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Smartphone e batteria: consigli per non rimanere mai a secco

Display ad alta risoluzione, processore potente e la miglior fotocamera. Ma se poi lo smartphone si scarica velocemente, queste meraviglie hi-tech servono a poco. Scegliere lo smartphone con la batteria giusta, saperla usare e mantenerla carica è di vitale importanza. Per fortuna ci sono dispositivi e soluzioni che ci vengono in aiuto per non restare mai “a secco”

È un dato di fatto che sempre più gli smartphone sono compagni inseparabili durante l’arco della giornata. Diventa allora di vitale importanza che sia sempre disponibile e pronto all’uso, bello carico e capace di funzionare per tante ore ininterrottamente. Non si deve, quindi, trascurare il componente forse più nascosto ma più vitale per il dispositivo, la batteria.

 

Smartphone con batterie sempre più capienti e dalla lunga autonomia

Andando a leggere le caratteristiche tecniche dei prodotti è sempre più facile imbattersi in batterie con capacità da 3000 mAh o superiori. Alcuni modelli raggiungono facilmente i 4000 mAh e qualcuno si spinge alla capacità record di 5000 mAh. Partendo da queste capacità, si è abbastanza sicuri di poter vivere la propria vita digitale per una giornata intera senza rischi, per arrivare a 36-48 ore di utilizzo continuo con capacità intorno ai 4-5000 mAh. Questo è un parametro da tenere in considerazione se si ha in mente un utilizzo intensivo dell’apparecchio. Poi ci si può organizzare per caricarlo velocemente e fuori casa, ma se si parte da una batteria molto ampia, metà del gioco è fatto. Resta inteso che parlare di sola capacità è riduttivo, dato che a influire sull’autonomia è anche il modo in cui questa energia viene utilizzata. Sul mercato sono disponibili smartphone più o meno esigenti infatti, e sempre più spesso i produttori integrano a bordo tecnologie atte a risparmiare risorse; in alcuni casi viene addirittura chiamata in ballo l’intelligenza artificiale, capace di prevedere le esigenze dell’utente e regolare i consumi del processore.

 

Per iniziare, massima attenzione ai consumi

Ci sono app che si usano quotidianamente, che sono davvero avide di energia. Basti pensare a tutte quelle che restano attive in background, magari perché necessitano costantemente della posizione GPS o per ricevere notifiche in tempo reale. Per non parlare di tutte quelle applicazioni che portano a tenere lo schermo acceso e funzionante per lunghi minuti di seguito. In queste categorie, si possono includere le app di navigazione o quelle che tracciano l’attività sportiva, giochi basati su realtà aumentata e geolocalizzazione, chat, messaggistica e Social Network sempre in “ascolto” per non farci perdere nessuna notifica. Un buon punto di partenza, quindi, per dare al dispositivo più energia, è quello di ottimizzare i consumi e utilizzare in maniera diversa le app non indispensabili. Tutti gli smartphone hanno nel “menù configurazione” la possibilità di evidenziare le app attive in background e modificare, ad esempio, come utilizzano il GPS quando non attive. Un altro metodo per risparmiare carica è di regolare la luminosità dello schermo un po’ più bassa e impostare un tempo di entrata in stand-by più breve.

 

 

Per far fronte alle esigenze di autonomia sempre più spinta, i produttori di smartphone hanno investito molto sulla tecnologia delle batterie, rendendole più capaci e longeve, inventando sistemi di ricarica più veloci e più pratici.

In caso di emergenza c’è la ricarica super veloce

Un altro parametro su cui hanno lavorato molto i produttori è la velocità di ricarica. Sviluppando nuove batterie e alimentatori dedicati, oggi per molti smartphone esiste la possibilità della ricarica veloce che permette di recuperare molte ore di utilizzo con pochi minuti di collegamento alla rete elettrica. Ci sono degli standard in tal senso e anche protocolli proprietari realizzati dai singoli produttori, che fanno sì che si possano ottenere questi risultati solo con alimentatori specifici: si parla di ottenere il 50% della ricarica completa in soli 30 minuti. Quick Charge 4 di Qualcomm, ad esempio, lo standard appena lanciato, promette di ottenere lo stesso risultato in 15 minuti, e ha lanciato il motto “5x5” a indicare che si possono ottenere 5 ore di utilizzo con una ricarica di 5 minuti. Si tratta di un enorme vantaggio, soprattutto quando si è fuori casa, magari in un luogo di passaggio dove non ci si può fermare più di tanto collegati a una presa di corrente in attesa di recuperare l’autonomia necessaria. Certo bisogna viaggiare opportunamente attrezzati, con l’alimentatore giusto nella valigia o in borsa, e per fortuna anche i produttori di accessori hanno in catalogo alimentatori compatibili con questi standard.

 

La praticità è massima con la ricarica wireless

L’altra innovazione recente è la ricarica senza fili, la ricarica Wireless. Sfruttando un sistema a induzione si può ricaricare la batteria dello smartphone con il semplice contatto tra caricatore e apparecchio, senza dover più collegare cavetti. Oltre al chiaro vantaggio legato alla praticità e velocità di non dover cercare spinotti a volte difficili da connettere, c’è anche quello di poter disporre di punti di ricarica multipli, distribuiti tra casa e lavoro, e addirittura in viaggio dato che sempre più spesso anche in auto si trovano basi di ricarica Wireless integrate nei vani accessori. Questo consente di fornire al dispositivo ricariche più brevi e numerose, passando da un luogo all’altro (da casa alla scrivania dell’ufficio all’auto) e mantenerlo mediamente più carico, senza rischiare di arrivare a fine giornata con la batteria a terra. 

 

Lontano da prese di corrente, ci salvano le power bank

Se si è in viaggio, magari in mezzo alla natura e lontano da ogni segno di civiltà, e mentre si sta registrando un video meraviglioso la batteria dello smartphone ci abbandona cosa si può fare? Ci vengono in soccorso batterie portatili, disponibili in varie capacità, che collegate al nostro apparecchio sono in grado di ricaricarlo dovunque anche completamente. In questo caso la tecnologia è piuttosto semplice, una batteria dalla varia capacità che però potrebbe salvarci in situazioni altrimenti irrecuperabili. Si può scegliere la power bank in base alla capacità della batteria del propro dispositivo, per avere una ricarica parziale o totale, o addirittura due o più ricariche complete fuori casa. Un altro parametro sul quale investire potrebbe essere la qualità delle celle utilizzate, capaci di supportare un maggior numero di cicli di carica, per un prodotto più longevo e affidabile.