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C'è molto dibattito su quale sia la temperatura ideale per la casa, indipendentemente dalle condizioni esterne. Anche perchè intervengono fattori soggettivi, altri legati all'età e al peso; ciò nonostante, tra i 19° e i 25° di temperatura percepita si ha solitamente una piacevole sensazione di benessere.
Le alterazioni soggettive esistono per un paio di gradi, ma non di più: è evidente che i 35°-38° estivi, conditi da un tasso di umidità alle stelle, debbano essere corretti.
Istintivamente si direbbe che il climatizzatore rinfresca l'ambiente emettendo nella stanza "nuova" aria fredda, ma in realtà si tratta di un principio un po' più complesso e che ricorda molto da vicino quello dei frigoriferi. Il climatizzatore sfrutta un ciclo termodinamico, ovvero una successione di trasformazioni applicate a un gas refrigerante (R-410A) che si chiudono riportando il sistema allo stato iniziale; in sostanza, la macchina sottrae calore all'ambiente e lo "trasforma" in aria fresca, e per far questo ha bisogno di alcuni elementi quali il compressore, il condensatore e l'evaporatore, che nei modelli portatili sono racchiusi nel medesimo corpo e in quelli fissi si trovano invece separati tra il modulo esterno e quello interno. Il ciclo termodinamico è piuttosto complesso e consiste nella continua trasformazione di stato del gas refrigerante, che viene prima compresso e portato ad altissima temperatura, poi reso liquido nel condensatore e infine raffreddato (circa 5° in casa) in una valvola d'espansione per il passaggio attraverso l'evaporatore (modulo interno), dove cede il proprio freddo all'ambiente e torna al compressore per un nuovo ciclo.
I climatizzatori differiscono tra di loro in quanto a potenza frigorifera, funzionalità, consumo, rumorosità e molto altro ancora. Il "tipo" di condizionatore più diffuso è quello a due unità, delle quali una da installare fuori casa (sul balcone, per esempio) che racchiude il compressore e il condensatore, l'altra (split) da installare a parete dentro la stanza; ovviamente esistono modelli multi-split per far sì che ad un solo "motore" possano essere associate più unità interne. Un'ottima idea è quella di considerare i modelli con pompa di calore, in grado cioè (invertendo il ciclo termodinamico) di fornire calore ed essere così un valido supporto al sistema di riscaldamento presente in casa.
Il termine "inverter", spesso associato ai climatizzatori, significa che l'apparecchio può regolare la potenza refrigerante o riscaldante a seconda della temperatura della stanza. In questo modo si contrappone alla tecnologia On-Off, che invece eroga sempre la medesima potenza a prescindere dalle condizioni ambientali. L'inverter ha conseguenze molto positive nei confronti dei consumi elettrici della macchina.