoco e di tutti i parametri di scatto. Con una fotocamera chimica, se si cerca la fotografia spontanea, bisogna essere pronti a spendere un po' in sviluppo e stampa: gli scarti, anche solo per i mossi saranno molti. Se invece si scatta in digitale le cose cambiano e si può cercare la giusta espressione anche con l'aiuto dello scatto a raffica.
Schiarire gli scuri con il trucco del muro
Le due fotografie qui a fianco sono state scattate a pochi secondi di distanza, nelle stesse condizioni di illuminazione solare e nello stesso luogo. Cosa cambia, allora? La fotografia di sinistra, venuta decisamente peggio, è stata scattata senza nulla alla destra del soggetto: i raggi solari sono l'unica vera fonte luminosa e creano contrasti un po' troppo forti per un buon ritratto. è bastato che sia il fotografo che il soggetto facessero un paio di passi indietro per avvicinarsi a un muro in pietra chiara (se ne vede il riflesso nella lente degli occhiali) per sostenere il lato scuro del volto con una leggera e morbida illuminazione diffusa. Il risultato è il secondo ritratto, decisamente ben esposto, in cui i raggi solari sul lato contribuiscono a creare un bel senso di tridimensionalità con la parte scura del volto, che poi è quella prevalente, che resta comunque leggibile e calibrata. Lo stesso effetto del muro può essere ricostruito con l'aiuto di una terza persona anche con un grande foglio di carta bianco.
Cercare un ritratto diverso
Non è vero che il ritratto possa essere solo il viso di un soggetto ripreso a mezzo busto che guarda nell'obiettivo. La foto in alto non è un panorama, il fuoco è infatti sulla persona. L'utilizzo di un forte teleobiettivo ha permesso di realizzare un effetto di schiacciamento tra soggetto e sfondo e di creare quest'aria di serena introspezione che l'immagine vuole comunicare. La foto qui sotto è perfettamente il contrario: scattata con un grandangolo (28 mm) a pochi centimetri di distanza, crea una prospettiva distorta e quasi caricaturale per la quale si cade quasi nell'occhio del soggetto, finendo per sentirsi osservati. Via libera alla fantasia.
Il ritratto alla luce del sole
GIUSTO
Il soggetto è in posa spontanea
L'immagine leggermente sovraesposta garantisce la perfetta leggibilità della parte in ombra, pur senza bruciare i chiari.
è stata utilizzata una focale lunga e lo sfondo è sfuocato.
Il soggetto è correttamente decentrato nel quadro.
SBAGLIATO
Traspare una posa innaturale
L'immagine è scura e le parti in ombra non sono leggibili. L'esposimetro ha considerato il forte riflesso del sole sulla maglia.
è stato utilizzato un 50 mm e lo sfondo è troppo nitido.
Il soggetto è troppo banalmente posizionato al centro.
Fotografare i bambini
Inutile dirlo: i figli sono il soggetto preferito da tutti i fotoamatori. Ma i bambini sono tra i soggetti più difficili da fotografare: non stanno in posa e si muovono in continuazione. è importante preparare macchina e mini-set prima di coinvolgere il bambino, che tende a stufarsi presto. Fino ai 6 mesi considerano poco giocattoli e altre attrazioni, ma appena crescono sono soggetti al fascino delle cose e dei suoni: un buon trucco è quello di lasciarli giocare e aspettare che si creino le condizioni ideali per lo scatto. Il bambino non ha pazienza e quindi deve averne in abbondanza il paziente fotografo. E attenzione al flash: i bambini sono particolarmente soggetti all'effetto occhi rossi e, se troppo piccoli, possono essere molto infastiditi dal lampo.
Compiti a casa: è l'ora del ritratto
è giunto il momento degli esercizi. Tra le tantissime fotografie che i lettori di Media World Magazine ci stanno inviando abbondano i panorami, ma i ritratti sono rari. Eppure il ritratto è uno degli aspetti della fotografia più interessanti, grazie al quale si può riuscire a comunicare con una sola immagine una personalità e un carattere. Allora mettetevi al lavoro cercando per esempio di realizzare ritratti che riescano a comunicare al meglio uno stato d'animo: tristezza, allegria, stanchezza, energicità, frenesia, calma, serenità, preoccupazione, e così via. A queste fotografie verrà data la precedenza nelle pagine delle foto dei lettori. Buon lavoro, anzi buon divertimento!