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Come capire se una canzone di Spotify è stata fatta con l’intelligenza artificiale: l’app di streaming ha attivato un filtro

Redazione MediaWorld28 SETTEMBRE 2025

Spotify ha introdotto di recente delle misure di trasparenza per segnalare subito i brani generati con l’Intelligenza Artificiale, grazie a metadati e norme anti-spam.

Spotify ha annunciato un nuovo pacchetto di misure per limitare e rendere riconoscibili i contenuti generati dall’Intelligenza Artificiale. Anche sulla popolare app di streaming (con più di 675 milioni di utenti attivi nel dicembre 2024), infatti, sono sbarcati brani musicali creati con l’Intelligenza Artificiale lasciando perplessi utenti e artisti, in un momento già delicato per l'industria musicale. 

L’azienda svedese ha quindi pensato a tre interventi mirati con lo scopo di rendere più trasparente la fonte della musica caricata sulla piattaforma di streaming. Vediamo quali sono. 

Quali sono le misure di Spotify per riconoscere la musica creata con Intelligenza Artificiale 

Gli interventi di Spotify per rendere immediatamente riconoscibili i contenuti creati con l’Intelligenza Artificiale sono principalmente tre: 

  • Voci clonate: molto spesso l’IA viene utilizzata per riprodurre in maniera fedele le voci degli artisti per confezionare nuovi brani “inediti”. D’ora in avanti queste imitazioni vocali potranno essere pubblicate su Spotify solo dopo che l’artista interessato l’abbia esplicitamente autorizzato. 
  • Filtro antispam: a partire dall'autunno sarà attivato un filtro che individua caricamenti di massa e spam solitamente con l’obiettivo di ottenere ascolti e royalties in modo fraudolento
  • Standard DDEX: si tratta di uno standard internazionale che regola i dati relativi al settore musicale. Adottandolo, Spotify si impegna ad indicare chiaramente nei ‘credits’ dei brani il ruolo dell’IA nella scrittura, nella produzione o nel messaggio della canzone. 

Spotify dunque non si muove nella direzione di un divieto assoluto dei contenuti prodotti con l’IA, ma punta a tutelare gli utenti (sia ascoltatori ma anche produttori di questi contenuti) regolandoli dal punto di vista della "legittimità" e avvalendosi di una comunicazione chiara e trasparente. 

Le parole di Spotify: “Sosteniamo la libertà degli artisti di usare l’IA in modo creativo” 

L’intenzione di non demonizzare in toto l’Intelligenza Artificiale è ben chiara nella policy dell’azienda svedese. Che, oltre ad annunciare le novità appena viste, ha rilasciato un comunicato che mira anche a smentire i rumor che la vedevano coinvolta nella produzione di contenuti con IA: «Spotify non crea né possiede questa musica». 

Rinnovato anche il sostegno agli artisti, che non sono limitati nell’uso dell’Intelligenza Artificiale per le loro creazioni ma solo tutelati nell’uso improprio dell’IA: «Sosteniamo la libertà degli artisti di utilizzare l'intelligenza artificiale in modo creativo, contrastando attivamente il suo uso improprio da parte di content farm e malintenzionati».