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Come sa bene chi cucina spesso, la buona riuscita di una ricetta dipende anche dalla qualità degli ingredienti, che dovrebbero essere di prima qualità.
Purtroppo non sempre è possibile procurarsi le primizie al mercato ed è difficile frequentare quotidianamente il fruttivendolo o il macellaio per garantirsi verdure e carni sempre fresche. La conservazione sottovuoto permette di mantenere a lungo le qualità nutritive e il sapore degli ingredienti, oltre a rivelarsi un formidabile sistema per prolungare la durata dei cibi già preparati, mantenendoli a lungo sani e saporiti. In più, il sottovuoto ottimizza il ricorso al congelamento, perchè elimina il rischio dello shock termico (il cosiddetto Freezer Burning).
L'impiego del sottovuoto in cucina permette prima di tutto di prolungare il tempo di conservazione degli alimenti e di salvaguardarne la qualità. Da tale opportunità derivano altri indubbi vantaggi che si manifestano a partire dal momento della spesa: è infatti possibile approfittare delle offerte periodiche dei supermercati, acquistare grandi quantità a buon mercato da consumare poi nel tempo, senza la paura di doverne buttare via una parte. Il sottovuoto salvaguarda anche la qualità del cibo: rimanendo isolato all'interno del frigorifero, infatti, esso non viene “contaminato" dagli odori delle altre vivande. Inoltre, la possibilità di inserire all'interno di sacchetti separati porzioni singole permette di ottimizzare i tempi: si può per esempio dedicare un pomeriggio alla cottura di diverse pietanze e poi suddividerle in modo da ottenere cibo sufficiente per le esigenze di tutta la famiglia.
In termini generali, il sottovuoto permette di conservare gli alimenti per un tempo pari da due a cinque volte quello previsto in condizioni normali. Tuttavia, si tratta di una generalizzazione: a seconda della categoria cui appartengono, infatti, il tempo di conservazione può variare abbastanza sensibilmente. A incidere su questo aspetto interviene anche la condizione dell'alimento al momento in cui si decide di metterlo sottovuoto, quindi il suo livello di maturazione, il modo in cui è stato conservato in negozio, la sua freschezza. Inoltre, il sottovuoto non sostituisce in alcun modo il ricorso alle basse temperature: perciò, se un alimento prevede la conservazione in frigorigero o in freezer, è lì che deve essere riposto.