Gli speciali di MWm

Speciale Pulizia e Sanificazione

Pulito profondo anche in cucina

è forse un'applicazione del vapore di cui si parla meno, ma il suo impiego nelle lavastoviglie di ultima generazione non va per nulla trascurato. Anche qui c'è il rischio di creare fraintendimenti: qualsiasi lavastoviglie produce vapore (basta aprire lo sportello a fine ciclo per accorgersene), ma qual è il vantaggio e in cosa differiscono quelle specificamente definite tali?

Potenza e delicatezza

Alcuni concetti vanno chiariti subito: le lavastoviglie tradizionali usano acqua e detersivo per esercitare la propria efficacia pulente, generando vapore. Quest'ultimo è quindi una conseguenza del ciclo di pulitura, non uno strumento utilizzato per raggiungere l'obiettivo. La lavastoviglie a vapore funzionano in modo diverso: visto che il vapore ha un'efficacia pulente superiore all'acqua e può essere portato a temperature molto superiori, esse generano autonomamente vapore surriscaldando l'acqua del cestello oppure avvalendosi di una caldaia separata in grado di generare vapore ad alta pressione. Il vapore è lo strumento (non esclusivo, comunque) con cui viene effettuato il lavaggio: il calore penetra in profondità nei piatti e nelle posate, i resti di cibo si ammorbidiscono col vapore e vengono spazzati via dal risciacquo, dopo aver eliminato (per pressione e temperatura) tutti i batteri e gli agenti nocivi. L'efficacia del vapore è eccezionale nei confronti di piatti e posate delicate: il vapore sfrutta in questo caso più la temperatura che la pressione e non ha bisogno di "colpire" con forza l'oggetto per pulire in profondità: non per niente, alcuni modelli di lavastoviglie a vapore contengono dei programmi "delicati" studiati per ottenere risultati brillanti senza correre rischi di arrecare danni.