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Perché il tuo telefono Android potrebbe diventare più veloce: cosa cambia con il nuovo aggiornamento

Redazione MediaWorld12 MARZO 2026

Il nuovo aggiornamento introdotto da Google (AutoFDO) ottimizza il kernel di Android usando i dati reali di utilizzo delle app, ottenendo miglioramento nelle prestazioni degli smartphone.

In arrivo novità per gli utenti Android. Non si tratta di nuove app o nuovi prodotti, ma di un aggiornamento importante che può migliorare le prestazioni degli smartphone. L’aggiornamento, come vedremo nel dettaglio, opera a livello del sistema operativo Android, nel suo “cuore pulsante”, ovvero il kernel, adattando le prestazioni ai dati di utilizzo reali del dispositivo e delle app. I test hanno dimostrato navigazione più fluida tra le varie applicazioni ed in generale uno smartphone più efficiente. Vediamo come funziona. 

Cos’è il kernel e cosa comporta AutoFDO, il nuovo aggiornamento di Android 

Partiamo, come sempre, dai concetti base per capire di che natura e portata saranno i cambiamenti introdotti dal nuovo aggiornamento del Sistema Operativo Android che sta implementando Google. Come detto in apertura, l’aggiornamento opera nel kernel dell’OS. Kernel significa letteralmente “nucleo, nocciolo” e il termine già rende l’idea dell’importanza che riveste per l’intero sistema operativo e di conseguenza per il funzionamento di un dispositivo. 

Il kernel funge da interfaccia diretta tra processore, applicazioni e hardware. Quando si avvia il dispositivo è tra i primi programmi ad essere lanciati e rimane attivo fino allo spegnimento, poiché deve coordinare tutte le operazioni: gestione della RAM, ottimizzazione dei processi della CPU, archiviazione dei file. Solo per fare qualche esempio. 

Generalmente, quando un programma viene avviato il codice viene trasformato in istruzioni che il processore esegue mentre il compilatore decide come organizzare il codice per farlo funzionare al meglio. Di solito, queste “decisioni” si basano su regole standard poiché il compilatore non sa in anticipo come verrà utilizzato un programma. Il kernel interviene una volta che il programma viene lanciato per gestire l’uso della CPU e delle altre risorse.

L’aggiornamento che ha introdotto Google opera proprio a questo livello. Si chiama “AutoFDO” ovvero Automatic Feedback-Directed Optimization. Questa tecnica consente di ottimizzare il kernel stesso in base al reale utilizzo dell’app, apprendendo i comportamenti degli utenti e guidando le scelte del compilatore nella build successiva.

I risultati nei primi test

Google ha testato questo aggiornamento di Android in particolare sui dispositivi Pixel per monitorare le attività di sistema ma con profili “costruiti in laboratorio” ovvero che simulano l’utilizzo degli utenti e non profilando dati di persone reali. In questi test è emerso che il kernel occupa circa il 40% del tempo di utilizzo della CPU su Android. Anche il più piccolo miglioramento nel modo in cui questo funziona e “pensa” può quindi avere effetti sulle prestazioni, la fluidità e i consumi energetici del dispositivo. Nel concreto, dunque, dovremmo ottenere telefono con app che si avviano più rapidamente, passaggi tra app più fluidi e prestazioni generalmente più stabili. Difficile tuttavia stabilire se questi cambiamenti saranno visibili “a occhio nudo” per gli utenti. 

Quando arriva l’aggiornamento di Android che rende il telefono più veloce

Stando a quanto dichiarato da Google, AutoFDO è già in distribuzione per Android 16-6.12 e Android 15-6.6, ovvero le versioni più recenti del Sistema Operativo. Non si tratta però di un procedimento automatico e non c’è neanche una data stabilita: dipende da quanti aggiornamenti del kernel vengono distribuiti dai produttori dei dispositivi Android: nel caso di Pixel l’aggiornamento del kernel passa direttamente da Google, ma nel caso di altri brand come Xiaomi e Oppo, ad esempio, la palla passerebbe a Samsung e i tempi possono dilatarsi. 

Per Google, comunque, è un’operazione destinata a durare nel tempo e ad estendersi anche ad altri moduli. La tecnica AutoFDO, infatti, verrà estesa nei progetti a lungo termine di Google anche ad altre parti del kernel, inclusi componenti aggiuntivi e driver hardware come fotocamere e modem.