Fotografare gli animali
Sono, con i bambini, tra i soggetti più fotografati. E proprio come i bambini, gli animali non amano mettersi in posa: ecco perché fotografarli bene non è facile, a meno di non avere una buona dose di pazienza e un po' di tecnica.
Per fare delle belle fotografie agli animali serve molta pazienza, e per ottenere buoni risultati facendo a meno di questo ingrediente ci vuole solo molta fortuna. Spesso fotografare gli animali è molto simile ad andare a caccia: si sta appostati per molto tempo e appena il soggetto è sotto tiro... si scatta. Preferiamo di gran lunga questa forma "ecologica" di caccia rispetto a quella tradizionale...
Dimenticare la "posa"
Nei ritratti lo sfondo non è protagonista. Quando si riprende un animale, soprattutto se non è a figura intera, valgono tutte le leggi dei ritratti "umani", prima fra tutte che il protagonista della foto è il soggetto e non lo sfondo. Per questo è sempre bene che lo sfondo sia sufficientemente sfuocato o uniforme, così da non richiamare l'attenzione. Nella prima foto, gli altri cavalli sullo sfondo disturbano quella che avrebbe potuto essere una fotografia splendida. Nella secondo foto, invece, si è deciso di abbassare il punto di vista in modo da avere come fondo un cielo uniforme e non una caotica spiaggia.
Gli animali sono "natura viva": non si mettono in posa e di solito stanno fermi solo quando dormono; malgrado ciò il loro comportamento può essere condizionato, o almeno previsto: su questo deve lavorare il fotografo per costruire uno scatto memorabile. È abbastanza facile fare delle belle foto di animali, proprio perché gli animali sono soggetti decisamente fotogenici; ma non sempre è così facile fare delle foto grandiose.
C'è animale e animale
Giocare sì, ma con rispetto. In quei casi in cui l'animale lo permette, si può anche "giocare" costruendo una situazione non necessariamente abituale per il nostro amico a quattro zampe. Spesso però, a fronte di queste espressioni "creative" che coinvolgono animali domestici, vengono sollevate polemiche da parte degli animalisti sull'utilizzo "forzato" delle bestiole sui set fotografici e cinematografici. Nella stragrande maggioranza dei casi, per l'animale essere il protagonista di una foto divertente è un gioco; malgrado ciò il buon senso del fotografo deve essere tale da non far superare il limite oltre il quale l'animale si stanca inutilmente o arriva addirittura a soffrire. Non c'è una foto, anche la più bella del mondo, che giustifichi la sofferenza di un animale.
Innanzitutto, è necessario distinguere almeno tra due tipi di animali: quelli domestici e quelli selvatici. I primi sono abituati alla convivenza con gli uomini, generalmente non li temono e, pur non ubbidendo alle nostre richieste di mettersi in posa, rendono la vita molto facile al fotografo; gli animali selvatici invece sono "timidi", generalmente non amano avere a che fare direttamente con gli uomini: fotografarli è più difficile e lungo e richiede anche attrezzature diverse.
Animali come i bambini
Guarda l'uccellino! Gli animali, per il fotografo, si comportano come i bambini: è necessario coinvolgerli in qualche gioco o comunque stimolare la loro attenzione. In questo ritratto ben riuscito, una seconda persona richiama lo sguardo del gattino dalla parte del fotografo, un po' più verso l'alto. Lo sfondo, correttamente, è uniforme e sfuocato.
Gli animali domestici sono proprio come i bambini: per fotografarli è necessario catturare la loro attenzione e avere a portata di mano i loro giochi preferiti in modo da stuzzicare la loro curiosità; con alcuni può essere un buon trucco quello di interessarli anche col cibo e i rumori tipici del "pranzo": appena drizzano le orecchie è il momento di premere il tasto di scatto.
Tempi brevi lunghe attese
Gli animali selvatici, invece, richiedono lunghi appostamenti (o il classico colpo di fortuna) e teleobiettivi potenti. Ovviamente, l'animale va "catturato" al volo, quando compare: i tempi di scatto devono essere brevi per evitare che il soggetto risulti mosso; è meglio poi, soprattutto se si usano focali molto lunghe, non scattare a mano libera ma usare un treppiede per evitare che addirittura tutta la fotografia risulti mossa. In ogni caso non bisognerebbe mai impostare tempi più lunghi di 1/125 di secondo. Un filocomando può essere d'aiuto negli appostamenti per essere maggiormente tempestivi, come anche lo scatto "a raffica" può essere utilizzato per essere sicuri di catturare l'istante giusto. Ovviamente, per questo tipo di fotografia si richiedono fotocamere che reagiscano istantaneamente alla pressione del tasto di scatto.
Alla stessa altezza
Questione di punti di vista. Una regola valida quasi sempre è quella di posizionarsi all'altezza degli occhi dell'animale ripreso, come nella prima fotografia, e questo a prescindere che si tratti di un grosso alano o di un gattino. Ovviamente si tratta di una regola di ordine generale che può essere violata, ma con la chiara intenzione di farlo. La seconda fotografia, per esempio, è stata scattata volutamente dall'alto verso il basso con l'intenzione di creare una prospettiva "estrema" che faccia apparire la testa sproporzionata rispetto al resto del corpo e alle zampe.
Una ripresa ben fatta, soprattutto se le distanze tra fotografo e soggetto non solo elevate, necessita che il punto di vista sia alla stessa altezza degli occhi del soggetto: questo vale per i ritratti degli uomini come per quelli degli animali. Invece, molto spesso, per pigrizia o abitudine, il fotografo resta in piedi e inquadra il gatto di turno dall'alto verso il basso. Se questo punto di vista non costruito espressamente per ottenere determinati effetti, è semplicemente sbagliato.
Catturare l'espressione
Luce naturale, anche controluce. Soprattutto nel caso degli animali domestici ripresi in casa, scattare in buone condizioni di illuminazione non è semplice. In ogni caso, quando possibile, è sempre bene preferire la luce naturale, magari proveniente da una finestra. Si può anche fotografare in controluce (come nella foto qui sotto): la luce che attraversa il pelo crea un piacevole alone chiaro; è però necessario che ci siano altre fonti di luce diretta o riflessa per illuminare le parti in ombra: una parete bianca può bastare.
Non si creda che gli animali non abbiano espressione; semplicemente la manifestano in modo diverso rispetto agli uomini. Gli elementi che maggiormente caratterizzano l'espressione degli animali sono, in ordine di importanza, gli occhi (pupille comprese), le orecchie, il naso e la postura generale del corpo. Se l'inquadratura trascura diversi di questi elementi, si viene a perdere l'espressività dell'animale e quindi lo "spirito" della fotografia.
Il problema del pelo scuro
Evitare la luce da un solo lato. Pelliccia e piume sono molto difficili da fotografare: tendono ad apparire molto buie se sono scure e in ombra e molto luminose se chiare e in piena luce. In questa foto l'esposizione diretta ai raggi solari crea un contrasto troppo forte e fa praticamente sparire tutta la parte a sinistra. In questi casi basta avere un foglio bianco e farsi aiutare da qualcuno a tenerlo sul lato sinistro: si sarebbe compensato il contrasto. Altra soluzione valida è scattare con un leggero lampo di flash.
Chi ha provato a fotografare un bel cane scuro sicuramente ha scoperto che, soprattutto con sfondi luminosi, l'amico a quattro zampe diventa un'indistinta macchia nera: questo dipende dalla capacità che ha una superficie "pelosa" di assorbire la luce. La foto all'animale è bella solo se si riesce a leggere la tridimensionalità delle sue forme e le sfumature dei peli in ombra e in luce. Per compensare l'esposimetro che viene spesso ingannato, è bene sovraesporre leggermente lo scatto; nel caso ce ne fosse bisogno, si può anche forzare un lampo delicato di flash, soprattutto se sullo sfondo ci sono fonti luminose.
"Catturare" gli animali domestici
1. Farli sentire a proprio agio
O la bestiola in questione è davvero spavalda, o è bene lasciarle i suoi riferimenti abituali: il padrone nelle vicinanze e il suo ambiente domestico aiutano la spontaneità.
2. Catturare la loro attenzione
Per preparare lo scatto bisogna catturare l'attenzione dell'animale verso l'obiettivo, se si vuole che guardi in macchina, o, con l'aiuto di un'altra persona, verso una direzione in particolare. I suoi giochi, o meglio ancora il richiamo del cibo, sono le attrattive migliori per ottenere una rapida reazione.
3. Evitare il flash e il sole diretto
Alcuni animali domestici non escono mai di casa e quindi si sarebbe portati a riprenderli con il flash: va bene, ma a patto di disporre di un flash esterno al corpo macchina, meglio se ben decentrato o orientabile verso l'alto. Il flash nel corpo macchina "appiattisce" il pelo, spaventa il soggetto e nella stragrande maggioranza dei casi genera l'effetto "occhi rossi".
4. Attenzione al pelo scuro
Il pelo scuro assorbe la luce e tende a diventare una indistinta macchia nera: se l'animale è scuro, sovraesporre un po' e impostare se possibile l'esposimetro in modalità "spot".
5. Limitare l'area
L'animale è libero, fa quello che vuole. Limitare l'area in cui può circolare, magari con barriere temporanee, può aiutare a prevederne e limitarne i movimenti, rendendo più facile il lavoro.
6. Evitare gli sfondi complessi
Il soggetto è l'animale, lo sfondo deve servire solo per "staccare": quindi sfondi chiari per animali tendenzialmente scuri e viceversa. Visto che si tratta di un ritratto, soprattutto sfondi semplici: molti dettagli finirebbero per disturbare.
"A caccia" di animali selvatici
Basta un'ombra per vedere una rana. La rana non si vede direttamente, ma si riconosce alla perfezione; e in più il colore dominante è proprio un verde "rana". Questo è l'esempio di come si possono fotografare gli animali in modo creativo.
La passione per gli insetti. Tra le foto che gli appassionati di fotografia fanno più di frequente ce ne sono moltissime raffiguranti insetti, farfalle e altri animali di questo tipo, molte di più di quante non riguardino cani e gatti. Segno che c'è una vera e propria passione per questo tipo di close-up.
1. Teleobiettivo, ma non troppo
Non ci si può avvicinare molto: a seconda dei casi, scapperebbe l'animale o dovrebbe scappare il fotografo. L'ottica più indicata, quindi, è il teleobiettivo, generalmente intorno ai 150-200mm di focale. Andare oltre espone eccessivamente al mosso o richiederebbe tempi di scatto troppo brevi, soprattutto in condizioni di illuminazione non fortissima.
2. Cavalletto e dito pronto
Il cavalletto resta il supporto migliore per questo tipo di foto, che spesso richiede lunghi appostamenti. Ma non per questo il fotografo deve rilassarsi: ogni momento è quello buono per scattare e passa in fretta. Un filocomando o un telecomando sono accessori molto utili.
3. Conoscerne il comportamento
Bisognerebbe avere le idee chiare su chi si vuole fotografare in modo da studiarsi prima le abitudini della specie in questione: gli appostamenti diventano così molto più produttivi. Inutile aspettare all'ora in cui quell'animale non usa farsi vivo.
4. Tempi di scatto brevi
Gli animali, tranne quando dormono, si muovono in continuazione e comunque non si mettono in posa. Vietati tempi più lunghi di 1/125 di secondo: sarebbero mosso assicurato.
5. Ridurre la profondità di campo
Il più delle volte, con gli animali selvatici, lo sfondo non si può scegliere: è bene allora cercare di avere un fuoco molto preciso (attenzione all'autofocus), riducendo la profondità di campo con l'adozione di diaframmi molto aperti per sfuocare lo sfondo.
6. Evitare di essere sopravento
L'olfatto degli animali è molto più sviluppato del nostro: essere sopravento avviserebbe immediatamente il soggetto della presenza del fotografo e l'appostamento non darebbe i risultati sperati.
Dalla foto al quadro: Fido diventa arte
È la moda del momento: sono sempre di più i pittori e gli artisti che offrono il servizio di "ritratto a distanza" per cani e gatti, in qualche caso cavalli. In poche parole, i padroni fotografano i propri amici a quattro zampe e inviano le immagini al pittore, il quale realizza il ritratto a olio, acquarello o a carboncino. Tutti questi artisti specificano chiaramente che la qualità del quadro finale è strettamente dipendente dalla qualità della foto dalla quale loro "copiano", quindi è bene che il committente con la fotocamera ci sappia fare. tra i siti più quotati, www.petsinpastel.com e www.pet-portraitartist.com.