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OpenAI prepara il suo primo robot umanoide: la presentazione è prevista nel 2027

Redazione MediaWorld21 OTTOBRE 2026
robot umanoide

Sam Altman conferma che OpenAI sta sviluppando un robot dalle sembianze umane e punta a mostrarne un prototipo il prossimo anno. La sfida principale non riguarda soltanto i movimenti, ma la capacità dell'Intelligenza Artificiale di comprendere e interagire con il mondo reale.

Dopo aver trasformato il modo in cui interagiamo con i computer attraverso ChatGPT, OpenAI guarda a una nuova frontiera tecnologica: la robotica. Durante un'intervista rilasciata a Fortune, il CEO Sam Altman ha confermato che l'azienda sta lavorando a un robot umanoide che potrebbe essere mostrato pubblicamente nel 2027. Non si tratterà necessariamente di un prodotto pronto per la commercializzazione, ma di una dimostrazione delle capacità raggiunte nei laboratori della società, Altman ha infatti precisato che serviranno ancora diversi anni prima di vedere robot di questo tipo muoversi abitualmente negli ambienti pubblici. L'annuncio conferma comunque l'interesse di OpenAI per applicazioni che vanno oltre gli assistenti digitali e la generazione di contenuti.

La vera sfida è creare un robot capace di ragionare e insegnarli a interagire con oggetti

La caratteristica distintiva del progetto riguarda soprattutto il sistema che permetterà al robot di interpretare ciò che lo circonda e decidere come comportarsi, un umanoide deve infatti combinare telecamere, sensori, capacità di movimento e Intelligenza Artificiale in grado di comprendere l'ambiente fisico. Riconoscere un oggetto su un tavolo è relativamente semplice rispetto ad afferrarlo, spostarlo e collocarlo nel punto corretto senza danneggiarlo, dato che anche attività apparentemente banali, come aprire una porta o raccogliere qualcosa dal pavimento, richiedono numerose decisioni in tempo reale. OpenAI potrebbe sfruttare l'esperienza maturata con i propri modelli per sviluppare sistemi capaci di affrontare situazioni nuove senza dover programmare separatamente ogni movimento.

Uno degli ostacoli principali nello sviluppo degli umanoidi è insegnare loro a compiere movimenti precisi in ambienti che cambiano continuamente e per riuscirci, i ricercatori combinano tecniche di apprendimento automatico, simulazioni virtuali e prove effettuate su robot fisici. Il sistema può essere addestrato a riconoscere gli oggetti, comprenderne la posizione e scegliere i movimenti più appropriati, migliorando progressivamente attraverso l'esperienza. È un processo molto diverso dall'addestramento di un chatbot, perché ogni errore può provocare una collisione o danneggiare qualcosa.

OpenAI investe nella robotica e cerca nuovi specialisti

L'interesse dell'azienda per questo settore non nasce improvvisamente. OpenAI ha già lavorato in passato su progetti di robotica e ha successivamente concentrato gran parte delle proprie risorse sui modelli di Intelligenza Artificiale generativa. Ora la società sta ampliando nuovamente le competenze interne, cercando professionisti specializzati in componenti robotici, attuatori, produzione e sistemi di controllo. Le figure ricercate suggeriscono l'intenzione di partecipare allo sviluppo dell'hardware, senza limitarsi a fornire il software ad altri produttori. Non sono però ancora stati presentati ufficialmente il design definitivo, le caratteristiche tecniche o le capacità operative del futuro umanoide.

Le applicazioni potenziali dei robot umanoidi comprendono numerosi ambienti, a partire da fabbriche, magazzini e centri logistici. In questi contesti potrebbero occuparsi di movimentare materiali, trasportare oggetti e svolgere attività ripetitive, soprattutto dove gli spazi sono già progettati per le persone. In prospettiva, i robot domestici potrebbero aiutare nelle faccende quotidiane, occupandosi di riordinare, recuperare oggetti o assistere nelle operazioni più semplici, si tratta tuttavia di possibilità future e non di funzioni già annunciate per il robot di OpenAI. Prima di arrivare nelle abitazioni sarà necessario risolvere problemi legati alla sicurezza, all'affidabilità dei movimenti, all'autonomia energetica e alla gestione dei dati raccolti dai sensori.

Cosa aspettarsi dalla dimostrazione del 2027

Sam Altman ha parlato di una dimostrazione particolarmente interessante, senza però anticipare quali attività sarà effettivamente in grado di svolgere il prototipo, il 2027 rappresenta quindi un obiettivo per la presentazione, non una data di lancio commerciale. Rimane da capire se OpenAI mostrerà un umanoide capace di muoversi autonomamente, manipolare oggetti o eseguire istruzioni impartite attraverso il linguaggio naturale. La differenza sarà importante per valutare quanto la tecnologia sia vicina a un impiego quotidiano, ma per il momento, l'aspetto più significativo è la volontà di trasferire le capacità dell'Intelligenza Artificiale dai dispositivi digitali a macchine capaci di agire nel mondo reale.