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La fotografia subacquea

È proprio l'eccessiva dominante blu che causa la maggior parte dei problemi nelle profondità marine, più o meno spinte, ai fini di una corretta resa fotografica. Problemi che si possono risolvere con le giuste regolazioni della fotocamera e con un sapiente uso di filtri e flash.

La fotografia subacquea sta vivendo un periodo di rinnovato interesse grazie alla fotografia digitale: sott'acqua, infatti, fotografare in digitale presenta numerosi vantaggi e minori inconvenienti rispetto al chimico, ma per sfruttare al massimo questi vantaggi diventa indispensabile una corretta impostazione della fotocamera, affinché il suo comportamento si possa adattare alle diverse condizioni che si riscontrano in acqua. La prima cosa da considerare, infatti, è che l'acqua filtra le componenti della luce in modo diverso. La componente rossa è quella che, come i subacquei ben sanno, sparisce per prima; aumentando il percorso che la luce compie sott'acqua - ossia la profondità sommata alla distanza tra il soggetto e la fotocamera - si attenua anche la componente verde. Quella che meno risente dell'attenuazione è invece la componente blu. L'attenuazione delle componenti cromatiche della luce fa sì che i colori sott'acqua appaiano falsati rispetto alla realtà. Il sensore delle macchine fotografiche digitali, al contrario della pellicola, è in grado di compensare in gran parte questo effetto donando alle foto colori più vicini a quelli reali grazie al cosiddetto "bilanciamento del bianco".

Automatismi non infallibili

L'effetto di diffusione generato dall'acqua fa sì che i soggetti in secondo piano appaiano più lontani e più sfuocati; questo effetto può essere utilizzato con successo, come in questo caso, per riempire gli sfondi senza distrarre l'occhio dal soggetto principale della fotografia. Inoltre, è bene sapere che la diffrazione dell'acqua fa sì che le ottiche tendano a ingrandire il soggetto di circa il 30% in più di quanto non accada fuori dall'acqua.

Per operare un bilanciamento del bianco è possibile agire in modo manuale - impostando uno dei valori predefiniti nella fotocamera - oppure in modo automatico, analizzando la foto e correggendola. Quando è impostata la regolazione automatica, poiché la fotocamera non può conoscere la situazione in cui si sta fotografando, non può effettuare una regolazione prima dello scatto: deve quindi operare a posteriori, analizzando l'immagine scattata e poi correggendola. In fase di regolazione la fotocamera "guarda" quale sia il colore più neutro - ossia quello più simile al bianco o al grigio - e corregge tutta l'immagine in base a questo dato. Se il colore più neutro è in realtà azzurro, ciò lascia presumere che la luce che illumina l'intera scena sia azzurra. La correzione elimina quindi la dominante e riporta i colori a quelli che sarebbero teoricamente visibili con luce bianca. Va però detto che questa regolazione automatica non è assolutamente in grado di garantire sempre l'infallibilità. Se manca un riferimento di colore neutro la fotocamera non regolerà i colori con precisione ma in base al colore che più si avvicina al grigio. Se l'oggetto in questione è effettivamente azzurro, la fotocamera presume la presenza di una luce più azzurra di quanto sia nella realtà e virerà tutti i colori verso i toni più caldi, quindi ben diversi da quelli reali. Tecnicamente parlando, la fotocamera digitale regola il bilanciamento del bianco incrementando il colore più scarso nel punto più bianco rilevato. Se questo, per esempio, è tendente al giallo (ossia rosso e verde più elevati del blu) si aumenterà il livello del blu per compensare. In altre parole, questa operazione assomiglia alla regolazione dei "livelli" (o delle "curve") come abitualmente viene eseguita in Photoshop o nei programmi di fotoritocco.

Come impostare il "bianco"

Le tecniche consigliate per il bilanciamento del bianco sono molte: c'è chi suggerisce di sfruttare le preimpostazioni e chi invece consiglia i metodi manuali, più precisi ma anche più difficoltosi da mettere in pratica. Dipende poi anche dalle possibilità che offre la fotocamera stessa: quasi tutte consentono di scegliere tra valori predefiniti, molte permettono di regolare, prima del singolo scatto, il bilanciamento valutando la situazione specifica, poche fotocamere consentono di predefinire più di una regolazione. Quando è possibile operare solo in automatico o scegliere le impostazioni predefinite le scelte sono poche. Operando in automatico è possibile incontrare dei problemi nel caso manchino delle tonalità neutre nell'inquadratura. Tra le impostazioni predefinite nessuna è perfetta per la foto subacquea, dato il diverso uso per cui sono pensate: in questo caso è meglio adottare o quelle per le foto all'ombra o con il cielo nuvoloso dato che queste sono le condizioni in cui la luce assume le tonalità più vicine all'azzurro, quindi più simili a quelle della fotografia subacquea. Quando le condizioni - e la fotocamera - lo permettono, si ottiene una maggiore precisione cromatica usando il bilanciamento del bianco personalizzato. Questo metodo, seppur molto efficace e relativamente semplice, è piuttosto scomodo da utilizzare, soprattutto se si stanno fotografando soggetti non statici. In pratica consiste nel far capire alla fotocamera le reali condizioni della luce: si scatta una foto a un soggetto di colore bianco posto alla stessa distanza a cui si troverà il soggetto principale che si desidera ritrarre. La fotocamera, avendo un riferimento molto preciso, sarà in grado di operare facilmente la giusta compensazione. Quando si dispone di una fotocamera che prevede la possibilità di archiviare più impostazioni personalizzate è possibile definire più valori per il bilanciamento del bianco; per esempio, immergendosi a profondità comprese entro i 25 m si potrà impostare il bilanciamento rilevato a 5 m, a 10, a 15 e a 20 m. Durante l'immersione, dopo uno sguardo al profondimetro, si sceglie l'impostazione più adeguata alla profondità.

Le regolazioni del flash

Il flash rappresenta la migliore fonte di colore sott'acqua. Grazie alla sua luce che risente poco delle attenuazioni cromatiche si possono vedere i veri colori dei soggetti acquatici nel pieno della loro brillantezza. Ciò è possibile poiché, nelle fotografie subacquee più comuni, la luce del flash effettua un percorso sensibilmente più breve rispetto alla luce che proviene dalla superficie. È chiaro che il flash non può aiutare in presenza di soggetti di grandi dimensioni come, per esempio, i relitti. La portata normale dei flash varia infatti da un paio di metri quando si utilizza il flash integrato a circa cinque o sei se si usa un flash esterno studiato appositamente per uso subacqueo. Queste distanze sono comunque sempre teoriche e possono variare anche di molto soprattutto in funzione della presenza di sospensione. Non si tratta della sola sospensione visibile, come la sabbia, ma anche di quella meno appariscente come, per esempio, i microrganismi naturalmente presenti nell'acqua. La sabbia riflette la luce del flash in modo molto evidente così da apparire come fiocchi di neve; la sospensione leggera invece può non essere così evidente nella foto ma attenua molto la luce del flash rendendolo inefficace. Quando si utilizza il flash è sempre da tenere presente la distanza sia dell'oggetto più vicino che quella di quello più lontano. Se le distanze tra i vari soggetti sono molto differenti anche l'illuminazione che li colpisce lo sarà.

Il bilanciamento del bianco e la grande libertà del digitale

Il bilanciamento del bianco è la regolazione che consente di avere colori fedeli alla realtà anche con illuminazione non perfettamente bianca. La luce bianca per eccellenza è considerata quella solare: teoricamente, quindi, una fotografia scattata alla luce del sole non dovrebbe avere difetti di illuminazione. Nella pratica vi sono però dei fattori - come i riflessi, le nuvole e l'atmosfera - che influenzano il colore della luce. Con le fotocamere chimiche, l'unico modo di "bilanciare il bianco" è quello di usare pellicole particolari pensate per determinate situazioni di luce, rimanendo però per tutto il rullino vincolati alla scelta fatta. Con le fotocamere digitali, invece, è possibile fare un bilanciamento del bianco manuale o automatico ad ogni scatto allo scopo di eliminare o attenuare le dominanti cromatiche causate da un'errata illuminazione. Proprio come quella che si trova sott'acqua, anche a pochi metri di profondità. Per questo l'utilizzo di fotocamere digitali semplifica notevolmente la fotografia subacquea.

La difficoltà di illuminare gli sfondi

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Se si osservano queste foto di un relitto (la "Giannis D" naufragata nel 1993 nel Mar Rosso) si nota in maniera lampante in cosa consiste la difficoltà di illuminare gli sfondi: i particolari in primo piano sono molto vicini all'obiettivo. Al momento dello scatto questi riflettono molta luce del flash: in tal modo la fotocamera "pensa" di avere emesso un lampo sufficiente a rischiarare l'intera scena. In realtà la luce non è stata sufficiente a illuminare gli oggetti più lontani. Dobbiamo infatti ricordarci che la luce perde in intensità col quadrato della distanza. In altre parole, raddoppiando la distanza la quantità di luce che giunge sul soggetto non sarà la metà bensì un quarto. Se il flash dosa la luce per illuminare correttamente un soggetto posto a 20 cm, quello messo a 1 m (cinque volte la distanza) riceverà solo 1/25 della luce che colpisce l'oggetto più vicino. E non serve neppure aumentare l'intensità della luce del flash; le distanze così diverse tra i soggetti darebbero comunque il medesimo problema. In questo caso si può parzialmente rimediare spostando il flash, se esterno alla fotocamera, in modo da illuminare le varie zone in modo più omogeneo.

Macro e riprese particolari

Un'illuminazione uniforme e omogenea è fondamentale nelle riprese macro, ossia di soggetti molto piccoli a breve distanza. Per riprendere correttamente anemoni, o coralli, con i loro polipi estesi occorre avvicinarsi parecchio e usare la modalità "macro" oppure le lenti addizionali dedicate. Le distanze dei vari elementi sarebbero così differenti una dall'altra che si rischierebbe un'illuminazione molto disomogenea. In questo caso, davanti al flash è bene utilizzare il diffusore, il quale non è altro che un'aletta in materiale plastico color bianco latte. Trattandosi di un materiale traslucido fa passare la luce, ma la rende meno concentrata allargando, al contempo, il fascio illuminante del flash. Non è utile solo per le fotografie macro ma per molte situazioni in cui si desidera evitare riflessi intensi dati da oggetti lucidi come, per esempio, particolari cromati dell'attrezzatura subacquea o le squame di pesci dalla livrea color argento. La luce, essendo diffusa, giunge sulle varie superfici da direzioni diverse e viene riflessa in modo meno violento verso la fotocamera. Il diffusore applicato al flash è utile anche per evitare un effetto tanto spiacevole quanto ben conosciuto: l'effetto "occhi rossi". Può apparire strano ma questo problema non è tipico solo delle foto scattate alle persone bensì affligge pressoché ogni creatura dotata di occhi, anche i pesci.

Stesso soggetto, risultati diversi

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Nella prima immagine a destra si nota come una foto scattata a circa 10 metri di profondità senza correzioni di alcun tipo sia sostanzialmente bluastra e priva di rosso. Nella terza foto, invece, è ritratto il medesimo soggetto scattando però con un flash e un diffusore. I grafici delle componenti cromatiche (rosso, verde e blu) nella seconda foto mostrano nella loro parte sinistra la presenza di tinte scure e nella loro parte destra la presenza di tinte chiare. È evidente che il rosso è sì presente sugli scuri ma è totalmente assente sui chiari. La fotocamera, impostando adeguatamente il bilanciamento del bianco, potrà migliorare il risultato amplificando adeguatamente il segnale della componente cromatica rossa. Naturalmente occorre ricordare che un'elevata amplificazione artificiale di un segnale debole introduce perdite di qualità a tutto svantaggio del risultato finale. In questo caso sono più avvantaggiate le macchine dotate di sensori di dimensioni maggiori, in quanto in un sensore di grandi dimensioni, pensiamo a quelli delle reflex, a parità di risoluzione il singolo elemento sensibile è più grande e riceve, di conseguenza, una maggiore quantità di luce. Ciò gli consente di generare un segnale più forte e che necessita di minore amplificazione. Questo spiega anche perché sulle reflex digitali si possono avere livelli di sensibilità maggiori di quelli disponibili sulle fotocamere compatte.

Attenzione alle preimpostazioni

Sott'acqua è sempre preferibile utilizzare la modalità di scatto manuale anziché i programmi preimpostati disponibili nella fotocamera. Questo perché a volte, per facilitare lo scatto in condizioni normali (fuori dall'acqua), il produttore usa programmi con regolazioni leggermente alterate. Per esempio, nella modalità "ritratto" è spesso impostata una leggera riduzione della nitidezza per attenuare le microimperfezioni della pelle del soggetto. Se usassimo sott'acqua questa impostazione perderemmo in nitidezza senza più potere intervenire successivamente. È inoltre possibile che la regolazione del bilanciamento del bianco, per alcune modalità di scatto, sia disponibile solo in automatico. Per questo motivo è più utile scattare foto in modalità manuale invece che ricorrere ai programmi preimpostati, anche a prezzo di una velocità di apprendimento della tecnica leggermente inferiore.

Come ingannare la fotocamera

Esistono alcuni trucchi derivanti dalla videoripresa che possono risultare utili nella fotografia digitale subacquea. Il primo consiste nel dare alla fotocamera una falsa informazione circa la luce ambiente, così da creare un bilanciamento del bianco che crei tonalità più calde, controbilanciando l'effetto di enfatizzazione dei blu tipica delle riprese subacquee. Un altro trucco utilizzabile è quello del filtro ambra. Per aiutare la videocamera (nel nostro caso la fotocamera) a bilanciare il bianco spesso si monta un filtro di colore ambra (o anche arancione o addirittura rosso) davanti all'obiettivo. Come si vede nell'immagine qui a fianco, se l'acqua attenua le varie componenti cromatiche in modo diverso, un filtro che a sua volta le attenua ma in maniera inversa, può servire a bilanciare i colori in modo semplice. Questo stratagemma però causa un inconveniente non da poco: la luce, dopo le varie attenuazioni dell'acqua e del filtro, diventa davvero scarsa, soprattutto alle profondità maggiori. Questo può essere causa di tempi di posa più lunghi del normale oppure, per rientrare in tempi di posa accettabili, richiede di impostare la sensibilità del sensore a valori elevati con la conseguenza di un inevitabile aumento del disturbo e della grana digitale. Chi vuole effettuare prove con una spesa limitata può affidarsi a filtri anche non specificamente nati per la fotografia subacquea. Un esempio viene dai filtri Ilford Multigrade che sono destinati a un utilizzo in camera oscura ma quando trattati con la dovuta delicatezza, dato il materiale facilmente graffiabile, possono servire per effettuare prove interessanti. I filtri possono anche essere tagliati in misura per adattarli alla custodia. Essendo sensibili all'umidità, vanno posti all'interno della custodia davanti all'obiettivo prestando attenzione a evitare la formazione di condensa nella custodia stessa.

Pronti per le vacanze da foto-sub?

È fondamentale prestare attenzione, in fase di preparazione dei bagagli, all'attrezzatura necessaria verificando sia la presenza che l'efficienza di tutte le componenti. In estrema sintesi, ecco cosa occorre verificare:

Fotocamera

• Obiettivi (se a ottica intercambiabile)

• Lenti addizionali subacquee (macro e/o grandangolo)

• Batteria

• Scheda di memoria

Custodia fotocamera

• Filtro diffusore (se la fotocamera ha il flash integrato)

• Eventuali guarnizioni di ricambio

• Laccetti o impugnature

Flash e custodia flash

Come per la custodia della fotocamera. Inoltre:

• Batterie

• Cavo di connessione alla custodia della fotocamera

• Guarnizioni di ricambio dei connettori del cavo

• Staffe di connessione

Accessori

• Sacchettini assorbi-umidità

• Guarnizioni di ricambio

• Grasso al silicone (per le guarnizioni)

• Lettore di schede o adattatore

• Caricabatterie

• Attrezzature per smontaggio e pulizia

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