La mossa di Elon Musk: ha aperto TeraFab, una mega fabbrica di chip per l’Intelligenza Artificiale
Il settore della tecnologia è in continua evoluzione, guidato da investimenti strategici che ne ridefiniscono i confini. L'Intelligenza Artificiale (AI) rappresenta oggi la frontiera più calda per l'innovazione e la crescita aziendale. In questo scenario dinamico, le mosse dei grandi player del settore sono decisive per il futuro del digitale.
Elon Musk ha scelto un altro settore dove investire. L’uomo più ricco del mondo ha lanciato TeraFab, una fabbrica di chip che servirà per sostenere tutti gli investimenti che Musk sta facendo nel settore dell’Intelligenza Artificiale. È un tassello di un processo molto più complicato: Musk ha lanciato nel marzo del 2023 un’azienda dedicata solo allo sviluppo di algoritmi dedicati all’Intelligenza Artificiale. Si chiama xAI e negli ultimi anni ha contribuito allo sviluppo di Grok, il chatbot che ora gli utenti possono trovare sul social network X.
Non solo. Tra le società guidate da Musk c’è anche Starlink, una costola di SpaceX. È la rete di satelliti privati in grado di fornire internet a bassa latenza in tutte le aree del mondo. Insomma in tutta l’architettura creata da Elon Musk mancava una parte: la produzione dell’hardware su cui poi vengono sviluppati gli algoritmi.
Perché Elon Musk ha lanciato una fabbrica di chip
Prima dell’apertura di TeraFab le aziende di Elon Musk avevano una catena di approvvigionamento basata su una serie di fornitori: “Siamo molto grati alla nostra attuale catena di approvvigionamento, in particolare a Samsung, Tsmc, Micron”. Il problema è che queste aziende, almeno secondo Musk, non riescono più a garantire tutte le forniture necessarie: “Esiste un limite massimo alla loro capacità di espansione, ben al di sotto di quanto vorremmo. Abbiamo bisogno di questi chip, quindi costruiremo TeraFab”.
Al momento è stato rilevato l’importo dell’investimento per la creazione di TeraFab. I media americani avevano stimato la cifra tra i 20 e i 25 miliardi di dollari. Andiamo all’origine del nome. Quel Tera all’inizio della nuova società dovrebbe definire uno degli obiettivi di Musk: arrivare a produrre una potenza di calcolo annuale attorno a 1 terawatt. Tutta la capacità generata dagli Stati Uniti in questo momento, secondo diverse stime, si ferma a 0,5 terawatt l’anno.
In tutto questo torna la questione dello Spazio. Uno degli obiettivi di Musk è che parte di questa produzione finisca in orbita. L’idea di creare data center nello Spazio aleggia da tempo nell’industria tech. Parliamo di un futuro che è ancora difficile da fissare ma la creazione di data center in grado di lavorare con gli algoritmi a migliaia di chilometri dalla Terra potrebbe avere dei risvolti positivi, a partire dal raffreddamento. Come conferma l’Istituto Nazionale di Astrofisica, la temperatura nello Spazio in orbita bassa arriva a -160 °C nelle zone che non vengono illuminate dal Sole.
