Come funzionano i mattoncini Lego: il trucco per non farli mai staccare
Forme, colori e dimensioni diverse caratterizzano i mattoncini LEGO. Ma come funzionano davvero questi incastri così perfetti?
I mattoncini LEGO sono un passatempo che da generazioni appassiona grandi e piccini. Piccoli pezzetti di plastica che uniti gli uni con gli altri danno vita a ricostruzioni di monumenti, veicoli, paesaggi ma anche personaggi e icone culturali che ci hanno fatto innamorare negli anni. Ma cosa c’è dietro questi mattoncini dal fascino senza tempo? Come funzionano davvero? Potrebbe sembrare semplice, eppure il loro meccanismo è studiato nei minimi dettagli per incastrarsi alla perfezione. Vediamolo nel dettaglio.
Cosa tiene insieme i LEGO: l’incastro perfetto
Fu Goftfred Kirk Kristianensesn, figlio del fondatore della storica azienda produttrice di giocattoli, è stato il primo a scoprire che l’incastro perfetto dei LEGO sta proprio nella quantità dei pezzi che si legano insieme. La “forza” dei mattoncini, infatti, aumenta quando i tubi interni (disposti a uguale distanza tra loro) si interbloccando con i bottoncini della parte superiore che a loro volta si incastrano perfettamente tra i tubi e le pareti laterali dei mattoncini aderendo perfettamente senza bisogno di colla.
Il meccanismo in questione si chiama “stud-and-tube” (letteralmente perni e tubi), messo a pinto da Godtfred Kirk Christianses e l’allora responsabile dell’ufficio vendite tedesco Axel Thomsen. Lo scopo dei due era trovare un sistema che fornisse al contempo stabilità e creatività alle costruzioni: nasce così il sistema dei tubi e bottoncini che elimina la possibilità che le strutture crollino o si disfano ma rende anche possibile infinite creazioni. Basti pensare che con questo sistema è possibile combinare sei mattoncini 2x4 in più di 9 milioni di combinazioni diverse. Il mattoncino LEGO come lo conosciamo oggi nasce così, precisamente, il 28 gennaio 1958 ovvero quando Christiansen e Thomsen depositano un brevetto per il meccanismo “stud-and-tube”.
È proprio questo che ha permesso all’azienda, nel corso dei suoi anni, di progettare e proporre sul mercato set sempre più grandi e complessi. In questi casi, oltre al meccanismo che abbiamo appena descritto, i LEGO vanno idealmente disposti in un modo preciso per ottenere maggiore stabilità. È la tecnica dello sfalsamento, ovvero posizionare i pezzi con le giunture sfalsate e non perfettamente allineate, proprio come succede con i mattoni dei muri.
Di cosa sono fatti i mattonicini LEGO e come vengono fabbricati
Una parte importante dell’incastro perfetto nei LEGO sta anche nei materiali utilizzati. La maggior parte dei mattoncini e dei componenti LEGO sin dal 1963 sono fatti di una plastica particolare, chiamata ABS (Acrlìlonitrile Butadiene Stirene). Si tratta di un polimero molto utilizzato e apprezzato per diverse sue proprietà: resistenza agli urti, aderenza ma anche colori brillanti e stabilità cromatica.
La plastica ABS, in piccoli granelli colorati, viene inserita in macchine apposite per la “stampa” di tutti i pezzi in vari formati. Prima viene portata ad una temperatura di 230 gradi centigradi per fonderla con una pressione di centinaia di tonnellate per avere singoli pezzi al massimo livello di precisione. Dopodiché gli stampi vengono raffreddati ed sformati.
A seconda dei set, poi, i mattoncini vengono arricchiti con dettagli come volti, disegni, simboli.
Negli ultimi anni, tuttavia, LEGO in diverse occasioni ha annunciato l’intenzione di rendere più sostenibili le sue costruzioni, utilizzando ad esempio materiali sostenibili. Nel 2018, ad esempio, sono stati introdotti i primi elementi (come alberi, foglie, cespugli) prodotti con una plastica ricavata dalla canna da zucchero. Passo in avanti verso la sostenibilità anche sul fronte imballaggi: a fine anno scorso, infatti, l’azienda ha annunciato di voler procedere verso confezioni LEGO con imballaggi non più in plastica monouso ma realizzati in carta 100% riciclabile.


