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IT-Wallet è in espansione, a breve potremo caricare 200 documenti sullo smartphone

Redazione MediaWorld6 APRILE 2026

Il portafoglio digitale ha superato la sua fase sperimentale. Ormai viene utilizzato da 10 milioni di utenti.

Avviato a fine 2024, IT-Wallet si conferma una soluzione di “portafoglio digitale” in rapida espansione. Il sistema italiano, sviluppato e gestito dall’Istituto poligrafico e zecca dello Stato, tramite l’app io permette di caricare alcuni documenti personali direttamente sullo smartphone tramite l’app IO. In questo modo si viene a creare una versione digitale e sicura del portafoglio “analogico” che portiamo in borsa o in tasca. 

Come spiega Antonio Gentile, responsabile Ipzs ingegneria di prodotto, al quotidiano Il Sole 24Ore: «La forza dell’IT-Wallet rispetto agli altri strumenti di identità digitale è proprio questa: se ne potrà fare un utilizzo ibrido, cioè anche nel mondo fisico». Ad esempio, già ora, si può esibire la patente di guida tramite app IO durante un controllo, oppure usare la tessera sanitaria in formato digitale per accedere a prestazioni o servizi.

Cosa sarà possibile caricare su IT-Wallet

Ad oggi le credenziali, ovvero i documenti ufficiali, che si possono caricare su IT-Wallet sono essenzialmente tre: 

  1. Patente di guida 
  2. Tessera sanitaria 
  3. Carta europea della disabilità 

Questo assetto tuttavia è destinato a cambiare. In una prospettiva di forte espansione, il portafoglio digitale IT-Wallet potrà ospitare fino a 200 “credenziali”, ovvero documenti. Si prevede, ad esempio, di poter caricare sull’app IO titoli di studio, certificati di residenza, la certificazione ISEE, documenti elettorali. Ma anche eventuali patenti speciali, fascicoli sociali e lavorativi. Nel caso di lavoratori della Pubblica Amministrazione, ad esempio, questi potranno anche utilizzare il portafoglio digitale IT-Wallet per aggiungere il badge del proprio posto di lavoro. 

Da quando è stato reso disponibile per tutti gli utenti dell’app IO (il 4 dicembre scorso), IT-Wallet ha raggiunto oltre 10 milioni di attivazioni con più di 18 milioni di documenti caricati.

Una banca dati imponente

Non si tratta solo di un cambiamento di abitudini per gli italiani, ma anche di un’evoluzione digitale in termini di infrastrutture. L’Ipzs deve infatti ora gestire tanti dati sensibili con un’attenzione senza precedenti. Attualmente la Zecca dello Stato ha tre data center sul territorio italiano (due a Roma e uno in Puglia) mentre è in costruzione anche un quarto per una capacità di archiviazione nell’ordine dei petabyte (per dare un’idea: 1 petabyte equivale ad un milione di gigabyte). Ovviamente questo si traduce anche in un alto livello di sicurezza: per trattare, tra gli altri, anche i documenti legati a IT-Wallet il Cyber physical security center di Roma monitora continuamente il sistema, 24 su 24, tutto l’anno per prevenire attacchi informatici e tentativi di intrusione.