< Sfoglia le altre lezioni della settimana >
TIPS & TRICKS

L'immagine rubata

Foto posate, sorrisi forzati, atteggiamenti innaturali? Spesso è meglio scattare "a sorpresa", e permettere al soggetto di esprimersi in tutta naturalezza.

Sin dalla sua invenzione, avvenuta quasi due secoli fa, uno degli aspetti maggiormente considerati della fotografia è la capacità di "congelare" un istante di vita, spesso a insaputa dei soggetti riprodotti. Se consideriamo che, al di là dei ritratti in posa e dei generi inanimati come la fotografia architettonica o lo still-life, tutto il resto può essere considerato "immagine rubata", ci accorgiamo di avere a che fare con un capitolo consistente della storia dell'immagine fotografica. Un capitolo che spazia dal reportage alla fotografia naturalistica, dal gossip agli eventi sportivi, dal fotogiornalismo allo spionaggio, dalla pubblica sicurezza alla documentazione scientifica.

Modelli a quattro zampe: animali "da cartolina"

Visualizza le altre foto

Da sempre la fotografia di animali è uno dei generi fotografici che richiede il maggiore impegno per essere fatto ad insaputa del soggetto. Fotografare animali è un argomento vastissimo che spazia dalla ripresa di insetti a quella di elefanti, dalla fotografia in studio a quella subacquea, vanta un altrettanto vasto numero di tecniche di fotografia. In generale va detto che le immagini più entusiasmanti difficilmente nascono dallimprovvisazione; spesso sono il frutto di una lunga preparazione che include lo studio delle abitudini dell'animale, la scelta dell'attrezzatura più adatta, la preparazione del "set" fotografico e lunghe ore di lavoro. L'attrezzatura è una voce non indifferente nel bilancio di un fotografo professionista specializzato in questo settore: teleobiettivi molto luminosi (come i diffusi 300mm f/2.8 o i 500mm f/4), flash, telecomandi e cavalletti. Per chi invece scatta solo a livello amatoriale, si possono ottenere risultati di tutto rispetto anche con un'attrezzatura più abbordabile. Forse non con la compatta dotata di obiettivo a focale fissa, ma disponendo di una buona reflex... Da questo punto di vista i costruttori sono venuti incontro alle richieste degli appassionati, proponendo diverse ottiche dalla resa eccellente e dai costi non esorbitanti, solo un pò meno luminose ma assai più leggere. È il caso delle ottiche a 300mm f/4 o di quelle 70-200mm della medesima luminosità. In abbinamento a un buon moltiplicatore di focale possono essere sufficienti per svariate applicazioni, in particolare con tutte quelle reflex digitali che per le ridotte dimensioni del sensore introducono già un effetto di moltiplicazione (un 300mm produce lo stesso effetto di un 450mm). Non dimentichiamo inoltre le compatte digitali con zoom spinto: meno performanti dell'accoppiata reflex + teleobiettivo, ma dotate del prezioso stabilizzatore d'immagine, che compensa la minore luminosità dell'obiettivo guadagnando quel tanto che basta per scattare foto nitide anche a sensibilità non elevate.

Espressioni naturali: modelli monelli

Visualizza le altre foto

Riprendere i bambini mentre giocano o mentre compiono una qualsiasi attività, in casa o fuori, è una delle pratiche fotografiche più comuni per gran parte dei genitori e dei nonni. E spesso si vorrebbe farlo quasi di nascosto, per non alterare con una posa forzata la naturalezza dei loro gesti. Finché sono molto piccoli non ci sono problemi, la macchina fotografica è un oggetto misterioso e al limite può destare curiosità, non certo pose imbalsamate. Ma basta poco più di un anno per svelare l'arcano, e a questo punto il discorso cambia. O si metteranno in posa, o pretenderanno di scattare qualche foto anche loro, oppure magari si gireranno di spalle. Oppure, inaspettatamente, continueranno a svolgere la loro attività se questa li attira più di tutto il resto. La cosa più importante è non spazientirsi, non imporre uno scatto quando non è voluto e comportarsi sempre come se fosse un grande gioco. Quando avranno voglia di partecipare, mettendosi in posa piuttosto che continuando a fare i fatti loro assolutamente incuranti della presenza del fotografo, le immagini verranno da sole. Ovviamente, vista la scarsa "prevedibilità" del soggetto, una buona rapidità dazione e una fotocamera impostata correttamente (e possibilmente sufficientemente veloce, cosa non sempre scontata tra le digitali) potranno fare la differenza. Con le reflex e le compatte dotate di controlli manuali è conveniente impostare l'autofocus su continuo, la modalità di esposizione sull'automatismo a priorità dei tempi, per essere sicuri di avere tempi sufficientemente brevi ed evitare il mosso, e la cadenza di scatto su continuo, mentre sulle compatte che non dispongono di questi comandi sceglieremo la modalità "sport", che in pratica riassume e semplifica le stesse impostazioni.

In viaggio: come un vero reporter

Visualizza le altre foto

Se in Europa è normale fotografare strade e piazze affollate di gente, in molte zone del pianeta chi gira con una macchina fotografica al collo non sempre viene visto di buon occhio. E questo può avvenire per motivazioni religiose piuttosto che culturali o altro. Nei paesi più "conservatori" è bene utilizzare una serie di accorgimenti per non dare troppo nell'occhio: macchine sì pronte all'uso ma non ostentate in piena vista, un modo di fare cordiale e rilassato che non generi sospetti negli sconosciuti. Col tempo si acquisirà una certa abilità nel far finta di riprendere un paesaggio salvo poi modificare l'inquadratura al momento dello scatto, oppure nell'azionare di soppiatto la fotocamera strategicamente appesa a tracolla. Visto che si fotografa a caso, un obiettivo di corta focale e un diaframma abbastanza chiuso (almeno f/11 o f/16) sono necessari per avere un angolo di ripresa sufficientemente ampio e una buona profondità di campo; in altre parole, una buona nitidezza malgrado la messa a fuoco approssimativa. Anche il tempo di scatto deve essere sufficientemente breve per evitare il mosso, mentre non è nemmeno da prendere in considerazione l'utilizzo del flash. Logico quindi ricorrere a valori di sensibilità medi o elevati, in pratica dai 400 ISO in su. Attenzione che a questi livelli di sensibilità le compatte digitali cominciano a mostrare i propri limiti, segnalati dalla comparsa sulle foto di una grana piuttosto evidente oltre ISO 400 (a volte anche ISO 200), mentre le reflex digitali si possono permettere sensibilità maggiori a causa del sensore sensibilmente più grande. In ogni caso per questo tipo di utilizzo le fotocamere digitali, sia per la possibilità di vedere subito le immagini (e modificare i parametri di scatto nel caso di risultati insoddisfacenti) sia per l'assenza dei costi di sviluppo e stampa, sono di grande aiuto.

I paparazzi: a tu per tu con i Vip

Visualizza le altre foto

Dai tempi della Dolce vita e di Tazio Secchiaroli di acqua sotto ai ponti ne è passata tanta, tuttavia il lavoro del paparazzo rimane quantomai attuale. Al di là di una discreta attrezzatura (obbligatoria una macchina veloce e un buon teleobiettivo) e di una buona tecnica fotografica, a un paparazzo sono richieste tanta pazienza (per gli appostamenti) e buone gambe (per gli "inseguimenti"). Fondamentale è anche una profonda conoscenza del campo e delle "prede": saper riconoscere i VIP, conoscere le loro abitudini, destreggiarsi tra guardie del corpo e buttafuori, sono doti indispensabili per i professionisti dello scoop, che sono anche preparati alla reazione furibonda degli interessati: dalle coppe lanciate da Alberto Tomba, alle testate di Gèrard Depardieu, alle ombrellate del principe Ernst di Hannover: per i paparazzi semplicemente "rischi del mestiere".

Foto naturalistiche: gli scatti "impossibili"

Una specialità della fotografia naturalistica è quella che fa uso di sistemi automatici di ripresa, come le diffuse immagini di nidi con l'adulto che nutre i piccoli: il lavoro dietro la perfezione di certi scatti è notevole. La preparazione inizia mesi prima, con la scelta di una postazione adatta, spesso dove è già presente un nido della stagione precedente. In seguito si installano la fotocamera, i flash e i sensori (di vario tipo, a pressione piuttosto che a infrarossi) che attiveranno lo scatto, e se ne testa accuratamente il funzionamento, perché dall'inizio della covata le visite dovranno essere forzatamente brevi, nei pochi minuti in cui gli uccelli lasciano incustodite le uova, per evitare i rischi di abbandono del nido. A questo punto, saranno gli uccelli stessi a "farsi lautoscatto", è il compito del fotografo sarà solo quello di verificare il corretto funzionamento e la sostituzione periodica (sempre a nido ‘sguarnito) di batterie e di rullini o schede di memoria. Il tutto sembra facile a dirsi, ma richiede in realtà una grande esperienza.

Strumenti alternativi: più sorpresi di così...

Satelliti e aerei spia

La nostra vita è continuamente monitorata dalle immagini riprese dai satelliti e dagli aerei, talvolta per spionaggio, spesso per altri scopi come le previsioni meteo, le indagini scientifiche o la prevenzione di pericoli. Anche se la fotografia, per come viene intesa comunemente, rappresenta solo una piccola parte di questo genere di riprese, può essere interessante sapere che molti sistemi permettono la visualizzazione di oggetti grandi fino a 60 cm o anche meno. I satelliti militari vanno ben oltre, sino addirittura a leggere il titolo di un giornale.

Autovelox

Quella dell'autovelox è l'immagine a sorpresa che nessuno vorrebbe mai ricevere. Inizialmente ingombranti e dotati di sistema analogico a pellicola, gli autovelox sono stati progressivamente sostituiti da modelli moderni, digitali, più maneggevoli e che non necessitano la sostituzione del rullino. Per una maggiore efficienza e... tante multe in più.

Fototelefonini

Oramai diffusissimi, i cellulari che consentono di scattare fotografie sono notevolmente migliorati come qualità d'immagine, assai scadente sui modelli delle prime generazioni. Certo, non dispongono di teleobiettivi per riprendere soggetti lontani, ma per soggetti a pochi metri di distanza sono efficacissimi. Il loro vantaggio? Sono sempre in tasca...

Il teleobiettivo: lontani ma vicini

Lo strumento principe per "rubare" immagini è senza alcun dubbio il teleobiettivo, che serve per scattare da lontano senza essere visti. Ovviamente la scelta della postazione richiede un minimo di astuzia nel posizionamento, perché le dimensioni di un teleobiettivo "importante" (200-300mm o più) e magari molto luminoso non passano certo inosservate, al contrario di un classico 35mm o di un grandangolare da 20mm. Tecnica da paparazzo più che da fotografo da reportage, l'uso dei teleobiettivi spinti richiede grande pazienza e abilità nel saper "cogliere" l'attimo giusto, quello che meglio tratteggia i comportamenti umani se immortalati in un momento di spontaneità. È ideale per fotografare scene di vita comunitaria, come mercati, fiere o spettacoli di strada, oppure per cogliere visi, espressioni e gesti altrimenti impossibili da fotografare da vicino, perché la presenza del fotografo altererebbe la naturalezza della scena.

< Sfoglia le altre lezioni della settimana >