Claude Code, Anthropic mette un freno ai videogiochi copiati con l'Intelligenza Artificiale

L'azienda introduce nuove regole per impedire la riproduzione di titoli esistenti attraverso Claude Code. Rimane possibile creare videogiochi originali, ma la decisione sta già sollevando qualche polemica tra gli sviluppatori.
Creare un videogioco partendo da poche istruzioni scritte è diventato sempre più semplice grazie agli strumenti di Intelligenza Artificiale, capaci di generare codice, personaggi e intere ambientazioni, questa possibilità, però, ha sollevato alcune preoccupazioni tra gli sviluppatori, soprattutto quando viene utilizzata per riprodurre titoli già disponibili sul mercato. Anthropic ha quindi deciso di intervenire introducendo nuove restrizioni in Claude Code, il suo assistente dedicato alla programmazione, la modifica riguarda il modello Claude Opus 5.5 e punta a impedire la creazione di copie di videogiochi esistenti, anche quando vengono presentate con nomi differenti. Una decisione che cerca di proteggere il diritto d'autore senza rinunciare alle opportunità offerte dall'Intelligenza Artificiale.
Cosa può fare Cloude Code e perché Anthropic ha deciso di introdurre nuove restrizioni
Il principale punto di forza di Claude Code rimane la capacità di trasformare le istruzioni scritte in codice funzionante, accompagnando lo sviluppo di un progetto dalle prime idee fino alle fasi di verifica. Per esempio, è possibile chiedere di realizzare un platform bidimensionale, un gioco di corse oppure un'avventura con visuale in prima persona, definendo progressivamente le caratteristiche desiderate. L'assistente può aiutare a costruire le meccaniche, correggere gli errori e modificare il comportamento dei personaggi, riducendo il lavoro necessario per preparare un prototipo. Non è quindi vietato ispirarsi a un genere già conosciuto, purché il risultato non riproduca uno specifico prodotto altrui. Una distinzione importante, soprattutto considerando che anche piattaforme come Google Playground stanno rendendo la creazione dei videogiochi accessibile attraverso semplici descrizioni testuali.
Alla base della decisione c'è soprattutto la necessità di evitare che strumenti sempre più potenti vengano utilizzati per aggirare le regole sulla proprietà intellettuale. Negli ultimi mesi sono infatti aumentate le segnalazioni di videogiochi ricostruiti attraverso l'Intelligenza Artificiale, talvolta partendo dall'analisi di prodotti originali o di versioni dimostrative. Anthropic vuole impedire la clonazione di titoli protetti dal copyright, una pratica che rischia di danneggiare soprattutto gli studi indipendenti, spesso privi delle risorse necessarie per difendere le proprie creazioni. Addy Osmani, membro dello staff tecnico dell'azienda, ha confermato il 30 ottobre 2026 l'aggiunta di due istruzioni specifiche a Claude Code, con l'obiettivo dichiarato di mantenere la possibilità di sviluppare giochi originali, evitando che l'assistente venga impiegato per riprodurre opere appartenenti ad altri.
Le nuove regole stanno creando problemi agli sviluppatori
Le nuove indicazioni non riguardano soltanto la riproduzione identica di un titolo, ma anche i tentativi di presentare come originali progetti che ne imitano direttamente contenuti e caratteristiche distintive. Claude Code deve evitare di ricreare uno specifico videogioco esistente, anche quando la richiesta prevede di modificarne il nome o descriverlo come un prodotto completamente nuovo. Questo non significa che due giochi non possano condividere elementi comuni, come la visuale laterale, i combattimenti a turni o la raccolta di oggetti, la distinzione riguarda soprattutto il passaggio dall'ispirazione a un genere alla riproduzione riconoscibile di un'opera precisa. Anthropic intende quindi lasciare spazio alla creatività, intervenendo quando le richieste sembrano finalizzate a realizzare una copia.
Nonostante le intenzioni dell'azienda, l'introduzione dei controlli ha provocato alcune difficoltà anche in attività che non sembrano necessariamente violare il diritto d'autore, infatti diversi programmatori hanno segnalato il rifiuto di richieste riguardanti modifiche a progetti, analisi del codice e operazioni di reverse engineering, una tecnica utilizzata per comprendere il funzionamento di un software. In alcuni casi, Claude Code avrebbe bloccato anche lavori considerati legittimi dai rispettivi sviluppatori, generando dubbi sull'effettiva precisione delle nuove restrizioni. Il problema è che un assistente automatico non sempre riesce a stabilire se chi richiede un intervento possieda i diritti necessari per modificare un determinato programma. Anthropic ha riconosciuto la necessità di perfezionare queste indicazioni, invitando a segnalare eventuali rifiuti ingiustificati.
Cosa cambia per chi vuole creare videogiochi con l'Intelligenza Artificiale
Per chi desidera sviluppare un videogioco originale, almeno nelle intenzioni di Anthropic, le possibilità offerte da Claude Code rimangono sostanzialmente invariate, per cui si possono continuare a progettare personaggi, ambientazioni e sistemi di gioco, oltre a utilizzare l'assistente per verificare il codice e migliorare un progetto già avviato. La novità riguarda principalmente il confine tra creazione originale e imitazione di un prodotto esistente, un tema destinato a diventare sempre più importante con la diffusione degli strumenti di programmazione automatizzata. Rimane comunque da capire quanto efficacemente Claude Code riuscirà ad applicare queste regole senza ostacolare attività perfettamente lecite. La sfida per Anthropic sarà trovare un equilibrio tra tutela degli sviluppatori e libertà di sperimentazione, evitando che i nuovi controlli diventino un limite per la creatività.