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In ambito 3D si sente spesso parlare di 3D attivo, contrapposto a un 3D di tipo polarizzato o passivo, il che può suscitare qualche comprensibile dubbio e incertezza. Fermo restando che il quadro tridimensionale si realizza sempre e comunque trasmettendo due immagini diverse ai singoli occhi, 3D attivo e 3D polarizzato sono due modi diversi di ottenere questo fine: la tecnica del 3D polarizzato è impiegata principalmente al cinema, quella del 3D attivo è invece quella più diffusa nei TV, per quanto alcune aziende (soprattutto LG) stiano puntando molto sul 3D polarizzato anche per la visione domestica.
Conoscere le differenze tra 3D attivo e 3D polarizzato è fondamentale ai fini della scelta del TV, del monitor e del proiettore 3D poiché questi apparecchi abbracciano una o l'altra tecnologia ma non entrambe. Trattandosi di modalità di trasmissione dell'immagine 3D, esse non sono rilevanti qualora si stia per acquistare un prodotto di diversa natura, come una fotocamera, una videocamera o un lettore Blu-ray.
L'appartenenza all'una o all'altra tecnologia dipende in larga parte dal produttore: per esempio, Samsung, Sony e Panasonic realizzano solo TV 3D "attive", mentre Philips impiega sui suoi modelli (alternativamente) entrambe le tecnologie e LG è più orientata verso il 3D polarizzato. Al di là di questo e dell'osservazione degli occhialini, che sono molto diversi, non c'è modo di distinguere un TV 3D attivo da uno polarizzato se non osservandone le caratteristiche tecniche.
I TV, monitor e proiettori che utilizzano la tecnologia 3D attiva riproducono a frequenza doppia rispetto alla visione normale (120 Hz) l'intero flusso di immagini destinate ai due occhi, che come è noto sono leggermente disassate orizzontalmente per replicare il punto di vista dei due occhi. Mostrano così, in rapidissima sequenza, prima l'immagine dedicata all'occhio destro, poi quella per il sinistro, per svariate volte ogni secondo: per questo motivo senza occhiali il video è "inguardabile", le figure sono sdoppiate e il quadro molto confuso. Gli occhialini, che si definiscono appunto "attivi", sono dotati di otturatori sulle singole lenti che chiudono alternativamente i due occhi permettendo solo il passaggio dell'immagine "giusta" all'occhio di pertinenza. In questo modo ai due occhi arrivano due fotogrammi diversi e il cervello genera, istante per istante, la sensazione di profondità . Il principale punto di forza del 3D attivo è l'eccezionale qualità d'immagine, poiché ai due occhi giungono fotogrammi interi (anche in Full HD), mentre come contropartita troviamo il costo degli occhialini, la necessità di ricaricarli e un avvertibile abbattimento di luminosità , che si compensa con i controlli del TV.
I TV dotati di 3D polarizzato lavorano in modo diverso: sul pannello viene apposto un filtro passivo a polarizzazione circolare che di fatto "divide" il quadro in due semiquadri, uno dotato delle sole righe pari, l'altro delle dispari. I due semiquadri non propongono la medesima immagine ma due diverse, una per l'occhio sinistro e l'altra per quello destro: compito degli occhialini polarizzati è quello di far percepire solo le righe pari a un occhio e le dispari all'altro, generando in pratica due immagini distinte. Tutto questo vale per i TV, poiché i proiettori mostrano contemporaneamente due immagini intere e viene usato un telo silver per mantenere la polarizzazione. Nei TV, i vantaggi di questo tipo di 3D sono notevoli: il costo ridottissimo degli occhialini, l'assenza di flickering e il fatto che non vanno ricaricati. Come limite, il fatto che il pannello viene impiegato per mostrare contemporaneamente due immagini e quindi, rispetto al caso precedente (3D attivo), si verifica una riduzione di definizione.
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