Quando il colore è il soggetto
La fotografia è nata in bianco e nero ma il colore ha decisamente aggiunto una marcia in più. E in molti casi è divenuto l'incontrastato attore principale.
I turisti che visitano le incantevoli isole della laguna veneta, come Burano o Murano, sono sempre affascinati dai colori delle case. Molti non sanno, mentre ammirano i sapienti accostamenti delle tinte, filtrati da secoli di esperienza ed espressione di una cultura che viene da lontano, che le facciate e gli stessi abbinamenti cromatici sono addirittura sotto la tutela della Soprintendenza alle Belle Arti e che esistono precisi vincoli da rispettare, anche semplicemente per rinfrescare una facciata, per ‘dare una mano di colore'. L'esempio della laguna è forse un caso limite, ma certamente è significativo e racconta bene come il colore sappia a volte essere davvero il protagonista principale, giustificando in pieno l'entusiasmo dei visitatori, e in particolare quello dei fotografi, che una volta giunti sul posto si trovano certamente in imbarazzo perché vengono addirittura viziati dalla sovrabbondanza di stimoli. Non è facile cercare di capire che cosa inquadrare, cosa selezionare all'interno della scena per riuscire a conservare la caratteristica atmosfera, per trasmettere il fascino dei luoghi a chi osserva l'ingrandimento finale.
Il significato dei colori
A Firenze, riflessi proiettati dalle vetrate colorate, all'interno della chiesa di S. Maria Novella. I contrasti di luce sono estremamente elevati, il colore è il solo protagonista. Lo scatto è stato eseguito con un obiettivo fortemente grandangolare, misurando l'esposizione sulle aree luminose.
L'artista di strada attrae l'attenzione del bambino fondamentalmente perché è blu. Lo stesso blu che è protagonista di questo scatto. Tanto che la borsetta arancione sullo sfondo finisce per disturbare: meglio se non ci fosse stata.
In questo scatto, catturato in laguna veneta, sull'isola di Burano. I colori delle case sono protagonisti, sapientemente accostati e addirittura tutelati come vera espressione artistica.
Il rosso, si sa, simboleggia la passione, l'ardore, il calore di un fuoco; l'azzurro esprime tranquillità, lontananza, quella che i francesi chiamano l''heure blu', che corrisponde a quel momento del crepuscolo in cui è proprio il monocromatismo del colore l'elemento chiave che dona magia a tutte le cose; è entrata nel mondo della fotografia come attimo incantato in cui le immagini divengono bellissime: sull'azzurro dell'ambiente spiccano i punti luminosi delle luci stradali o delle finestre delle case, che iniziano ad accendersi. Il colore ha anche specifici significati, legati a differenti culture: ad esempio, il nero nel mondo occidentale è simbolo del lutto mentre in Giappone il medesimo significato è assunto dal bianco. Fotografare letteralmente ‘per il colore', inseguendolo come protagonista fine a se stesso, non è facile e si sa che il colore può essere distraente. Non è per caso che molta importante fotografia di reportage sia stata, e sia tuttora, eseguita intenzionalmente in bianconero, allo scopo di forzare chi osserva a concentrarsi soltanto sulle forme e sui chiaroscuri, in sostanza con il proposito di escludere l'influenza del colore giudicato come elemento che, quando entra in campo, assume subito una così grande importanza da essere troppo distraente. Scattare per il colore è dunque una precisa sfida per i fotografi. In qualche occasione può essere affrontata facilmente, come abbiamo visto, perché gli edifici, l'ambiente nel quale ci si muove, risulta essere espressamente personalizzato da colori che ne sono parte integrante. In altre occasioni richiede invece una specifica capacità di sapere vedere, per cogliere un particolare cromatico oppure per escludere colori che distraggono. L'occhio del fotografo può essere attirato dai riflessi di luce colorata proiettati dalle vetrate di una chiesa sul pavimento e fotografarli può non essere facile, per diversi motivi. In primo luogo perché esiste una grande differenza di luminosità tra le chiazze di colore e il circostante ambiente buio; ciò che occorre fare in questi casi è fissare l'esposizione sulle zone di luce, normalmente puntando su di esse la fotocamera e, con le macchine automatiche, azionando il pulsante di memorizzazione. In secondo luogo, perché se il vero soggetto è una simile tavolozza di colori, occorre che all'interno dell'inquadratura assuma un aspetto preponderante. È un risultato che si può raggiungere agevolmente soltanto se, per scattare, ci si avvicina molto al soggetto e, nello stesso tempo, se si adopera un obiettivo grandangolare. Tale immagine finale potrà certamente essere di soddisfazione ma, obietteranno con ragione i cultori della fotografia digitale, sarà sicuramente avvantaggiato chi disporrà di grandangolari di focale molto corta, una condizione riservata a fotocamere di livello abbastanza elevato. Ancora, l'abilità del fotografo può essere, o meglio deve essere, rivolta a sapere isolare colori omogenei o accostamenti di colori che siano particolarmente validi. Una tenda verde e un muro azzurro, cioè colori abbastanza omogenei tra loro possono meritare uno scatto. Anche un abbinamento classico di colori contrastanti, come il rosso e il blu, oppure il giallo e il nero, può giustificare una ripresa proprio perché alcune tinte si esaltano a vicenda, in modo complementare.
Colori nella natura
In Trentino, il fenomeno dell'enrosadira, per il quale le rocce delle Dolomiti assumono un colore rossastro soprattutto all'alba e al tramonto; qui siamo in Val Venegia, ai piedi delle Pale di S. Martino. Le montagne sono uno splendido soggetto ma la spettacolarità dello scatto è sicuramente merito dello straordinario colore della scena.
Il colore è l'attore principale anche in alcune riprese di scenari naturali. Tra le diverse occasioni fotografiche ve ne è una ben nota ad escursionisti e alpinisti ed è quella che corrisponde al fenomeno che in lingua ladina è stato battezzato dell'enrosadira. Si tratta dello spettacolare effetto di arrossamento delle cime che rende straordinari tanti paesaggi di vette dolomitiche e che spesso induce a realizzare poster di grande impatto. All'origine del fiammeggiante tingersi delle montagne c'è un classico fenomeno fisico, quello dell'effetto scattering: i raggi del sole, che è molto basso sull'orizzonte, si trovano a dovere attraversare uno spessore d'aria consistentemente maggiore rispetto agli altri momenti della giornata. Ne consegue che, incontrando pulviscolo e particelle di umidità in sospensione, molti colori del fascio di luce bianca che compone la luce vengono deviati e dispersi. Soltanto i colori rossi, quelli di maggiore lunghezza d'onda e perciò dotati di maggiore capacità di penetrazione nella foschia, riescono a proseguire il loro cammino e, infine, possono tingere le pareti delle montagne.
L'importante è avere occhio
Vienna, turista stanco ai piedi della cattedrale di S. Stefano. Il punto di ripresa dall'alto permette al fotografo di fare risaltare il tessuto rosso sullo sfondo uniformemente grigio del selciato.
I grandi cartelloni neon nella notte (prima foto) sono una seducente parete di colore che lascia tutto il resto nell'oscurità. Lo stesso scorcio di giorno (seconda foto) non è altrettanto d'impatto: gli elementi neutri della scena diluiscono la potenza cromatica dei cartelloni.
È stato detto che ‘il colore è un'opinione'. Ed è vero. Sappiamo benissimo che il fotografo non deve cadere in riprese pacchiane, scattando soltanto perché davanti a lui si presenta un qualsiasi soggetto dalla tinta vivace. Ma è anche certo che, se è capace di vedere il colore di una scena in modo che la tinta individuata sia una vera protagonista, può giungere a scatti di notevole qualità. Ecco il punto critico: sapere vedere. In questo sforzo ci possono essere d'aiuto due doti. La prima è quella di ‘fare l'occhio', dunque allenarsi con spirito critico a individuare la presenza di un particolare di colore vivace su di uno sfondo il più possibile neutro, non distraente; può trattarsi di un vestito colorato in un grigio contesto cittadino, oppure di una sfilata di oggetti coloratissimi su una bancarella. L'abilità, in questi casi, è semplicemente quella di ‘sapere vedere e sapere reagire con prontezza' allo stimolo visivo. La diffusione della fotografia digitale in questo campo ci è sicuramente d'aiuto, per diversi motivi. Il primo, ben noto anche ai più smaliziati fotografi che lavorano su pellicola, è che l'intensità dei colori si accentua, i colori si caricano, se si corregge leggermente l'esposizione rispetto a quella indicata e realizzata automaticamente dalla fotocamera. In breve: sottoesponendo leggermente, cioè regolando la macchina per uno scatto un poco più scuro, l'intensità delle tinte si accentua. Il secondo possibile intervento è legato alle opportunità offerte anche dai più semplici programmi di fotoritocco: aumentare il contrasto, con un facile intervento a video, porta immediatamente a caricare i colori, con sicura efficacia.
L'ombra scoperta
A Bolzano, in piazza delle Erbe, una bancarella tutto sommato grigiastra espone uova di colori sgargianti che divengono il vero soggetto principale della fotografia. Tocca all'occhio del fotografo riuscire ad individuare, nelle diverse occasioni, possibili soggetti interessanti.
Nell'isola di Burano, su di un muro di colore azzurro pastello si apre una porta. La tenda verde, il giallo della scopa completano una composizione che regge la sua validità esclusivamente sugli accostamenti di colore. È stato usato un teleobiettivo per accentuare la composizione grafica.
Questo scorcio del souk di Marrakech di per sé è troppo disordinato e illuminato non uniformemente per poter essere interessante. Ma i filati rosso porpora appena tinti stesi ad asciugare fanno la differenza e diventano di colpo il vero centro di interesse dello scatto; il souk resta così solo il contorno, il ‘multicolore indistinto' che permette ai filati rossi di spiccare.
Al di là delle possibilità offerte dalla tecnica, sia quella di ripresa sia quella di fotoritocco, va però sottolineata con particolare attenzione l'opportunità concessa dall'essere informati anche su qualche fenomeno fisico che viene spesso trascurato ma che può essere all'origine di fotografie davvero originali. Un facile esempio è quello delle riprese in una condizione ambientale che, nel gergo fotografico, è stata definita tipicamente di ‘ombra scoperta': scattare un ritratto all'aperto, all'ombra di una casa, non è certamente difficile ed è spesso vantaggioso perché la luce, riflessa dal cielo e ampiamente diffusa, sicuramente non crea ombre troppo dure e perciò antiestetiche. Comporta però un inconveniente: la provenienza della luce non arriva direttamente dal sole ma è, piuttosto, indiretta; infatti, si tratta di luce riflessa dalla volta azzurra del cielo. Questo particolare è di grande importanza perché quella che giunge sul soggetto risulta essere una luce fortemente azzurra. In alcuni casi, come può accadere a quote elevate e con cieli molto blu, ad esempio in montagna, soprattutto su soggetti in cui risaltano i colori, come un prato innevato, la dominante di colore può raggiungere intensità davvero notevoli. Il fotografo che sia perfettamente a conoscenza di questi fenomeni può sicuramente trarne vantaggio, ottenendo risultati a volte spettacolari oltre che insoliti. Insomma: il colore, fine a se stesso, può essere realmente un protagonista indiscusso.