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La stiratura è una delle principali applicazioni del vapore in ambito domestico. Al di là dei ferri da stiro a secco, ormai per lo più portatili, sia i modelli a vapore che quelli "a caldaia" ne sfruttano appieno i pregi per ottenere risultati di stiratura perfetta.
Il tipo di ferro da stiro senza dubbio più comune è quello a vapore, che talvolta può funzionare anche a secco. Si tratta di un apparecchio dotato di un serbatoio per l'acqua e una serie di funzionalità (come il supervapore) per situazioni particolari. Il suo principio di funzionamento è piuttosto semplice: il liquido del serbatoio passa su una resistenza che genera l'evaporazione attraverso i fori della piastra. Il vapore è saturo (umido), la piastra asciuga e stende perfettamente i capi. I fori sono distribuiti su tutta la piastra e la stiratura prevede più di una passata, poichè il vapore deve distendersi in modo omogeneo e asciugarsi completamente.
L'altra categoria di apparecchi per la stiratura è quella dei ferri da stiro a caldaia: sono più voluminosi, hanno collegato un serbatoio che è una vera e propria caldaia a pressione (tipo quella dei generatori di vapore) e sfruttano un principio di funzionamento diverso da quello degli apparecchi "tradizionali", ottenendo un risparmio di tempo e di fatica notevole. Essendo in grado di produrre vapore ad alta temperatura (il vapore "secco"), forniscono un getto più potente e stirano per via di pressione e non di umidità. I modelli a caldaia sono infatti in grado di stirare contemporaneamente più strati di tessuto, come le tende piegate e le lenzuola. I fori della piastra sono solo sulla punta e la passata è unica, poichè non c'è bisogno di asciugare nulla. La pressione del vapore è responsabile della stesura del tessuto, dopo di che la piastra fissa il risultato.