La foto su Facebook
L'autoritratto non è la semplice fototessera ma molto di più. Racconta davvero qualcosa di sé e oggi può essere una dichiarazione al mondo tramite Internet. Su Facebook, in fondo, siamo quello che facciamo vedere di noi.
Lo chiamano "social network" ma molto più semplicemente, tra i giovani, è noto come Facebook. È un sito che è stato inventato nel 2004 da Mark Zuckerberg, uno studente diciannovenne di Harvard che l'ha pensato come strumento di comunicazione via web volto a favorire il dialogo tra liceali e universitari. Lo stesso vocabolo "Facebook" descrive di che si tratta: è una sorta di libro elettronico, una raccolta di schede personali, organizzate per mostrare i volti dei partecipanti, degli aderenti a una comunità, per facilitare la conoscenza reciproca. L'idea iniziale era quella di favorire il modo di riconoscersi all'interno di un campus universitario, ma nel giro di pochissimo tempo questa insolita comodità di contatto ha riscosso un successo esplosivo, dilagando in tutto il mondo tanto che ad oggi hanno aderito a Facebook addirittura oltre 160 milioni di persone. È così che è divenuto il social network più chiacchierato del momento. Lo stesso termine "Facebook" spiega perché il tema ci abbia incuriosito: il gioco si basa sulla capacità di ciascun partecipante di presentarsi visivamente in modo efficace e accattivante, decidendo come farsi riconoscere dalle persone con cui viene in contatto. In un certo senso, l'operazione si regge sull'abilità di etichettarsi, di autopromuoversi, di lanciare un messaggio che sappia coinvolgere chi lo riceve. C'è allora abbastanza materiale, proprio sotto questo profilo, per poter dire che "l'occasione Facebook" diventa un bel banco di prova per chiunque si diverta a giocare con una macchina fotografica.
Pensare una foto
Ciò che accade nel mondo di Facebook è molto interessante. La questione di "come farsi fare, o come farsi, una foto destinata al profilo di Facebook" investe tutta una gamma di opportunità e scelte espressive. Farsi fare un ritratto, o un autoritratto, oggi è diventato qualcosa di diverso rispetto al passato: non si tratta infatti soltanto di farsi fotografare per l'album tradizionale, ma per un social netwok, che è una cosa completamente differente. La scelta di entrare sul web, sia pure con le chiavi d'accesso aperte ai cosiddetti "amici", cioè con i vincoli imposti dall'organizzazione del sito, presenta molti risvolti. Il primo quesito è ovviamente: con quale fotografia mi presento a un pubblico così vasto? La risposta più banale è anche la più ovvia: si può tranquillamente selezionare uno scatto dall'album di famiglia, o per meglio dire scorrere e individuare rapidamente la foto preferita tra le ultime scattate in vacanza. La scelta sembra facile ma, sul lato pratico, può anche suscitare qualche perplessità: ci si chiede infatti se ci si riconosce pienamente in quella immagine e, così facendo, si dà il via a una serie di considerazioni che si presentano addirittura come "generi fotografici". Ne abbiamo esaminati saminati alcuni nei box illustrati in queste pagine.
Atteggiamenti: cosa significherà quella posa?
Posa standard - Su Facebook si sono diffuse pose caratteristiche. Francesca ha scelto quella con la mano appoggiata al viso.
Scattare un autoritratto pone sempre un problema: come deve essere lo sfondo? Ogni ambiente sviluppa i suoi stereotipi o comunque proprie tendenze. Avete presente quando un politico si fa riprendere con lo sfondo di una libreria, una parete piena di libri che tradizionalmente vuole suggerire un'idea di cultura e di autorevolezza? Se ci si fa caso, accade sempre che nelle settimane successive anche molti suoi avversari si presenteranno con sfondi analoghi, per non essere da meno. Allo stesso modo, quando un politico si presenta in pubblico senza cravatta, ciò non avviene per un fatto casuale, ma quasi sempre per una precisa scelta: quella di suggerire di essere più "alla mano" nei confronti del pubblico. È un modo per creare un clima di familiarità con la grande platea degli elettori. Anche su Facebook si riconoscono atteggiamenti simili. Un'altra tendenza ricorrente è quella di proporre un ritratto in cui una mano appare appoggiata al viso. È una soluzione che non è facile interpretare nel suo significato: l'atteggiamento pensoso evoca maturità? Oppure ricalca una posa suggerita da qualche velina del momento? È difficile dirlo. Ciò che è indubitabile è che quando scatta una molla di questo tipo succede spesso che il genere dilaghi in tutto il sito: in breve, cioè, viene adottato come possibile standard. Qualcuno a questo punto potrebbe storcere il naso e insinuare che a volte questo atteggiamento suscita più un'idea di mal di denti che quella di una posa da attrice consumata. Attenzione, dunque!
Hobby - Siamo ciò che ci piace
Lo scatto di partenza - Foto su uno sperone roccioso nel gruppo del Catinaccio, presso un'aquila in bronzo eretta in onore di Theodor Christomannos. Le pareti del Latemar fanno da sfondo. La foto è ad alta risoluzione. Per l'uso sul web è sufficiente anche uno scatto meno impegnativo, magari eseguito con il telefonino.
Al di là di fotografie che presentino aspetti di sport agonistico, scattare un autoritratto può anche voler dire sapere puntare su di un'immagine ambientata. Non è una scelta facile, perché le piccole dimensioni disponibili per la pubblicazione su Internet richiedono di sapere sintetizzare l'inquadratura. È stata la scelta di Matteo, che per passione e per lunga esperienza alpinistica ha voluto raccontarsi sulle Dolomiti. Per la cronaca: l'immagine raffigura anche l'aquila di bronzo dedicata a celebrare Theodor Christomannos, uno dei pionieri dell'alpinismo, storico promotore delle Dolomiti del Catinaccio; le pareti lontane, sullo sfondo, sono anch'esse molto note e mostrano il gruppo dolomitico del Latemar. Fotograficamente, avere scelto quest'immagine equivale a dire che con questo scatto si dichiara su Facebook anche un proprio taglio mentale, l'apprezzamento per la natura, l'attitudine a scelte impegnative.
Stereotipi - Ricorda qualcuno...
Geniale come Einstein - Il ritratto di Einstein che mostra la lingua è universalmente noto. E se sul web si affacciasse una simile versione fotografica? Lo scatto originale è normalmente rettangolare. La versione per la scheda su Facebook, dice Matteo, può però anche essere un ritaglio, più vicino alla celebre fotografia di Einstein che tira fuori la lingua.
Diamo per scontato che non vogliamo che un ritratto sia una banale fototessera. Ma spesso non sappiamo che posa assumere. Una via di fuga molto battuta è quella di ricalcare un ritratto storicamente conosciutissimo, ad esempio il celebre scatto al viso di Einstein con la lingua fuori. Rifare il verso è piuttosto facile. Attenzione però, anche in questo caso si dovrà decidere se stringere l'inquadratura esclusivamente sul viso oppure se ci si accontenterà di aver colto l'idea di fondo, in modo comunque riconoscibile. Nel secondo caso la foto potrà essere da un lato più facile da fare, perché presenta meno vincoli di esecuzione, ma dall'altro lato sarà più difficile, perché non è detto che sia così immediato essere originali semplicemente con una diversa inquadratura.
Curiosità - Anche il tifo ha la sua parte
Dichiarare la propria fede calcistica omaggiando la statua di cera dell'allenatore? Anche questa può essere un'occasione per una fotografia.
Essere fotografi significa "saper raccontare", significa sapersi servire di segni visivi, di simboli, saper mostrare atteggiamenti. È anche possibile proclamare la propria fede calcistica, nel caso specifico interista, con l'atteggiamento posato di un bacio alla statua di cera dell'allenatore (Josè Mourinho). Non è un autoritratto classico, ma uno scatto che racconta qualcosa di sé; è un'immagine potenzialmente molto adatta ad essere collocata all'interno della scheda personale di Facebook.
Politica - Foto impegnate
Un ritratto apparentemente classico può segnalare anche un preciso impegno politico, attraverso un particolare: ad esempio si può pubblicare un proprio primo piano con al collo il foulard verde della Lega Nord che esprime una particolare appartenenza a uno schieramento. Una scelta totalmente opposta, a volte presente su Facebook, è invece quella di qualche attivista che rinuncia al proprio ritratto e lo sostituisce con un simbolo politico: ad esempio inserendo una bandiera palestinese.
Divertimento - In fondo è un social network
Uno scatto con le amiche può essere un'occasione di divertimento e anche una foto molto adatta al Social Network: tutte le persone inquadrate vengono "taggate" aumentando così esponenzialmente la popolarità e la circolazione della fotografia.
Facebook interpreta al meglio la filosofia del social network offrendo un modo virtuale di stare insieme. Così possiamo dire che è più che giustificato che a Francesca sia venuta l'idea di proporre un gioco con un gruppo di amiche: disporsi tutte a cerchio come se le persone fossero petali, distribuiti tutto intorno a un giallo girasole. È una buona soluzione visiva quella di dire che tutte le amiche fanno parte di un fiore. Lo è anche se si allontana dal concetto iniziale di presentazione personale, di riconoscibilità ufficiale delle persone, che è all'origine dell'esistenza del sito stesso. Ci si potrebbe anche chiedere, a questo punto, se qualcuno abbia altre soluzioni simili da suggerire e fino a che punto potrebbe essere alimentato questo genere di fotografia disimpegnata. Insomma: siamo sempre convinti che i limiti siano soltanto nella fantasia di ciascuno. Notiamo, tra l'altro, che questo tipo di fotografia va molto bene anche, e forse soprattutto, quando non viene utilizzato per l'immagine principale. Consente infatti di arricchire la scheda personale del titolare, nel sito, con scatti che possono efficacemente completarla.
Sport - Ecco la mia passione
Questo scatto è esemplare: il soggetto è perfettamente in luce e si staglia su uno sfondo scuro. La luce aumenta così l'effetto di rilievo. L'immagine rende perfettamente l'idea di un'escursione entusiasmante, lungo uno spettacolare crinale montano.
Profilo da sportivo - Ecco la foto scelta per la personalizzazione della scheda di presentazione su Facebook.
L'atleta in primo piano - Questa foto spettacolare mostra le sicure doti atletiche di Luca in mountain-bike, ma può anche essere l'immagine scelta per presentarsi su Facebook
I temi sportivi sono sempre molto coinvolgenti. L'autoritratto in queste situazioni potrà anche essere puntato sulla persona, sulla figura intera piuttosto che mostrare il viso, e dire qualcosa di significativo anche con l'ambientazione. È una scelta ricorrente, quando chi si presenta desidera raccontarsi attraverso il proprio sport preferito. Ad esempio è il caso di Luca, che ha una passione per la mountain-bike. Tra l'altro, nel caso specifico, l'immagine è davvero molto "mountain", visto che è addirittura giocata su di una fotografia che documenta una discesa sulla neve, con il lago di Como alle spalle. È quella che si dice una foto esemplare: sappiamo che lo scatto di partenza è anche stato eletto come foto della settimana in "MTB-forum", una rassegna molto apprezzata da un pubblico di appassionati del settore. Nel caso specifico, la fotografia è stata utilizzata come base dalla quale isolare un ritaglio centrale, stretto sulla sola bicicletta, appunto utilizzato per presentare e qualificare efficacemente su Facebook la persona in sella. È molto bella anche un'altra immagine, sempre dedicata a un'escursione in mountain-bike condotta lungo un crinale alpino, ma questa volta in periodo autunnale: è infatti una foto emblematica per il gioco di luci e perché presenta un taglio inclinato che suggerisce una sensazione di azione. Insomma: le regole della fotografia valgono sempre.
Inquadrature - Condividere emozioni
Lo scatto che si utilizza come immagine di presentazione del proprio profilo su Facebook può raccontare un hobby come, ad esempio, la passione per le escursioni e la natura. All'interno della scheda personale poi si possono caricare altre fotografie per condividere con gli amici alcuni momenti di gioia come il giorno della laurea.
Non dubitiamo che scattare un ritratto possa essere facile e divertente. Diciamo di più: con un poco di prontezza si riesce spesso a cogliere efficacemente qualche atteggiamento curioso. Ma diciamo che occorre anche stare attenti a tipici errori fotografici. Quelli più comuni riguardano gli sfondi distraenti: ad esempio, un passante che compare sullo sfondo e non ha nulla a che vedere con il protagonista potrebbe essere un elemento fastidioso. È vero che la foto "ufficiale" su Facebook viene spesso parzializzata, cioè ad esempio risulta poi modificata e portata a una dimensione quadrata che è molto utile per escludere elementi estranei. Ma è anche vero che ciò non sempre accade e che se l'inquadratura viene eseguita in modo molto pulito già all'atto della ripresa, tutto risulta più facile. Riconosciamo comunque che dal punto di vista della comunicazione visiva si deve anche essere abbastanza realisti: non è detto, infatti, che tutte le fotografie pubblicate su Facebook debbano sempre essere eseguite appositamente. Ogni scheda personale, sul sito, può essere arricchita con scatti meno ufficiali, con immagini che sono spesso riprese da amici che erano in gita con noi, dunque da fotografie scattate in modo disinvolto e senza la pretesa di proporsi come "scatti da professionista". È giusto che sia così, anche perché in questo modo viene valorizzata l'idea di fondo della comunicazione facile, della condivisione di emozioni visive tra amici. Queste considerazioni tuttavia non dovrebbero mai farci cadere in un altro trabocchetto e indurci ad allentare la guardia. Non c'è dubbio che quando si selezionano le foto si debba essere sempre piuttosto critici ed esigenti nelle scelte. Come accade nel campo dell'abbigliamento, anche in fotografia si è spesso giudicati per come ci si presenta: attenti a sfondi che possano distrarre, a un ramo che spunti dietro una testa, a un personaggio indesiderato che compaia alle spalle del soggetto e così via. Va fatta un'ulteriore osservazione: su Internet non sono richieste risoluzioni elevate, la nitidezza non è di solito un problema. Dunque, bisogna ricordare che normalmente può essere molto facile eseguire qualche correzione o organizzare un diverso taglio di immagine per una fotografia che non ci soddisfa.