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Dal 5G al 6G, passando per il ponte del 5G Advanced: cosa cambia con la nuova era della connettività

Redazione MediaWorld4 GENNAIO 2026

Nuove generazioni di connettività mobile saranno presto disponibili, con reti sempre più veloci per supportare task sempre più complessi come quelli dell’Intelligenza Artificiale nativa e gli ologrammi.

Immagina di poter navigare ancora più velocemente. Nonostante il 5G sia uno standard ormai quasi universalmente valido per la connettività mobile, gli operatori internazionali stanno già guardando al futuro: ci aspetta infatti il modello 5G Advanced, ma siamo già al lavoro sul 6G. D’altronde, l’evoluzione e il progresso sono sono fattori chiave per le connessioni: pensiamo, ad esempio, ai passi in avanti compiuti dai primi 2G/3G che hanno favorito la comunicazione interpersonale tra voce e testo, arrivando al 5G e all’IoT (Internet of Things). Quindi cosa ci riserva il futuro? Quali sono le differenze? Come sarà il mondo connesso tra un decennio? Vediamolo nel dettaglio.

La transizione verso il 5G Advanced: cosa dobbiamo aspettarci dalla “fase intermedia”

Il 5G è arrivato sul mercato in Italia nel 2019, dopo qualche anno di sperimentazioni e copre la maggior parte del territorio italiano e diversi operatori del mercato. E la sua naturale evoluzione si configura nel 5G Advanced, un futuro che è già molto prossimo.  Il 5G Advanced non è un salto completo verso un nuovo standard per la connettività mobile, bensì è il sentiero che ci condurrà verso il 6G. Si tratta infatti di un' era intermedia ed è già in fase di rollout in diverse zone del mondo (come in Asia). In Italia, ad ottobre del 2025 sono stati effettuati i primi test in questa direzione.

Se è vero che il 5G Advanced rappresenta un’evoluzione del 5G, porta con sé già una serie di novità. Per prima cosa, infatti, il 5G Advanced necessita di infrastrutture completamente in cloud e standalone - ovvero che non si “appoggiano” alle tecnologie che abbiamo utilizzato finora per la connettività in 4G o 5G. Inizialmente, questo potrebbe rappresentare una sorta di limite perché non tutti i paesi e gli operatori sono al momento forniti di infrastrutture simili, tuttavia dotarsi di queste tecnologie può essere considerato un buon investimento per il futuro dato che saranno comunque necessarie alla connettività del futuro, ovvero il modello 6G. Secondo alcuni analisti, il 5G - dopo un incremento registrato già nell’ultimo trimestre del 2025 - è destinato crescere e diffondersi velocemente durante tutto il 2026. 

Ora la domanda sorge spontanea: che differenza fa il 5G? Cosa cambia rispetto alla connettività che usiamo già oggi? In termini di velocità, il 5G Advanced aumenta esponenzialmente i tempi del 4G con una velocità di picco di circa 10 Gbps in download con una latenza di circa 1 ms. Ciò rende possibile tecnologie come la realtà aumentata (AR) e la realtà virtuale (VR). Con una connettività come quella del 5G avanzato saranno possibili servizi che vanno oltre le comunicazioni tradizionali: come il controllo “intelligente” di grandi infrastrutture come quelle della rete elettrica e l’automazione industriale. 

Come funziona il 6G e quando arriverà 

Se il 5G Advanced, come abbiamo visto, rappresenta il sentiero, il 6G è la meta. Si tratta di una tecnologia al quale arriveremo nei prossimi anni e che permetterà una vera e propria rivoluzione della connettività. «Il ruolo delle reti di nuova generazione», spiega Harish Viswanathan, responsabile della ricerca sui sistemi radio di Nokia Bell Labs, «è l’unificazione della nostra esperienza nel mondo fisico, digitale e umano». Un mondo, dunque, in cui «i mondi gemelli digitali dinamici sarebbero rappresentazioni accurate e ad alta risoluzione del mondo fisico e/o rappresentazioni di mondi virtuali». 

Non esistono date ufficiali, ma secondo diverse fonti il 6G potrebbe fare capolino sul mercato già nel 2030 con sperimentazioni a partire dal 2028. L’aspetto più interessante del 6G sarà sicuramente la velocità: stando a quanto sappiamo finora, promette di riuscire a raggiungere interi terabyte di dati al secondo (50-100 volte più veloce dei picchi raggiunti co l’attuale 5G) con una latenza sulla linea dei microsecondi: praticamente quasi nulla. Questo sarà possibile grazie allo spettro dei Terahertz, ovvero grazie ad una larghezza di banda davvero massiccia. Tutto questo però non è esente da limiti: i segnali Terahertz, infatti, sono molto veloci ma decadono molto facilmente poiché assorbiti dall’atmosfera o perché incontrano barriere fisiche che non riescono a superare facilmente. Infatti il nodo centrale per affrontare il 6G consiste nell'implementazione di strutture capaci di superare questi limiti. Dopodiché occorrerà pensare ad una gamma di dispositivi (a partire dagli smartphone) pronti ad accogliere il nuovo standard.
Dal punto di vista delle applicazioni, il 6G sembra voler rendere realtà quella che fino a qualche anno fa non avremmo esitato a definire “fantascienza”: comunicazioni con ologrammi in tempo reale (immaginate una call di lavoro dove anziché il volto dei colleghi sullo schermo, potrete vedere una loro proiezione in 3D nella stanza), gemelli digitali, smart cities e Intelligenza Artificiale nativa ovvero integrata direttamente nella rete.