Gli obiettivi Macro
La prima domanda che ci poniamo quando decidiamo di incominciare ha fare macrofotografia è quale sia l'obiettivo macro giusto da utilizzare.
Oltre all'aspetto tecnico sicuramente non di secondo piano, una considerazione da fare per la scelta di un obiettivo riguarda sopratutto le nostre possibilità finanziarie.
Per iniziare non è indispensabile acquistare l'ottica Top tra i macro di casa Nikon. Un 60 Micro svolge il suo lavoro con eccellenza e con risultati entusiasmanti e vi fa risparmiare molti soldi che potrete decidere di rinvestirli in accessoristica come testa, cavalletto, slitta micrometrica, scatto remoto articoli tal volta sottovalutati per la loro importanza nella ripresa ravvicinata.
Oltre al fattore costo, un'altra considerazione da fare prima dell'acquisto è il risultato che vogliamo ottenere dai nostri scatti.
Compiere una ripresa con un obiettivo macro con focale da 60mm, dà come risultato una scena diversa da una ripresa eseguita con un 200mm; nonostante questa differenza è possibile ottenere risultati molto simili con l'impiego di appositi accessori come i tubi di prolunga.
Nella scelta di un obiettivo macro non conta molto la sua luminosità, ossia la capacità massima di apertura, in quanto difficilmente si espone con il diaframma tutto aperto, se mai avere un'ottica più luminosa facilita l'operazione di messa a fuoco restituendoci un'immagine più chiara nel mirino, anche se a rapporti di riproduzione prossimi ad 1:1 si perderà circa uno stop.
In commercio spesso troviamo obiettivi zoom con la dicitura Macro. Non mettendo in discussione le qualità di questi obiettivi, mi sento di dire: a ognuno il suo lavoro. Questi, infatti, non sono dei veri e propri macro; permettono di arrivare ad una distanza di lavoro inferiore al loro abituale utilizzo tanto da generare ingrandimenti con rapporti di riproduzione nell'ordine di 1:2, ma non per questo possiamo paragonarli ad un'ottica progettata per tale scopo.
È meglio che tutti i potenziali macrofotografi non prendano in considerazione un'ottica tutto fare, in modo da evitare investimenti che potrebbero rivelarsi non appropriati. Gli elementi che contraddistinguono un obiettivo macro di corta focale rispetto ad una lunga focale sono l'angolo di campo, la minima distanza di messa a fuoco e la sua luminosità, elementi che concorrono al risultato finale della ripresa.
Oltre agli aspetti descritti non dovremmo aspettarci autofocus veloci e prestanti e ne tanto meno la dove l'obiettivo sia equipaggiato di stabilizzatore possa essere la risoluzione al problema del mosso in quanto pur essendo orami efficaci da rendere possibili scatti a mano libera con tempi relativamente lenti non avranno mai quell'affidabilità di un buon treppiedi, di una solida testa e ad una efficacie messa a fuoco manuale.
Detto questo, gli obiettivi utilizzati per gli esempi sotto riportati permettono entrambi Rapporti di Riproduzione pari a 1:1 ma hanno caratteristiche applicative che li distinguono.
La foto che vediamo a destra è una ripresa parallela al soggetto ma nonostante tutto obbliga una chiusura del diaframma fino ad un valore di f/11 contribuendo ad estendere la profondità di campo per il tratto necessario e avere il soggetto completamente a fuoco.
E' possibile notare come lo sfondo in secondo piano generi tratti di zone a differenti contrasti.
Questo fenomeno è dovuto dall'elevato angolo di campo aumentando la lettura del fondale che meno accentua l'attenzione del campo visivo della farfalla.
Anche in questa immagine seppur meno evidente sono presenti nello sfondo leggeri aloni a differente contrasto.
Il punto di ripresa è identico al primo niente è cambiato se non la sola distanza di messa a fuoco "in questo caso allontanata" contribuendo assieme all'angolo di campo a una maggior sfocatura del fondale e al recupero in parte dell'estensione della profondità di campo.
Possiamo notare però, come passare da una focale di 60 mm a una di 105mm il risultato che si ottiene sia decisamente più piacevole alla precedente immagine. Il valore del diaframma utilizzato in questo caso è di f/16 valore in cui il 105 mostra un'ottima resa. Attenzione ci sono casi in cui chiudere oltre a questo valore pregiudicheremo la qualità dell'immagine in termini di nitidezza che può confondere le idee percependolo come un fuori fuoco o mancanza di profondità di campo.
Questa immagine risalta subito ai nostri occhi come la vegetazione dietro al soggetto sia completamente scomparsa.
Nonostante un valore diaframma di f/22, sono riuscito a isolare completamente il soggetto. Notare inoltre come lo sfondo non abbia un colore uniforme, ma sia formato da un andamento sinuoso di varie sfumature colore.
Evitare assolutamente quando è possibile di creare sfondi con colori uniformi, questa caratteristica si rivelerà un'arma a doppio taglio perché potrebbe verificarsi la trasformazione da una foto tridimensionale a piatta.
La sua lunga focale ci permette di scattare anche a quei soggetti relativamente vicini alla vegetazione quanto basta perché un diaframma di f/22 non interferisca sullo sfondo. Anche nel seguente caso si rende indispensabile l'utilizzo del cavalletto ma non esiste procedura migliore per eseguire quelle riprese dove la ricerca della creatività esige una perfezione assoluta.