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PC Gaming Desktop, la guida all’acquisto completa

I PC gaming fissi sono normali computer che si differenziano dai PC per l’ufficio per la scelta delle componenti interne, proiettate per avere la migliore resa grafica e la maggior velocità.
Scheda video? Processore? RAM? Tutti pezzi importanti, ma nessuno è più importante di altri. Quando si tratta di scegliere un computer fisso gaming bisogna fare attenzione a tutti i componenti, ma soprattutto è necessario tenere bene a mente il proprio obiettivo.

Se la possibilità di assemblamento può “spaventare” è possibile anche indirizzarsi verso l’acquisto di pc gaming fissi già composti da hardware efficiente per le massime prestazioni gaming.

Diversamente i notebook gaming, a parte il vantaggio della portabilità, offrono minori opzioni di personalizzazione e sono più difficili da aggiornare; i componenti hardware difficilmente possono essere sostituiti e quando si acquista un notebook gaming si deve considerare che si userà lo stesso hardware dall’inizio fino a quando il computer non verrà sostituito.

La scelta del monitor

pc gaming

Scegliere un computer da gaming non è complicato, ma bisogna capire innanzitutto cosa e quale obiettivo "di gioco" abbiamo. Per farlo si deve partire dall’elemento più importante agli occhi di un gamer, ovvero il monitor: la dimensione del display, la sua risoluzione e anche le sue caratteristiche sono fondamentali per capire come scegliere il computer che dovrà poi mostrare, su quello schermo, i giochi al meglio. Non solo: si deve capire che tipo di giocatore si vuole essere o diventare: c’è chi è interessato soprattutto all’aspetto competitivo del gioco, quindi andrà alla ricerca di tanti FPS (frame al secondo) e chi invece vuole godere della qualità grafica dei migliori giochi moderni, e per questo motivo sarà più interessato a ray tracing, HDR e risoluzione. Questa scelta incide pesantemente anche sul budget necessario per un PC gaming fisso da gioco: chi cerca il meglio sotto il profilo grafico e vuole giocare in ray tracing su un TV 4K alla massima risoluzione e al massimo dettaglio, senza sacrificare troppo i frame al secondo, dovrà essere pronto ad affrontare la spesa necessaria per portarsi a casa un computer senza compromessi. Chi, invece, si “accontenta” di giocare in Full HD, guarda soprattutto all’aspetto competitivo e non è interessato troppo ai dettagli, alle texture e alle ombre ma è pronto a sacrificare la resa a favore degli FPS ha molta più varietà e può portare a casa un ottimo computer gaming tenendo parte del budget per una tastiera, un set di cuffie o un mouse.

monitor pc gaming

Il taglio più richiesto per i monitor da gaming è solitamente il 16:9, ma chi predilige giochi di guida o giochi dove si deve agire a campo molto ampio, come ad esempio i giochi di strategia in tempo reale, potrebbe trovare vantaggioso dotarsi di un monitor con un aspect ratio più spinto, quindi molto più rettangolare ed esteso. In questo caso non bisogna farsi ingannare dai pollici perché i 34” di un monitor da gaming 21:9 non hanno lo stesso impatto, a livello di dimensioni, di un televisore da 34”. Il nostro consiglio è di orientarsi sui 27” come base per le dimensioni, e poi adeguarsi in base allo spazio disponibile.

Ricordiamo che è bene controllare anche il tipo di connessione: ci sono giochi che possono sfruttare più monitor, e in questo caso la soluzione migliore è usare direttamente le connessioni DisplayPort presenti sul retro delle schede video moderne. Le migliori schede video hanno anche tre porte DisplayPort per tre monitor distinti, e posso gestire fino a quattro monitor usando anche la porta HDMI aggiuntiva che è invece consigliabile nel caso in cui si voglia usare un TV come display. Fondamentale guardare anche al refresh rate, o frequenza di aggiornamento. Questo valore indica quanti fotogrammi un pannello può visualizzare in un secondo, e più è elevato il numero maggiore è la sensazione di fluidità e di immediatezza che il giocatore percepisce. Il numero dei fotogrammi al secondo che il monitor da gaming riesce a gestire, oggi si arriva anche a più di 200 Hz come frequenza di refresh, deve essere superiore a quelli che la scheda video può erogare. Ultimo consiglio: le schede video AMD e quelle NVIDIA dispongono di alcune soluzioni di connessione che permettono di sincronizzare il refresh del monitor con l’uscita della scheda video, tutto in tempo reale e in modo automatico mentre si gioca: chi possiede quindi una scheda video NVIDIA dovrebbe cercare un monitor compatibile G-Sync, chi ha una scheda video AMD un monitor compatibile Freesync. La maggior parte dei monitor da gaming sul mercato supportano entrambe le soluzioni.

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Cosa guardare nella scelta del processore

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Quando si deve scegliere un processore i marchi da considerare sono essenzialmente due: AMD e Intel, rigorosamente in ordine alfabetico. Prima di scegliere è bene sapere che i GHz di velocità non sono un valore fondamentale, è più importante valutare il numero di core, la generazione del processore ma soprattutto il consumo.

I GHz, giusto per capire, indicano il numero di cicli che un processore riesce a gestire ogni secondo e questo valore può essere usato per rappresentare la velocità. Non sono un valore fondamentale, nel caso del gaming, perché non capita quasi mai che un processore lavori al 100% mentre si gioca, solitamente lavora a frequenze più basse. Diventano quindi  più rilevanti i core di un processore, ovvero il numero di unità che effettuano i calcoli: ci sono processori indicati per il gaming che hanno anche 8 core ad alte prestazioni (i processori ibridi Intel hanno anche core ad alta efficienza pensati per operazioni leggere), e anche se non tutti i giochi sono in grado di sfruttare a pieno un numero così alto di core chi vuole registrare una partita mentre gioca, o chi vuole fare streaming in diretta durante un match su Twitch, troverà utile avere un processore che permette di eseguire insieme al gioco altri task con ottime prestazioni. Detto questo è bene poi rilevare che di anno in anno la velocità del processore non cambia drasticamente, siamo sempre nell’ordine del 10% in più al variare delle diverse generazioni, tuttavia un processore più recente potrebbe consumare molto meno rispetto a un processore che ha qualche anno di vita alle spalle e che è stato costruito con un'architettura vecchia.

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Esiste infine sempre la soluzione “overclock”: si può scegliere di prendere un processore di medio livello, per investire di più sulla scheda video, e aumentare leggermente la sua velocità sfruttando i tool che i produttori di schede madri ormai offrono in dotazione. La velocità del processore non è poi legata alla risoluzione scelta: un processore adatto a giocare in Full HD potrebbe essere adatto anche a giocare in 4K, perché arrivati a un certo livello a fare la differenza sono soprattutto RAM e scheda video. Infine, un avvertimento: i processori hanno nomi e sigle difficilissimi da capire per chi non conosce il mercato e dell’Intel Core i9 o Core i7, per fare due esempi, ne esistono diverse varianti ogni anno che si chiamano sempre allo stesso modo. 

A fare la differenza è la sigla: Intel Core i7 13700K vuol dire che ci troviamo di fronte a un processore della 13esima generazione, l’ultima. Se fosse stato Core i9 della stessa generazione si sarebbe chiamato 13900K. Core i7 10700, 11700 e 12700 sono le diverse versioni dello stesso processore uscite nel corso degli anni: la 10700 appartiene alla famiglia Comet Lake, lanciata da Intel nell’agosto del 2019.

intel

Quale processore Intel scegliere

Come abbiamo detto meglio scegliere una generazione recente e orientarsi verso un Core i5, se il budget a disposizione è poco, o su un Core i7 se si vuole un buon computer. Il Core i9 è la scelta top di gamma, ma non sposta così tanto gli equilibri: chi non vuole compromessi deve comunque sceglierlo, soprattutto il Core i9 della generazione attuale che è il processore da gioco più veloce al mondo. Come sempre sul mercato si trovano computer di ogni tipo e se chi vuole costruirsi un computer ha libertà di scelta e può anche attendere un processore recentissimo, chi prende un computer già pronto potrebbe trovarsi davanti a una CPU della generazione precedente. Non è un problema, sono molto simili e la dodicesima generazione di Intel resta un’ottima scelta che può anche essere potenziata in futuro: il bello dei computer da gioco è che possono essere migliorati, modificati, aggiornati quando si vuole, pezzo per pezzo, naturalmente nel caso di PC desktop. Per esempio da una CPU Intel si può passare dalla 12esima alla 13esima generazione senza cambiare nient’altro, quindi si potrebbe pensare di spendere qualcosa meno oggi aspettando il prossimo anno per un processore più veloce.

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AMD, con la nuova generazione un cambio totale

Quanto detto per Intel non vale però per AMD, che con il lancio della nuova serie Ryzen 7000, basata sull’architettura Zen 4 a 5 nanometri, ha imposto ai gamer un cambio totale: serve una nuova scheda madre e memorie di tipo DDR5. Chi sta pensando di comprare una CPU AMD dello scorso anno deve sapere che non potrà cambiare solo il processore per fare l’aggiornamento ai modelli nuovi, che sono eccezionali, dovrà cambiare metà computer. Proprio per questo motivo se in casa Intel suggeriamo di cercare anche processori della generazione passata, in casa AMD chi inizia da zero deve partire da Ryzen 7000, così si costruisce un’ottima base per il futuro. I modelli da cui partire sono tre: Ryzen 5 7600X, un processore a 6 core ottimo per chi vuole un buon gaming computer entry level, il Ryzen 7 7700X che con 8 core può essere visto come una scelta perfettamente bilanciata per chi vuole il migliore rapporto qualità/prezzo e, infine, il Ryzen 9 7900X, top di gamma da 12 core pensato per chi vuole una macchina di fascia alta che possa supportare frame rate elevato e 4K. È disponibile anche il Ryzen 9 7950X: 16 core totali, una fuoriserie per il gaming che si posiziona però al vertice, sia come prestazioni che come prezzo

MEMORIA

Due elementi importanti quando si allestisce un computer da gioco ma sui quali si può anche decidere di risparmiare, almeno inizialmente, sono la RAM e il disco. Sono fondamentali, ma sono anche gli unici due elementi espandibili senza dover sostituire necessariamente quello che già si è comprato. Se si prende un disco piccolo, da 512 GB, si potrà aggiungere in futuro un secondo disco, e lo stesso vale per le RAM, dove se una scheda madre ha quattro slot per le memorie possiamo scegliere di occuparne due subito e poi di aggiungerne altre due. Ecco come scegliere.

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La scelta della RAM

La RAM (Random Access Memory) è un componente essenziale di qualsiasi PC per il gaming, è una memoria velocissima che serve per l’archiviazione di dati per un periodo brevissimo, dati che vengono passati poi alla CPU. Oggi sui computer vengono usate le RAM DDR, Double Data Rate, memorie che possono vantare un basso consumo energetico e un’elevata capacità di trasferimento dei dati. La generazione di DDR è indicata da un suffisso numerico, e al momento sono in fase di sviluppo le DDR6. Le DDR4 e le DDR5 sono già disponibili sul mercato e sono quelle che gli utenti possono acquistare. Fino a qualche anno fa, quando le DDR5 erano appena arrivate sul mercato a prezzi non troppo popolari, avremmo consigliato di restare sulle DDR4, ma oggi con i prezzi che sono scesi e con AMD che sulle CPU di nuova generazione ha imposto le DDR5 come formato standard per le memorie, la scelta è quasi obbligata anche in termini di investimento per il futuro.

Le memorie si scelgono, oltre che per il tipo, anche per la velocità e la latenza. I tempi di latenza della memoria non rappresentano una priorità per un PC per il gaming, mentre per la velocità è bene guardare quella indicata dal processore come velocità massima supportata e prendere un modulo che arrivi almeno a quella velocità. Se prendiamo ad esempio il Core i7-13700K di Intel supporta DDR5 da 5600 MT/s (milioni di trasferimenti al secondo) o DDR4 fino a 3200 MT/s.Il suggerimento è partire da almeno 16 GB di RAM, quantità che consigliamo di aumentare nel caso di soluzioni di fascia alta o di giochi “open” fotorealistici come possono esserlo i simulatori di volo. Un fattore è importante: prendere sempre le memorie a coppie, mai un banco singolo. Le memorie sui computer possono essere utilizzate in modalità dual channel, una sorta di doppia corsia che rende molto più veloce e snello il traffico di dati tra il processore e la memoria stessa. Alcune motherboard hanno solo due slot e quindi non ci si può sbagliare, altre ne hanno quattro e sul manuale si può trovare scritto in che ordine vanno aggiunte le memorie e su che slot vanno posizionate per farle lavorare in modalità dual channel. Nel caso si scelga, quindi, di puntare su 16 GB di RAM due banchi da 8 GB, per 32 GB di RAM due banchi da 16 GB. Poi, come abbiamo detto, altri due banchi identici per una futura espansione.

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Memoria fisica SSD Un disco velocissimo è un investimento sul futuro

Un disco a stato solido è praticamente obbligatorio per un PC da gaming: i dischi di tipo meccanico, quelli dotati di parti mobili, di dischi e di testine magnetiche, non sono adatti e sono troppo lenti. I caricamenti dei giochi, e dei livelli, richiederebbero troppo tempo. Restando quindi nel campo dei dischi basati sulle memorie ne esistono due tipi: quelli comunemente chiamati SSD, che hanno la forma di un vero e proprio hard disk da montare all’interno del computer usando il classico connettore SATA, e gli NVMe, che sono piccole schede da innestare direttamente sulla scheda madre del computer. La differenza tra i due è l’interfaccia utilizzata per scambiare i dati: nel primo caso c’è la SATA, più lenta, nel secondo caso, invece, una velocissima interfaccia PCI Express 4.0. Quest’ultima è sicuramente presente in tutte le schede madri di ultima generazione, pertanto il nostro consiglio è di guardare già a una soluzione NVMe rispetto a una classica SSD, anche se si spende qualcosa in più. Sebbene la velocità di un hard disk non impatti in alcun modo sugli fps del gioco o sulla risoluzione, un disco più veloce permette di caricare più velocemente i dati, le sequenze e quindi si riduce anche il tempo di avvio. Non solo, un disco NVMe è un investimento per il futuro: la tecnologia DirectStorage di Microsoft permette, infatti, di aprire un canale di comunicazione diretta tra la GPU e il disco fisso, con la GPU che può accedere direttamente a dati pesanti come le texture di gioco presenti sui dischi. Una buona capacità di partenza è 1 TB, ma considerando che oggi i giochi richiedono sempre più spazio chi non ha una buona linea Internet, e quindi vuole tenere archiviati molti giochi, potrebbe decidere di adottare un disco da 2 TB o da 4 TB.

Scheda Madre

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La scheda madre (in inglese Mother Board) è il componente fondamentale di un PC e su di essa vengono installati tutti gli elementi più importanti come il processore, l’alimentatore, la scheda grafica, le schede di memoria RAM, il disco rigido, ecc. L’obiettivo della scheda madre è consentire un’integrazione e interazione efficiente e veloce tra tutte le componenti hardware del PC. Il consiglio è quello di sceglierne una che supporti a pieno il processore scelto: esistono centinaia di modelli sul mercato e la differenza è legata quasi esclusivamente alle possibilità di espansioni, alle funzioni e alla flessibilità nella gestione del processore. La scheda madre ha un impatto minimo sulle prestazioni di un computer, se si deve investire tanto meglio farlo su altri componenti.

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La scheda video: piena libertà all'utente

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La scheda video da gaming non solo è il componente più costoso ma è anche quello che deve essere scelto con più attenzione. La prima cosa da fare è scegliere una scheda che sia compatibile con la propria scheda madre ma soprattutto che possa essere contenuta nel case scelto. Alcune schede video possono essere enormi, andando ad occupare diversi slot. La seconda cosa da fare è capire dove si vuole giocare, TV o monitor, e scegliere la risoluzione. C’è chi vuole giocare in Full HD, chi in Quad HD e chi invece in 4K. Ci sono poi i casi estremi, gaming in VR o in 8K, che richiedono setup particolari e di livello estremamente elevato. Le schede video attualmente sono prodotte da diversi produttori, ma alla fine a bordo ci sono sempre gli stessi processori di AMD e NVIDIA, con Intel che ha fatto capolino recentemente con le sue schede ARC. NVIDIA è il grande mattatore del mercato, ed è anche quella che offre la più ampia varietà passando dalla scheda entry level fino alla potentissima RTX 4090, annunciata di recente.

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La scelta dipende molto dal budget: se si vuole restare su una scheda video entry level c’è la "sempreverde" GTX1650 di NVIDIA, forse la più usata oggi sui computer da gioco. Niente ray tracing, massimo 1080p ma prestazioni adeguate nella maggior parte dei giochi. Se si vuole salire di livello, per aumentare i frame rate e anche la qualità grafica suggeriamo la 3060 di NVIDIA o la Radeon RX 6650 XT di AMD, la prima per iniziare a capire cosa vuol dire giocare in ray tracing, seppur con alcuni limiti, la seconda per ottime performance generali. La scelta di fascia media perfetta è la RTX 3070 TI: si riesce a giocare bene in Quad HD, 1440p, con ottime prestazioni e consumi accettabili. Chi vuole 4K e ray tracing deve guardare più in alto: NVIDIA 3080 o meglio ancora la 4080, da poco arrivata su mercato. Siamo davanti a una soluzione senza compromessi, per un vero mostro da gioco.

Alimentatore, Dissipatore e Case

Alimentatore

Uno degli elementi più controversi durante la costruzione di un computer da gioco è la scelta dell’alimentatore. Si potrebbe pensare che sia una decisione semplice visto che il parametro di base usato per la scelta è la potenza dell’alimentatore, espressa in Watt, tuttavia il suggerimento che diamo è quello di scegliere un alimentatore di qualità piuttosto che uno potente. La prima cosa da fare è sommare i consumi massimi dei componenti del proprio computer, andando anche a spanne: una scheda video come la RTX 3080 di NVIDIA può arrivare a consumare 350 Watt di picco, mentre un processore Intel Core i7 di dodicesima generazione può arrivare a 190 Watt. Aggiungendo 100 Watt per gli altri componenti e per eventuali periferiche collegate si ricava la potenza necessaria, tenendo conto del fatto che quasi mai la GPU e la CPU andranno al 100% e quindi a pieno carico. Il suggerimento, quindi, è quello di non buttarsi su un trasformatore da 1.400 o 1.600 Watt, anche perché con i cambi di architettura il consumo dovrebbe scendere nei prossimi anni, non salire. 750 Watt, ma di qualità, potrebbe essere un taglio perfetto anche per un computer di fascia medio/alta, sempre che i componenti scelti non richiedano un spinta maggiore.

dissipatore

Dissipatore

Un altro elemento spesso non considerato è il dissipatore della CPU. Il processore si riscalda quando lavora e quando si riscalda le prestazioni calano: per mantenere performance stabili nel tempo è necessario tenerlo sotto a una certa soglia di temperatura e qui interviene il dissipatore, composto solitamente da un blocco metallico che funziona come scambiatore di calore e da una ventola che agevola il ricircolo dell’aria attorno alla superficie lamellare dello scambiatore, in modo da avere un raffreddamento ad aria. Spesso non viene considerato perché un dissipatore di base è incluso nei processori, ma è consigliabile cambiarlo soprattutto per chi vuole fare overclock. Sul mercato esistono tre tipi di dissipatori: quelli ad aria, i dissipatori a liquido all-in-one detti anche closed-loop e per finire quelli a liquido open-loop decisamente più complessi.

Le soluzioni ad aria sono quelle che offrono il miglior rapporto qualità / prezzo: non richiedono manutenzione e riescono a fare bene il loro lavoro nella grande maggioranza dei casi. Tuttavia l’aria è meno efficiente come soluzione rispetto all’acqua, e sui computer di fascia alta, quelli con processori di alti livello è consigliabile utilizzare una soluzione AiO ad acqua, all-in-one. Si tratta di kit chiavi in mano già pronti composti da un blocco metallico da fissare sulla CPU dal quale partono i due tubi dentro i quali scorre il liquido di raffreddamento. Un blocco separato, che include vettore, radiatore e pompa di circolazione deve essere installato nel case, e bisogna quindi prevedere un case da gaming di grandi dimensioni. Questo tipo di dissipatore è molto più efficiente di quello ad aria, ma è anche più costoso.

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Il case da gaming: spazio per LED e ventole

Ultimo, ma non meno importante, il contenitore. La scelta di un buon case pc gaming è soggettiva, l’estetica prevale sulle prestazioni, ma non bisogna dimenticare alcune indicazioni di base. La prima è che il case da gaming dovrebbe essere abbastanza grande da contenere tutti i componenti del PC, in particolare la scheda grafica: ci sono schede che occupano più slot e che richiedono un determinato spazio. Prima di scegliere un case pc gaming, bisogna verificare che sia compatibile con la scheda madre e per farlo esiste uno standard chiamato ATX. ATX è la dimensione standard, ma ci sono schede madri piccole, Micro ATX, che possono stare in case molto piccoli oppure schede madri grandi, E-ATX o Extended ATX che richiedono un case apposito di grandissime dimensioni. Solitamente queste ultime sono indicate per i computer da gaming più potenti, anche perché la dissipazione del calore è estremamente importante per un computer da gaming e in un case pc gaming grande si possono montare diverse ventole e dissipatori di calore generosi, anche a liquido. Un case da gaming grande garantisce anche ampie possibilità di upgrade futuri.

Accessori PC gaming

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Una postazione gaming che si rispetti deve essere corredata di accessori per rendere l’esperienza ludica ancora più coinvolgente. Tastiere, mouse, sedie e simulatori di guida, visori VR devono essere all’altezza delle performance del computer gaming e delle nostre abilità da gamer.

  • Tastiere: le tastiere gaming devono essere ergonomiche, preferibilmente meccaniche per garantire maggior precisione e sensazione tattile, con alcuni tasti programmabili oltre che dotate di retroilluminazione RGB per poter giocare in qualsiasi condizione di luminosità e assicurare un maggior coinvolgimento.
  • Mouse: massima precisione e grande velocità sono le caratteristiche essenziali per un mouse da gaming che deve essere in grado di individuare il più piccolo movimento. Un valore aggiunto è la retroilluminazione personalizzabile che aumenta la partecipazione.
  • Sedie: per trascorrere tante ore davanti al proprio game preferito la sedia deve garantire il massimo del comfort, assicurare una postura corretta, con schienale e braccioli regolabili, poggiatesta ed eventualmente un cuscino lombare. Il materiale deve essere resistente ma nello stesso tempo traspirante.
  • Simulatori guida: per tutti gli amanti dei racing game, l’accessorio perfetto è il simulatore di guida che restituisce la sensazione di guidare un’auto da corsa. Una postazione perfetta con pedali, leva del cambio, volante, un telaio robusto ma nello stesso tempo confortevole in particolare per stabilizzare la testa.
  • Visori VR: è l’accessorio indispensabile per fornire ai giochi un upgrade alla realtà virtuale. È basato su sensori, fotocamere e su uno o più display che possono essere OLED o LCD IPS ma è importante che abbiano una densità dei pixel abbastanza elevata perché stando a pochi centimetri dagli occhi c’è il rischio che i singoli pixel sia visibili troppo grandi e che il livello di dettaglio sia inadeguato. Altro dato da valutare è la frequenza di aggiornamento, 80/90 Hz, che oltre a migliorare l’esperienza game contribuire anche a ridurre il rischio di eventuale nausea causata dalle differenze del movimento virtuale rispetto a quelle percepite dal cervello nel mondo reale.

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