Menù Chiudi
Mediaworld.it
Cerca Chiudi
Carrello

Lettura carrello in corso...

Il carrello è vuoto

Sconti:
Totale prodotti:
Vai al carrello
  • Approfondimenti

Gender gap: a che punto siamo

I progressi raggiunti nel campo dell'istruzione e del lavoro hanno portato le donne a rivendicare la parità di genere sia nella sfera scolastica che in quella professionale e domestica, combattendo stereotipi radicati e garantire la partecipazione femminile in ogni ambito

Le donne sono sempre più consapevoli del proprio valore e delle proprie capacità e rivendicano la piena parità e l’effettiva partecipazione in ogni settore. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, la parità di genere è ancora lontana, complici anche gli stereotipi e i pregiudizi che frenano ancora l’accesso delle donne agli studi scientifici e a raggiungere la pari opportunità nella carriera professionale. Colmare il divario di genere fin dai banchi di scuola è l’obiettivo fondamentale per produrre un cambiamento nella società e promuovere nuovi modelli culturali, per far emergere la consapevolezza delle proprie capacità e aspirazioni per diventare artefici del proprio futuro. Inoltre, a livello internazionale l’uguaglianza di genere e la pari opportunità si colloca tra i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) definiti all’interno dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite

 

Colmare il gender gap

Si laureano meglio e più velocemente dei loro colleghi maschi, eppure le ragazze impegnate in percorsi universitari STEM (Science, Technology, Engineering e Mathematics), sono ancora pochissime in Italia Secondo uno studio pubblicato dal Politecnico di Milano (Bilancio di Genere) … la causa del forte gap di genere in questo settore è legata al fatto che fin dalla tenera età, i ragazzi vengono più seguiti dagli insegnanti (inconsciamente) proprio durante le lezioni di matematica o geometria .   Una ricerca dell’OCSE ha dimostrato infatti che una ragazza che vuole eccellere in matematica, oltre a dover superare le difficoltà della materia, deve prima combattere contro lo stereotipo che la matematica non è una materia per donne...”.   È ora quindi di smontare questo stereotipo e colmare il gender gap, agendo sugli ambienti culturali (famiglia, media e scuola) e anche lavorativi, dove il divario retributivo e di carriera a parità di istruzione e competenze è ancora molto ampio. 

Donne e lauree STEM: ancora poche ma determinate

Il Bilancio di Genere 2021 del Politecnico di Milano mostra una presenza prevalentemente femminile ad Architettura e Design, mentre Ingegneria ha ancora una predominanza maschile, seppur con un trend di crescita nelle iscrizioni femminili (che nell’A.A 2019-2020 si sono assestate al 31,1% e 36,7% rispettivamente nella laurea triennale e quella magistrale). All’interno degli stessi corsi di laurea di Ingegneria c'è variabilità nella presenza femminile e maschile, ad esempio le donne iscritte a Ingegneria Biomedica sono in proporzione maggiore degli uomini (il 41% degli iscritti), mentre i corsi di studio in Ingegneria a più marcata vocazione produttiva e industriale vedono una sproporzione a favore degli iscritti maschi. A Ingegneria Meccanica, Elettronica, Informatica e Aerospaziale le iscrizioni sono maschili per più dell’80% sia per la laurea triennale sia magistrale. Inferiori come numeri ma più determinate e motivate nel raggiungere gli obiettivi: le percentuali di abbandono delle donne al primo anno per i corsi triennali di Ingegneria sono il 10.7% contro il 13.6% per gli uomini. E per quanto riguarda la performance universitaria, le laureate Magistrali hanno mantenuto prestazioni stabilmente superiori a quelle dei colleghi uomini. In Italia, inoltre, più donne che uomini conseguono un Dottorato di Ricerca : la percentuale di donne tra i dottori raggiunge il 53% in scienze naturali, matematica e statistica, il 58% nelle discipline artistiche e umanistiche e il 64% nei settori della sanità e della previdenza sociale. Più uomini conseguono un dottorato in ingegneria, industria manifatturiera ed edilizia (64%), ma la percentuale di donne italiane in questo campo (36%) è comunque superiore alla media OCSE (32%).

Lavoro e gender gap: un divario ampio ma qualcosa si sta muovendo

Eccellere in campo universitario però ancora non basta per entrare nel mondo del lavoro con pari opportunità: le donne sono ancora le più penalizzate con contratti a tempo determinato rispetto agli uomini a cui si affianca un divario salariale (gender pay gap) a favore  della controparte maschile, anche negli ambiti lavorativi considerati appetibili per il mercato. Qualcosa però sta cambiando, è in forte aumento il numero di donne in posizioni manageriali di rilievo che hanno ribaltato lo stereotipo che le posizioni di comando siano una prerogativa maschile , mentre occuparsi dei lavori di casa e dei figli sia una prerogativa femminile. La parità di genere è ancora lontana ma, secondo lo studio dell’Organizzazione internazionale del lavoro, avere più donne in azienda, soprattutto nei ruoli senior, fa aumentare non solo il fatturato ma anche il tasso di creatività e innovazione . Sicuramente destreggiarsi con successo tra i ruoli di moglie, madre e manager non è semplice ma qualcuna c’è riuscita, probabilmente aiutata da baby-sitter, nonni e anche dal proprio compagno: ma chi ha detto che non bisogna chiedere aiuto? Ad esempio, Silvia Candiani , amministratore delegato di Microsoft Italia, è alla guida di un team di 850 collaboratori e una rete estesa di 10.000 partner. Sempre in Italia, c’è Paola Scarpa , manager di Google Italia e nominata nel 2020 da Forbes come una delle 100 donne di maggior successo in Italia e una delle 18 vincitrici del premio "Merit and Talent" nel 2018.  Senza dimenticare Emma Marcegaglia , presidente di Eni e che nel quadriennio 2008 – 2012 è stata anche presidente di Confindustria. Negli USA, Mary Barra , chairman e CEO di General Motors, è la prima donna presidente di una casa automobilistica e il female CEO più pagato del settore. Un’altra donna ai vertici è Julie Sweet , CEO della prestigiosa società di consulenza globale Accenture. 

 

Gender gap ed educazione

I modelli culturali possono influenzare gli stereotipi di genere, i bambini e le bambine sono come delle spugne che imparano dagli adulti attraverso il continuo confronto e sui cui costruiscono aspettative e motivazioni che andranno poi a replicare. Stop quindi ai luoghi comuni come “per l’uomo, più che per la donna, è molto importante avere successo nel lavoro” o “gli uomini sono meno adatti a occuparsi delle faccende domestiche”, per finire con “le donne sono più portate per gli studi umanistici”. Sul piano professionale sono spesso le donne a fare un passo indietro per agevolare la carriera del partner o per gestire la cura dei figli. Bisogna liberarsi da questi stereotipi che ormai stanno stretti e prendere l’esempio di Rubin Ritter, co-ceo di Zalando, che ha annunciato il suo addio all’azienda in una lettera ai dipendenti in cui spiegava che avrebbe lasciato il suo incarico per occuparsi dei figli e permettere a sua moglie, che fa il giudice, di dedicare più tempo ed energie alla sua carriera. Esempio ancora più eclatante è quello di Douglas Emhoff,   marito della neoeletta Vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris che ha messo in pausa la sua carriera di avvocato per sostenere la moglie. Come si dice: “Dietro ogni grande donna c’è sempre un grande uomo” che supporta e sostiene le scelte della propria partner. 

 

La scienza è una cosa da donne

Per secoli il sapere scientifico è stato precluso alle donne, solo chi aveva un padre, un fratello o un marito scienziato disposto a condividere le proprie conoscenze, poteva costruirsi una cultura scientifica. Invece, le donne venivano indirizzate a sviluppare le abilità artistiche o letterarie che potevano essere potenziate anche a casa: non dimentichiamo che fino al secolo scorso in molti paesi l’accesso alle università e anche ai licei era precluso alle donne. Così è sorto il pregiudizio secondo cui le donne sarebbero più adatte alle materie letterarie e linguistiche che non a quelle scientifiche.  Fortunatamente sono moltissime le donne che nel tempo hanno dimostrato di avere talento e determinazione per emergere anche in quei campi d’azione, storicamente attribuiti alla controparte maschile. Marie Curie, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack sono tra i nomi più famosi che hanno firmato alcune delle scoperte scientifiche più importanti, fino ai nomi meno noti di scienziate, studiose o anche casalinghe che hanno rivoluzionato positivamente la nostra vita quotidiana attraverso le loro invenzioni.  

Donne come Ada Lovelace , la brillante matematica britannica che nel 1843 inventò il software per la “Macchina Analitica” di Charles Babbage, comprendendo per prima che il calcolatore poteva memorizzare, trasferire e rielaborare non solo numeri, ma anche parole, immagini e musica. O come Hedy Lamarr, diva di Hollywood, ricercatrice e genio delle telecomunicazioni , dotata di un QI da Nobel che durante la Seconda guerra mondiale sfruttò gli studi di ingegneria per inventare un sistema che modificava la trasmissione delle frequenze radio rendendo i siluri americani invisibili ai nemici . Il lavoro di Lamarr è alla base della tecnica di trasmissione conosciuta come Frequency-Hopping Spread Spectrum, utilizzata tuttora nella telefonia mobile, per la trasmissione di dati Bluetooth e nelle reti wireless.  

Grace Hopper viene ricordata come la pioniera dell’informatica a cui si deve l’invenzione del debugging e l’introduzione del termine “bug” (insetto) per indicare la procedura di individuazione e correzione dei malfunzionamenti come se fossero degli insetti (bug) incastrati nella macchina. Lavorò anche al primo computer commerciale della storia, l’Harvard Mark I e fu anche la prima ad aver  realizzato un linguaggio di programmazione indipendente dalla macchina (il COBOL).   Sempre in ambito informatico, Radia Perlman viene considerata la “mamma” di Internet  e uno dei maggiori specialisti mondiali nell'ambito del software design e dell'ingegneria informatica delle reti. L’invenzione che l’ha resa famosa è quella del protocollo STP (Spanning Tree Protocol), successivamente standardizzato in IEEE 802.1D, usato per realizzare reti complesse e che è alla base del funzionamento del web. Senza dimenticare Sophie Wilson, l’informatica inglese diventata famosa come la creatrice dei microprocessori per smartphone ARM, oggi utilizzato da migliaia di apparecchi diversi: dagli smartphone ai tablet ai router a banda larga, smart TV, console di gioco ed elettrodomestici intelligenti. Anche nello spazio le donne si fanno valere, un esempio da seguire è Samantha Cristoforetti : la prima donna italiana astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) che con la missione ISS Expedition 42/Expedition 43 Futura del 2014-2015 ha conseguito il record europeo e il record femminile di permanenza nello spazio in un singolo volo (199 giorni).

Il genio in cucina

L’ingegno femminile ha contribuito anche a migliorare la qualità della vita in cucina con l’invenzione del frigorifero e della lavastoviglie. Per la lavastoviglie bisogna ringraziare Josephine Cochrane, a cui si deve la famosa frase “Se nessuno ha ancora inventato una macchina per lavare i piatti, lo farò io stessa!”. E lo fece: nel 1886 brevettò la prima lavastoviglie costituita da un sistema di pompe azionato manualmente, progettandola in modo potesse lavare le sue preziose stoviglie in modo migliore, più velocemente e senza romperle. Per una delle invenzioni più utili della storia bisogna aspettare il 1914, quando Florence Parpart brevettò il frigorifero moderno, rendendo obsoleta la ghiacciaia, per chi poteva usufruire della corrente elettrica, rivoluzionando così la conservazione e la cottura dei cibi.

La donna è stata bloccata per secoli. Quando ha accesso alla cultura è come un’affamata. E il cibo è molto più utile a chi è affamato rispetto a chi è già saturo.  (Rita Levi Montalcini)

TORNA SU